SALERNO – Il destino di Giu- seppe Raffaele. Il tecnico è ormai virtualmente l’ex alle- natore della Salernitana, l’an- nuncio della società dovrebbe arrivare in mattinata. Già ieri pomeriggio, subito dopo la fine di Salernitana-Monopoli, il patron Danilo Iervolino, presente dopo settimane al- l’Arechi assieme all’AD Um- berto Pagano (nella foto di Gambardella), è sceso negli spogliatoi per incontrare il ds Faggiano e lo stesso Raffaele, che aveva seguito la gara dalla tribuna stampa. Inevitabile la serparazione, non solo per i risultati ma anche per i se- gnali inequivocabili lanciati in campo dalla squadra, con i calciatori che non hanno mi- nimamente reagito allo svan- taggio. Per la sostituzione le ipotesi sono la soluzione in- terna rappresentata da Gu- glielmo Stendardo, tecnico della Primavera, il ritorno di Pasquale Marino, in granata fino allo scorso giugno, op- pure uno tra Caserta e Pa- gliuca che però vorrebbero attendere una chiamata dalla serie B. La decisione non è scontata e non è da escludere una soluzione a sorpresa. In- tanto ieri, complice anche l’assenza per squalifica, al posto di Raffaele in sala stampa al termine del match con il Monopoli aveva parlato proprio il direttore sportivo Daniele Faggiano che non aveva ancora ufficializzato il cambio in panchina ma che ha apertamente attaccato la squadra: «Non sono ancora
lucido, devo ragionare con il presidente a mente fredda e parlare con il presidente. Non posso rispondere sul possi- bile nuovo allenatore perchè non abbiamo fatto ancora questo tipo di valutazioni, il morto a casa mia si piange quando è morto, non prima. La partita di oggi rispecchia le ultime tre o quattro partite, fa poco testo. A Cava ho sba- gliato io ma con quel com- portamento volevo dare una scossa a tutti che forse non è servita. E’ giusto che mi con- testino, forse per darmi una sveglia, però prendo le mie responsabilità, il mister le prende ma in campo vanno i giocatori. Non posso vedere una squadra che perde e come un pugile che dopo un ko resta nel suo angolo non reagisce. Forse sono io che devo essere meno buono, tutte le squadre che giocano contro di noi arrivano prima sul pallone. Dobbiamo capire tutti che non stiamo facendo bene, se pensate che la squa-
dra non voglia l’allenatore io rimango deluso da questo calcio, in campo si va per gio- care sempre per dare il mas- simo. Anche io all’università avevo professori che non sopportavo però mi impe- gnavo comunque, adesso la squadra deve tirare fuori la cazzimma. Dopo Siracusa stiamo attraversando alti e bassi che non vanno bene, anche se avessimo vinto a Cava o con il Giugliano la squadra non mi piaceva come giocava così come non è piaciuta al mister. Posso anche perdere ma devo ve- dere la grinta, possiamo non arrivare primi ma c’è la scor- ciatoia dei play off e quindi questa rincorsa va preparata, ma al momento non siamo pronti a livello mentale.
Siamo pagati per fare un la- voro che ci piace, la squadra non è mai sembrata una schiacciasassi anche quando eravamo primi, ora che ci siamo rinforzati stiamo fa- cendo peggio. Io vedo la diffe- renza tra andata e ritorno, ora siamo a meno 10 punti e que- sto è quello che mi preoc- cupa. Non ci devono essere malumori in gruppo, una squadra ambiziosa non può averne perchè in piazze così se non giochi devi dare di più, invece qui stiamo andando indietro ed è questo che mi preoccupa e preoccupa anche il mister. Nel calcio c’è sempre la politica dell’alibi in- vece per come la vedo io il fe- rito lo devi ammazzare perchè poi rischi che possa ammazzarti lui come acca- duto a Cava dove hanno pa- reggiato ed hanno festeggiato come se avessero vinto la Champions League, ed è que- sto che mi fa rosicare ancora di più. Sono più arrabbiato con chi va in campo perchè se non ce la fai a giocare devi dirmelo, altrimenti se stai bene e giochi devi dare il 300%. Chiudiamo in attacco ma siamo confusionari, but- tiamo palla dentro ed arri- viamo sempre secondi. Donnarumma? Diamogli una mano, è un bravo ragazzo. Le mie dimissioni? Perchè devo dimettermi, io ci credo, per- chè dovrei farlo?», ha con- cluso un Faggiano molto nervoso. Dunque la Salerni- tana cambia guida tecnica in questo finale di stagione per tentare di arrivare in B dalla porta secondaria, quella dei play off: basterà?





