Salernitana-Catania: classica del Sud - Le Cronache Salernitana
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Salernitana-Catania: classica del Sud

Salernitana-Catania: classica del Sud

Fabio Setta

SALERNO – Non è solo un big match o una sfida importante per il vertice della classifica. Salernitana-Catania è anche una delle classiche del calcio meridionale. Una partita tra due piazze di grande tradizione, accomunate da passione, calore e orgoglio: dai primi match su campi polverosi e improvvisati degli anni Trenta, alle tante sfide in terza serie, alle luci della Serie B degli anni Duemila, questo è un confronto tra i più importanti del calcio del Sud.
La sfida, che torna domenica dopo ben 21 anni di assenza, andrà in scena per la ventiseiesima volta in terra salernitana. Il bilancio è di dodici vittorie granata, otto pareggi e cinque successi etnei. Una lunga storia iniziata quasi un secolo fa, nel 1930, quando con una rete di Bergia al 32’ il Catania conquista la vittoria. Nella stagione successiva una rete al 61’ di Sudati griffa la prima vittoria della Salernitana, che si conferma anche nel campionato 1933/34 al termine di un match pirotecnico aperto dalla rete di Bergamini al 15’, prima del raddoppio di Finotto al 45’.
Nel secondo tempo il Catania riapre il match con Deghi al 49’, trovando il pari al 57’ con Pignatelli. A dodici minuti dal termine, Bergamini fa esultare i tifosi salernitani presenti al Campo Littorio. La sfida torna, poi, nella stagione 37/38. I biancocelesti, allenati da Hirzer, si impongono 2-0 con la doppietta di Antonio Valese all’80’ e all’88’, conquistando una pesante vittoria nel cammino che porterà la Salernitana alla promozione in Serie B.
Le due squadre, inserite poi negli anni successivi in gironi diversi e anche in concomitanza con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, si ritroveranno soltanto nella stagione 49/50, per la prima volta in Serie B. La Salernitana, ormai in maglia granata, si porta sul doppio vantaggio con la rete di Manlio Scopigno, soprannominato “il Filosofo” e che porterà poi, da allenatore, il Cagliari allo storico scudetto del 1970, al 26’, e quella di Belcastro al 52’. Il Catania non ci sta: accorcia con Messora al 21’ e pareggia con Bossi a dieci minuti dal termine.
Nella stagione successiva, all’ultima giornata del girone di andata, ci pensa Giorgetti dopo un minuto a regalare la vittoria alla Salernitana, mentre nel 1951/52 al 10’ Brondi firma la vittoria etnea. Primo pari a reti bianche nel campionato successivo, in cui il Catania perderà lo spareggio per la promozione in A con il Legnano (4-1), mentre nel 53/54 i siciliani raggiungeranno l’obiettivo anche grazie alla vittoria al Vestuti con un rotondo 0-3, firmato dalla doppietta di Cattaneo al 3’ e al 73’ e dalla rete di Marin al 27’.
Dopo la parentesi in massima serie del Catania, le due squadre si ritrovano sempre in B nel 55/56 e la sfida termina a reti bianche. La Salernitana, al termine del campionato, retrocede mestamente in C e tornerà a ospitare il Catania soltanto nel 66/67, nuovamente in B. Alla quarta giornata, la doppietta di Sestili al 6’ e al 15’ e la rete di Cominato a sette dalla fine regalano la prima vittoria stagionale ai granata, che però al termine della stagione torneranno nuovamente in Serie C.
La sfida torna nel 74/75 e, alla prima di ritorno al Vestuti, termina 0-0, con il Catania che poi vincerà il campionato chiudendo con un punto in più del Bari. Al ritorno dei siciliani in C, nel 77/78 la sfida termina ancora a reti bianche, con gli etnei che perdono lo spareggio promozione contro la Nocerina. Nel 78/79, a dieci minuti dal termine, D’Aversa rompe l’incantesimo e regala alla Salernitana la vittoria, inaugurando una lunga striscia positiva.
Nella stagione successiva, in cui il Catania conquisterà la promozione, ci pensa De Gennaro al 10’ a regalare la vittoria ai granata di Giammarinaro. La sfida torna all’ultima giornata del girone di andata del torneo di Serie C 87/88, con Crialesi al 71’ su rigore che firma la vittoria della Salernitana di Tobia, che poi, dopo un mese, al ritorno dal ko di Ischia, sarà esonerato.
Nel 1988/89 il match si gioca all’ultima giornata e, dopo la rete di Incarbona al 15’, il Catania pareggia al 28’ con Di Dio. La gara del trionfale campionato 89/90 è tutta nel segno di Agostino Di Bartolomei, che sblocca il match al 5’, raddoppia all’11’ su rigore e poi firma l’autorete del 2-1 finale al 75’. Per i granata di Ansaloni arriva la quarta vittoria di fila, che sarà però seguita da due pareggi e due ko prima dell’esplosione di gioia in quel di Brindisi.
La Salernitana in B dura un solo anno e nel 91/92 il match si gioca per la prima volta all’Arechi, con il Catania che passa con il giovane Nunzio La Torre a cinque minuti dal termine. Nella stagione successiva ancora un pari a reti bianche. Al termine della stagione il Catania fallirà e così le due squadre si ritroveranno nel 2001/02, ma in Coppa Italia, con la Salernitana di Zeman che vince 3-0 con le reti di Vignaroli al 14’ su rigore, Campedelli al 36’ e Mascara al 51’.
Nel 2002/03 il Catania è di nuovo in B e all’Arechi termina 0-0, con le due squadre retrocesse e poi ripescate al termine della stagione. Nel 2003/04 ci pensano gli ex, Monaco al 2’ e Mascara al 32’, a regalare la vittoria al Catania, con Tulli che accorcia a sedici minuti dalla fine.
Infine, nel 2004/05 le due squadre si affrontano due volte: prima in Coppa Italia, con la doppietta di Palladino al 24’ e al 44’ a ribaltare l’iniziale vantaggio etneo firmato da Bruno al 21’, e poi in campionato, il 21 maggio 2005, giorno dell’ultima volta del Catania a Salerno, con la rete decisiva al 19’ firmata da Ferrarese, autore della rete numero 25 della Salernitana negli scontri diretti in casa contro il Catania, che di gol ne ha invece segnati 15.