Un intervento tempestivo, la lucidità dei medici e il lavoro coordinato di un’intera équipe. All’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona si è consumata una storia di buona sanità che ha permesso di salvare due vite: quella di una giovane madre e della sua bambina.Protagonista della vicenda una donna di 37 anni della Costiera Amalfitana, alla 29ª settimana di gravidanza. Tutto è iniziato la sera del 19 febbraio, quando alcuni esami del sangue hanno fatto emergere valori preoccupanti: piastrine molto basse e transaminasi elevate. Un quadro clinico che ha subito destato allarme tra i sanitari. Il giorno successivo la donna si è recata in ospedale per ulteriori accertamenti, ma nel giro di poche ore la situazione è precipitata. Le piastrine continuavano a diminuire rapidamente fino a raggiungere la soglia critica di 13mila. A quel punto i medici hanno compreso che non c’era più tempo da perdere. Prima di procedere con il cesareo d’urgenza la paziente è stata sottoposta a trasfusioni di piastrine per rendere possibile l’intervento in sicurezza. Solo successivamente è stata individuata la causa del peggioramento improvviso: la Sindrome HELLP, una rara ma gravissima complicanza che può mettere seriamente a rischio la vita della madre e del bambino. Grazie alla rapidità dell’intervento, madre e figlia sono state salvate. La piccola Federica è nata il 20 febbraio con un peso di appena 1.100 grammi. La neonata è ora ricoverata in Terapia Intensiva Neonatale, dove viene monitorata costantemente dal personale specializzato. Determinante il lavoro dell’équipe guidata dal primario Giuseppe Laurendi, insieme ai medici Maurizio Rinaldi e Stefania Rispoli. Fondamentale anche il contributo delle ostetriche Giovanna La Rocca, Melania Amoriello, Maria Di Matteo e Daniela D’Ambrosio, oltre agli infermieri e a tutto il personale del reparto. Professionalità e umanità hanno accompagnato ogni fase dell’emergenza. La paziente è stata assistita e rassicurata in uno dei momenti più difficili della sua vita. Un intervento che dimostra come, quando la macchina sanitaria funziona e il tempo non viene sprecato, anche le situazioni più critiche possano trasformarsi in storie di speranza.





