Rifiuti: Commissione di inchiesta in Prefettura, oggi a Persano - Le Cronache Ultimora
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Rifiuti: Commissione di inchiesta in Prefettura, oggi a Persano

Rifiuti: Commissione di inchiesta in Prefettura, oggi a Persano

di Erika Noschese

La Commissione Parlamentare di inchiesta, sotto la guida del deputato Jacopo Morrone, ha intrapreso una missione in Campania, ponendo l’accento su due fronti di cruciale importanza per la tutela dell’ambiente e dell’economia nazionale: il traffico internazionale di rifiuti e la contraffazione di prodotti agroalimentari. L’attenzione si è concentrata in modo particolare sul porto di Salerno, epicentro di un episodio che ha sollevato gravi interrogativi sulle procedure di controllo e sulle responsabilità nella gestione dei rifiuti. Le audizioni preliminari, svolte presso la Prefettura di Salerno, hanno messo in luce lacune significative nel sistema di controllo, evidenziando la vulnerabilità del porto e la necessità di interventi urgenti. Il presidente Morrone ha espresso profonda preoccupazione per le “percentuali bassissime di controllo della merce in uscita” dal porto, situazione che ha permesso a 282 container di rifiuti di raggiungere la Tunisia e di essere successivamente respinti, con oneri economici interamente a carico dei contribuenti italiani. La Commissione intende fare chiarezza sulle responsabilità di tali costi, sulle modalità di smaltimento dei rifiuti riportati in Italia e sui potenziali rischi ambientali derivanti da tale traffico illecito. A tal fine, sono stati richiesti chiarimenti alla Regione Campania e programmato un sopralluogo al sito di stoccaggio dei rifiuti di Persano, luogo che desta particolare interesse per la Commissione. Parallelamente, la Commissione si impegna a tutelare le eccellenze agroalimentari italiane, il rinomato “Made in Italy”, che subiscono le conseguenze negative di attività illecite e concorrenza sleale. La tutela di tali prodotti, simbolo della qualità e della tradizione italiana, rappresenta un obiettivo primario per la Commissione. A tal fine, la delegazione visiterà impianti di produzione e incontrerà i rappresentanti dei Consorzi di tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP, della Pasta di Gragnano IGP e della Colatura di Alici di Cetara DOP, prodotti che rappresentano l’eccellenza del territorio campano. I membri della Commissione, come il senatore Pietro Lorefice e la senatrice Simona Petrucci, hanno sottolineato l’importanza di rafforzare i controlli nel porto di Salerno e la necessità di chiarire le contraddizioni emerse durante le audizioni. Il presidente Morrone ha assicurato che la Commissione proseguirà le indagini fino a quando non sarà fatta piena luce sulle procedure e sui rischi di reiterazione degli illeciti, garantendo che il porto di Salerno diventi un modello di eccellenza in termini di controlli e sicurezza. Il programma della missione prevede ulteriori audizioni, sopralluoghi e incontri, con l’obiettivo di implementare sistemi automatizzati di individuazione dei rischi e definire procedure che garantiscano la tracciabilità e la sicurezza delle merci in transito, prevenendo il ripetersi di illeciti e tutelando l’ambiente e l’economia. Questa mattina, infatti, è previsto un sopralluogo a Persano, dove sono sopraggiunti i container dopo l’incendio. Il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta, Jacopo Morrone, si definisce soddisfatto per le informazioni raccolte in questa prima fase di audizioni: “Vanno fatti ulteriori approfondimenti, ma la giornata è stata sicuramente interessante. Non abbiamo ancora i numeri, non abbiamo le modalità in cui verranno smaltiti questi rifiuti. Chiederemo lumi, soprattutto alla Regione. Vorremmo capire i costi e a chi saranno a carico. Per quanto invece riguarda l’approfondimento sul porto: purtroppo sono pochissimi, ci sono percentuali bassissime di controllo della merce in uscita. Si parla di percentuali veramente minime e purtroppo ha fatto sì che accadesse quello che è accaduto; quindi, che 282 container di rifiuti potessero arrivare fino alla Turchia e poi tornare indietro a spese nostre. Quindi su questo noi approfondiremo”. Ancora da chiarire, per Morrone, le reali e oggettive responsabilità del caso: “È ovvio che c’è anche una sorta di rimpallo di responsabilità, però finché non faremo chiarezza non riusciamo a capire. Ci sono indagini in corso, quindi c’è sicuramente una parte secretata, però noi siamo una commissione d’inchiesta e siamo qui per fare chiarezza. Adesso ascolteremo a Roma, in commissione, sicuramente il procuratore o i sostituti che se ne stanno occupando, nello specifico, per quello che ci potranno dire, per poter collaborare con questa indagine e fare chiarezza. Noi, nello specifico, vogliamo fare chiarezza e non ci fermeremo di sicuro”. Di certo c’è la volontà di creare i presupposti per avere un doppio risultato: fare chiarezza sull’accaduto e scongiurare nuovi episodi di simile portata: “Vogliamo capire come sono andate le cose, capire anche come sono le procedure, se quello che è accaduto qualche anno fa può riaccadere – ha concluso il deputato Morrone –. Da una prima analisi sembrerebbe che possa riaccadere, essendo pochissimi i controlli della l’immersione uscita, ed essendo pochi quelli che poi hanno un controllo su sulle materie che escono e questa, secondo noi, è una falla che va colmata con protocolli, con intese. Noi, nella nostra relazione, sicuramente lo indicheremo”.