Entra nel vivo il processo a carico di Franco Alfieri, già sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno, dell’imprenditore capaccese Roberto Squecco, dell’agente della Polizia Municipale Antonio Bernardi e dell’ex addetto al cimitero Michele Pecora, imputati nell’ambito dell’inchiesta che ipotizza il reato di voto di scambio politico-mafioso. Nella mattinata di ieri gli imputati sono comparsi davanti al giudice Domenico Diograzia, presidente del collegio giudicante del Tribunale di Salerno, per una nuova udienza dedicata principalmente alle richieste istruttorie formulate dalle parti. Una fase ritenuta particolarmente importante in vista dell’avvio dell’esame del materiale probatorio che dovrà essere valutato nel corso del dibattimento. Al centro dell’udienza vi è stata la richiesta della Procura di procedere alla trascrizione delle intercettazioni telefoniche e ambientali considerate rilevanti ai fini del procedimento. Si tratta di conversazioni che, secondo l’accusa, rappresentano uno degli elementi fondamentali per ricostruire i rapporti tra i soggetti coinvolti e delineare il quadro accusatorio. Proprio per questo motivo i magistrati della Procura hanno insistito sulla necessità di acquisire integralmente il contenuto delle captazioni ritenute di interesse investigativo. Oltre alle intercettazioni, i pubblici ministeri Carlo Rinaldi ed Elena Guarino hanno chiesto l’acquisizione di ulteriore documentazione giudiziaria. Tra gli atti richiesti figurano le sentenze a carico di Vincenzo De Cesare e Antonio Cosentino, entrambi ritenuti appartenenti al clan di Baronissi, nonché la documentazione relativa al procedimento penale che vede coinvolto Angelo Genovese, indicato dagli inquirenti come altro componente del gruppo criminale. Particolare attenzione è stata inoltre riservata alla documentazione riguardante il lido Kennedy, struttura balneare finita negli anni al centro di una complessa vicenda amministrativa e giudiziaria che ha coinvolto l’allora titolare Roberto Squecco. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vicenda rappresenterebbe uno degli elementi da approfondire nell’ambito dell’inchiesta. Il lido fu successivamente demolito in esecuzione di provvedimenti amministrativi adottati durante l’amministrazione guidata da Alfieri. Sul fronte della difesa, gli avvocati Domenicantonio D’Alessandro e Agostino De Caro, che assistono Franco Alfieri, hanno chiesto la trascrizione di una specifica intercettazione ritenuta particolarmente significativa per sostenere la posizione dell’ex amministratore. Una richiesta che non ha trovato opposizione da parte della Procura e che è stata accolta dal collegio. È stato così conferito l’incarico a due periti che avranno novanta giorni di tempo per procedere alla trascrizione del materiale intercettato e al successivo deposito degli elaborati. A margine dell’udienza, l’avvocato D’Alessandro ha affrontato anche il tema della misura cautelare che interessa il suo assistito. «Non abbiamo richiesto la revoca della misura cautelare per Franco Alfieri, ma lo faremo: il 4 giugno sono trascorsi 20 mesi agli arresti domiciliari, un periodo molto lungo. Oggi parlare di esigenze cautelari sembra eccessivo», ha dichiarato il legale. Sui tempi del processo è intervenuto anche l’avvocato Mario Turi, difensore di Roberto Squecco. «Quando ci sono misure cautelari il calendario processuale è necessariamente piuttosto serrato», ha spiegato, confermando che la prossima udienza è stata fissata per il 13 luglio quando sarà ascoltato il tenente colonnello della Dia, Fabio Gargiulo. Il 5 ottobre, invece, dovrebbero essere disponibili le trascrizioni. Nel corso della giornata ha preso la parola anche l’avvocato Francesco Raeli, difensore di Michele Pecora, che ha sottolineato il peso che le intercettazioni avranno nel corso del dibattimento. «Le intercettazioni sono fondamentali per la ricostruzione storica dei fatti, ma alla base vi è soprattutto una questione di qualificazione giuridica delle singole condotte contestate, aspetto sul quale le difese si stanno confrontando con particolare attenzione», ha affermato il penalista. Tutti gli imputati erano presenti in aula. Unica eccezione Domenico De Cesare, collegato in videoconferenza dal carcere di Cosenza, dove si trova detenuto per altri reati. Con la fase delle trascrizioni ormai avviata, il procedimento si prepara dunque a entrare in una fase cruciale, nella quale il contenuto delle intercettazioni e la documentazione acquisita potrebbero assumere un ruolo determinante nell’accertamento dei fatti contestati.





