di Erika Noschese
Un patto di collaborazione per la sanità del Mezzogiorno prende forma attraverso un protocollo d’intesa interregionale sottoscritto tra le Asl di Campania, Basilicata e Puglia. Ieri mattina, infatti, presso il Circolo Canottieri Irno di Salerno, le Aziende sanitarie locali di Salerno, Matera e Brindisi hanno firmato il protocollo di collaborazione, cooperazione e consultazione, finalizzato al rafforzamento della sanità pubblica nel Mezzogiorno. A sottoscrivere l’importante accordo interregionale sono stati l’ingegner Gennaro Sosto, direttore generale dell’Asl Salerno, Maurizio De Nuccio, direttore generale dell’Asl Brindisi, e Maurizio Friolo, direttore generale dell’Asm Matera. «Lo spirito del protocollo è trovare sinergie e confrontarci, cercando di capire come vengono affrontate in modo diverso le problematiche, per avere uno sguardo più ampio, intercettare buone pratiche e comprendere come, in alcune aree disagiate, si possa venire incontro alle esigenze dei cittadini», ha dichiarato il direttore generale dell’Asl di Salerno, Gennaro Sosto. «Questa interazione tra Campania, Basilicata e Puglia nasce proprio dalla volontà di confrontarsi e di capire come servire al meglio la cittadinanza», ha aggiunto. Tra le principali criticità ancora presenti figurano le liste d’attesa, «nodo nevralgico molto attenzionato anche dal punto di vista mediatico. Tuttavia, possono essere messe in campo azioni specifiche per i pazienti cronici, che spesso non incidono direttamente sulle liste d’attesa: prenderli in carico in modo anticipato, attraverso un’azione di prossimità, può liberare risorse e attività per le prime visite. Le liste d’attesa, infatti, vengono misurate soprattutto su queste ultime, ma esiste una fetta di popolazione che vi accede in maniera non organizzata», ha spiegato il dg dell’Asl Salerno. Le tre aziende firmatarie del protocollo, consapevoli delle sfide che caratterizzano i sistemi sanitari del Sud Italia e riconoscendo nella cooperazione istituzionale uno strumento essenziale per migliorare qualità, equità e sostenibilità dei servizi sanitari pubblici, hanno deciso di avviare un percorso comune, strutturato e permanente di collaborazione e consultazione interregionale, basato sulla condivisione di competenze, esperienze e visioni programmatiche. Con questo accordo, le tre aziende si propongono di rafforzare la sanità pubblica del Mezzogiorno, intesa come bene comune e diritto fondamentale sancito dalla Costituzione; promuovere modelli organizzativi e gestionali innovativi, adeguati ai bisogni reali delle comunità; contrastare le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure; valorizzare il ruolo delle istituzioni sanitarie come presidi di coesione sociale e sviluppo civile. «Questo protocollo punta a rendere i percorsi di cura più semplici per chi ne ha bisogno. Molto spesso le persone rinunciano a curarsi; abbiamo specificità diverse ma professionalità importanti e, mettendole in rete, possiamo dare vita a un sistema capace di aiutare concretamente l’utenza. Le liste d’attesa sono spesso lunghe e, attraverso la telemedicina e l’intelligenza artificiale, possiamo sviluppare nuovi percorsi e rendere più efficienti i servizi, in un contesto in cui la sanità è sicuramente in difficoltà», ha dichiarato Maurizio Friolo, direttore generale dell’Asm Matera. I progetti comuni che saranno sviluppati riguardano, fra l’altro, la prevenzione primaria e secondaria e prevedono lo scambio di esperienze congiunte in materia di campagne di educazione alla salute e coinvolgimento del territorio; l’innovazione, la ricerca e la digitalizzazione, attraverso la collaborazione su progetti tecnologici e organizzativi; la condivisione di dati, indicatori e strumenti di valutazione delle performance, nel rispetto delle normative vigenti; il rafforzamento del dialogo e della consultazione permanente con enti locali, università, associazioni e volontariato; la promozione di una sanità partecipata, trasparente e orientata all’ascolto e alla sostenibilità. «I punti di debolezza sono tanti: stiamo vivendo un momento storico particolarmente difficile, ma il Mezzogiorno non deve essere raccontato solo attraverso le criticità, bensì anche attraverso ciò che fanno le istituzioni sul territorio. Le istituzioni stanno collaborando per condividere competenze e professionalità e costruire insieme risposte concrete ai problemi», ha dichiarato Maurizio De Nuccio, direttore generale dell’Asl Brindisi, evidenziando che «il protocollo è solo un primo passo verso una collaborazione stabile tra istituzioni, finalizzata a fornire risposte con responsabilità, pragmatismo e una visione strategica del futuro, affrontando problemi come la carenza di personale, la necessità di rafforzare la sanità di prossimità territoriale e di garantire maggiore stabilità organizzativa alle aziende sanitarie. Arriveranno segnali immediati ai cittadini». Alla sottoscrizione del protocollo sono intervenuti: Giacomo Rosa, presidente Svimear (Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno e delle aree interne); Antonio De Pandis, presidente della Federazione delle associazioni civiche del Sud; Vincenzo Loviso, segretario di Cittadinanzattiva Campania; Mario Conte, sindaco di Eboli; Filippo Luberto, sindaco di Grassano; Michele Laurino, responsabile enti locali Svimear.





