Paparella, artista del sociale - Le Cronache Spettacolo e Cultura
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Paparella, artista del sociale

Paparella, artista del sociale

La luce si accende sin dalla giovane età, ma il ruolo di funzionario all’ente nazionale di energia elettrica è solo una fulgida coincidenza. L’enigma della vita segna l’incipit, precipuo filo conduttore per affacciarsi alla narrazione artistica e rendere visibile l’imperscrutabile. I simboli hashtag, freccia e cubo di Rubik, paradigmi di un afflato grondante di espressività e variegato astrattismo. Con il primo, energia vitale di intensa e indomita connessione universale; la seconda, vivida proiezione al divenire che rimarca -sulla scia di Eduardo Galeano- l’utopia, come l’orizzonte, è irraggiungibile, ma serve per continuare a camminare. Rubik, più che un rompicapo è la ricerca del mistero: il rebus dell’esistenza. Ed è proprio la creatività il grimaldello che apre la porta del cuore e il sogno dell’emozione. Il balsamo rigenerante del talento naturale di Mauro Paparella. La presenza del sole, quintessenza di ogni sua opera d’arte. INTEGRAZIONE E SOCIALITA’ L’artista cilentano dipinge un mondo senza barriere, in cui i confini spaziano e si intersecano, navigando dal surrealismo alla pop art. Una poliedricità d’ingegno residente in un mondo parallelo, mai disgiunta dalla realtà, bensì immersa negli anfratti più reconditi, non disdegnando il percorso asperrimo che schiude universi di normalità, ancorché tracciato dagli istinti di un folle ad orologeria, secondo la sua geniale autodefinizione. Ardite le sue opere, scevre di compromessi e strane alchimie, mai banali e dotate di impatto emotivo che avvolgono il curioso, ma anche il pervicace habitué di atelier. Altresì nelle tele più struggenti il colore domina, prefigurando una prospettiva aurea, nonostante la tetra stagione del dolore. L’esteta, originario di Sapri -enclave lucana che Cicerone dipinse come piccola gemma nel mare del Sud- conferisce magiche emozioni e distillati di qualità. L’eclettismo dà forza e imprime vigore, arricchendo il catalogo -già prezioso nei contenuti- attraverso contorni di sane contaminazioni, procreate nel grembo di un territorio incontaminato, che ne stimola il talento. NO A DIPENDENZA Paparella ha in embrione un programma rivolto alla popolazione scolastica delle elementari e medie, con lo scopo di combattere il fenomeno della dipendenza dagli smartphone in uso ai minori. L’idea prevede di sostituire l’interesse morboso verso il dispositivo tecnologico e rimpiazzarlo con attrattore accattivante: un tablet grafico munito di programmi di disegno e pittura digitali, in grado di stimolare la passione al mondo dell’arte in modo rivoluzionario. Il piano di lavoro sarà sotto l’egida del pedagogista Nicola Femminella, dall’alto della sua esperienza coordinatore del progetto e cerniera fondamentale di collegamenti con le istituzioni scolastiche. Nelle produzioni di Mauro Paparella l’astrattismo non è solo un genere particolarmente aduso, ma quasi una ricercata tecnica di sperimentazione, capace di sviluppare lavori e opere partendo da un canovaccio suggestivo. Il bagliore di ogni opera d’arte -diverso e molteplice- irradia gli intrecci di peculiari sfumature, fino a partorire universi che sembrano tracimare, sospinti da dirompente energia. Che l’estroso facitore del bello non esaurisce solo nella dimensione propria, percorre quasi in parallelo alle storie quotidiane, ma in totale antinomìa nella visibile percezione del grigiore contemporaneo, manifesto del nichilismo dominante. Ecco ché, al torbido quadro che pervade l’umanità con le parole di papa Francesco drammaticamente attuali (<<La terza guerra mondiale a pezzi è un conflitto globale>>), oggi si contrappone l’ottimismo e la magnificenza del creato di Mauro Paparella.

Pasquale Scaldaferri