di Sonia Angrisani
Torna al centro del dibattito la gestione del bacino idrografico del fiume Sarno. A intervenire è Gerolamo Oliva, già consigliere comunale di San Marzano sul Sarno, che rilancia la necessità di un nuovo modello organizzativo per la manutenzione e la difesa del territorio, segnato negli ultimi anni da ripetuti eventi alluvionali. Secondo Oliva, un possibile punto di svolta potrebbe arrivare dall’applicazione della nuova legge regionale n. 24 del 16 ottobre 2025. Una norma che, oltre a disciplinare la riqualificazione delle cave e le attività estrattive, introduce anche disposizioni sulla manutenzione dei corsi d’acqua. «È da qui – sottolinea – che potrebbe partire un percorso diverso, fondato su una gestione coordinata e su una supervisione centrale». L’ex consigliere propone l’istituzione di un ente sovraordinato, una sorta di cabina di regia sul modello di un Masterplan, capace di coordinare tutti i soggetti coinvolti nella gestione del bacino del Sarno. Una regia unica che superi la frammentazione delle competenze attuali. Negli ultimi cinque anni, ricorda Oliva, il territorio di San Marzano sul Sarno è stato più volte messo in ginocchio da esondazioni e allagamenti legati all’Alveo comune nocerino e alla fitta rete di canali e fossi presenti nell’area. Dal marzo 2021 fino agli episodi più recenti del novembre 2025, si sono susseguiti eventi che hanno evidenziato criticità strutturali non più rinviabili. Attualmente, la gestione dei canali di bonifica e dei fossi artificiali spetta al Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno, mentre la Regione Campania mantiene la responsabilità sui corsi d’acqua naturali – dal Sarno al Solofrana, dal Cavaiola all’Alveo comune nocerino. Una suddivisione di competenze che, secondo Oliva, contribuisce a rallentare gli interventi e ad alimentare il malcontento dei cittadini. «La popolazione è esasperata – osserva – e non crede più alle promesse della politica. Il Consorzio di Bonifica è diventato il bersaglio di ogni critica, ma il problema è più ampio e riguarda l’intero bacino». Per l’ex consigliere, la soluzione non può che passare da una strategia condivisa e da interventi strutturali. Fondamentale, in questa prospettiva, anche il ruolo dei sindaci dei comuni interessati, chiamati a superare logiche campanilistiche per lavorare insieme a un progetto comune. La nuova legge regionale, conclude Oliva, rappresenta un’occasione da non perdere per invertire la rotta e affrontare in modo sistemico una delle emergenze ambientali più delicate della Campania. «Da soli si corre, ma verso il vuoto. Solo insieme si può costruire un futuro fatto di soluzioni vere e durature».





