di Sara Lopresti
Nocera Inferiore. Requisitoria rinviata davanti al collegio dei giudici presieduto da Donnarumma sul crac della Ipervigile a Nocera Inferiore. Dei reati contestati resta in piedi la bancarotta documentale e fraudolenta per il fallimento milionario dell’Ipervigile e della Bsk. Reati per i quali si prevede una dura condanna nel caso in cui i giudici dovessero appurare responsabilità. Altri capi di imputazione come la violenza privata, frode all’Inps e detenzione di banconote contraffatte sono stati prescritti e non più contestabili. Il processo dopo 9 anni volge quindi al termine essendo iniziato nel settembre del 2016 con indagini partite molto prima su segnalazione di Bankitalia. Imputati principali l’ex titolare il 67enne Fernando De Santis (difeso da Giovanni Annunziata) con la moglie e una dipendente. Molte posizioni con il passare del tempo sono state stralciate. Nell’indagine dei finanzieri coordinati dalla Procura nocerina erano finite diverse società tra cui proprio la Ipervigile Srl e la Bsk Service che raggruppava altre aziende satellite. Nelle aule di tribunale a Nocera Inferiore sono sempre presenti le parti in causa, costituitisi nel processo, con i rappresentanti dei lavoratori e i sindacati che hanno sostenuto i circa 257 ex dipendenti che attendono il denaro. I soli coniugi De Santis erano finiti a processo anche per la bancarotta o reati finanziari relativi alla Bsk Service. Ora la fine dell’istruttoria e l’attesa requisitoria davanti al collegio di giudici presieduto da Donnarumma subentrato a. Federico Noschese che a sua volta aveva preso il posto di Apicella. Gli imputati.sono a rischio di una dura condanna.





