Morto Francesco Paolo Casavola, presidente emerito Consulta - Le Cronache Ultimora
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Morto Francesco Paolo Casavola, presidente emerito Consulta

Morto Francesco Paolo Casavola, presidente emerito Consulta

E’ morto questa notte a Napoli Francesco Paolo Casavola. Classe 1931, giurista, e’ stato ordinario di Istituzioni di diritto romano all’Universita’ Federico II e ha diretto la facolta’ di Giurispridenza dell’Ateneo federiciano dal 1983 al 1986. Nel 1986 e’ stato nominato giudice costituzionale, e poi e’ stato eletto presidente della Corte l’11 novembre 1992, incarico ricoperto fino al 1995. Casavola e’ stato anche presidente del Comitato nazionale per la bioetica nel 2006 e, inoltre, dal 1998 al 2009 presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani. Il prossimo 12 gennaio avrebbe compiuto 95 anni. L’ingresso sulla scena istituzionale nazionale avvenne il 6 febbraio 1986, quando il Parlamento lo elesse giudice della Corte costituzionale; il giuramento seguì il 25 febbraio. L’11 novembre 1992 fu chiamato alla presidenza della Consulta, incarico esercitato fino al 25 febbraio 1995. Sotto la sua guida la Corte pronunciò decisioni destinate a segnare la giurisprudenza costituzionale: dal diritto di famiglia alle locazioni, dagli ordinamenti scolastico e universitario al diritto militare, dal sistema previdenziale alle leggi elettorali e al referendum abrogativo, fino alle sentenze che formularono per la prima volta il principio supremo della laicità dello Stato, destinato a divenire architrave dell’ordinamento repubblicano. Negli stessi anni Casavola mise la propria competenza al servizio di contesti internazionali e di nuovi equilibri istituzionali. Tra il 1993 e il 1994 fece parte della Commissione di arbitrato per l’ex Jugoslavia, nel pieno della crisi balcanica; dal 1996 al 1998 fu Garante per l’editoria e la radiodiffusione, in una fase cruciale per il sistema dei media italiani. Dal marzo 1998 al febbraio 2009 guidò l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, interpretando la presidenza come una custodia attiva del sapere, capace di coniugare tradizione e innovazione. Dal 2006 al 2015 fu inoltre presidente del Comitato nazionale per la bioetica, portando nel dibattito pubblico una voce colta, prudente e mai ideologica. Era socio di numerose accademie e società scientifiche. La sua opera scientifica accompagna e illumina questa lunga traiettoria. Già il volume “Studi sulle azioni popolari romane” (Jovene, 1958) rivelava l’attenzione ai nessi tra diritto e società; “Lex Cincia. Contributo alla storia delle origini della donazione romana” (Jovene, 1960) e “Actio petitio persecutio” (Jovene, 1965) mostravano un metodo refrattario all’astrazione, attento a collocare le norme nei processi storici reali. Con “Giuristi adrianei” (L’Erma di Bretschneider,1980) Casavola inaugurò una stagione di studi sulla personalità intellettuale dei giuristi romani. I tre volumi di “Sententia legum tra mondo antico e moderno” (Jovene, 2000-2004), “Dal diritto romano al diritto europeo” (Editoriale Scientifica, 2006), fino a “Bioetica. Una rivoluzione postmoderna” (Salerno Editrice, 2013) e Tornare alle radici. Per la ricostruzione delle basi della democrazia” (Cittadella editrice, 2014), restituiscono il profilo di un pensiero che non ha mai smesso di interrogare criticamente la democrazia occidentale.