di Giulio Nastri
Scafati. Maxi risarcimento del danno per i familiari (originari di Scafati) di un neonato prematuro deceduto nel 1998 presso un ospedale Evangelico di Napoli: circa 4 milioni di euro stabilito dalla Corte d’Appello Civile di Napoli (VIII Sezione) nei confronti della società che gestisce la struttura sanitaria e una compagnia di Assicurazioni. La sentenza pubblicata qualche giorno fa, riguarda il processo civile d’appello e riguarda una richiesta di risarcimento danni per responsabilità medica avanzata da marito, moglie e figli difesi dall’avvocato Vincenzo Liguori, contro ospedale e compagnia assicurativa. Il caso risale al 14 marzo 1998, quando Eleonora, alla 32esima settimana di gravidanza, si ricoverò presso la struttura sanitaria per rottura prematura delle membrane.· Durante il ricovero, secondo l’accusa, il personale sanitario non avrebbe eseguito adeguati monitoraggi e accertamenti, omettendo il tracciato cardiotocografico e altri esami necessari. La paziente fu sottoposta a un taglio cesareo urgente senza documentazione di complicanze che lo giustificassero. Il neonato, Mario, nacque prematuro e sviluppò gravi lesioni cerebrali, tra cui tetraparesi spastica ed epilessia. Ci fu la denuncia e fu incardinato il processo con decisione del Tribunale di primo grado con la quale era stata condannata la società che gestisce l’ospedale al pagamento di un risarcimento complessivo di circa 2 milioni di euro in favore del bambino e dei suoi familiari (genitori e sorelle maggiori). La stessa struttura ospedaliera ha contestato la sentenza, sostenendo che la prematurità del neonato fosse la causa principale delle lesioni, non attribuibile ai sanitari e che la percentuale di incidenza della prematurità fosse stata sottostimata. E in ultimo la fondazione contestava il risarcimento fosse eccessivo e sproporzionato rispetto alle aspettative di vita del minore. Era stato presentato appello incidentale, contestando i criteri di calcolo del danno patrimoniale da riduzione della capacità lavorativa e chiedendo una revisione dei coefficienti di capitalizzazione. L’assicurazione ha presentato appello incidentale, contestando la domanda di manleva e sostenendo che la polizza non coprisse i medici non dipendenti della struttura sanitaria. La Corte d’Appello ha parzialmente accolto gli appelli, rigettando quello della assicurazione motivando la propria decisione in responsabilità della società che gestisce l’ospedale e confermando la responsabilità per condotta incongrua e imprudente dei sanitari, che aveva causato la prematurità del neonato e le conseguenti lesioni. Il danno complessivo riconosciuto è di 4 milioni e 150mila euro considerando danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dalla vittima primaria e dei suoi familiari, rivalutazione, interessi e spese di lite.





