Stavolta il film è un altro e la trama sembra degna di un Oscar della giustizia creativa: una nota banca locale, abituata a bussare alle porte dei debitori, si è ritrovata a essere “pignorata” proprio a casa dei suoi clienti migliori. Tutto nasce da un giudizio durato ben quattro anni, nel quale il Tribunale di Salerno ha accertato che il credito vantato dalla banca non corrispondeva al vero. Il giudice, dopo aver incaricato un proprio Ctu di verificare quanto denunciato dall’avvocato Mario Manzo, del Foro di Salerno, ha stabilito che la banca non vantava alcun credito. Al contrario, è emerso addirittura un credito in favore della società correntista, assistita dagli avvocati Mario Manzo e Antonella Capaccio. Dopo la vittoria legale ottenuta contro un noto istituto di credito cooperativo locale, l’avvocato Manzo ha dato esecuzione alla sentenza in modo del tutto inedito. Di fronte al mancato spontaneo pagamento delle somme dovute – che includono anche gli onorari legali – ha scelto un pignoramento presso terzi decisamente creativo. Destinatario del pignoramento è stato infatti un importante correntista della stessa banca, titolare di un mutuo in essere. Grazie a questa manovra, le somme che il cliente avrebbe dovuto versare mensilmente alla banca per onorare il proprio mutuo dovranno essere dirottate verso l’avvocato Manzo, per pagare la società assistita e la parcella legale. La banca, dunque, si ritrova a pagare i propri debiti attraverso i suoi stessi crediti, vedendo svanire l’incasso delle rate del mutuo. «Abbiamo semplicemente applicato il Codice con una visione dinamica – commenta Manzo –. È la dimostrazione che, con la giusta strategia tecnica, anche il soggetto più forte può essere chiamato a rispondere delle proprie responsabilità proprio attraverso quegli strumenti che solitamente utilizza nei confronti degli altri. Come si dice: chi di rata ferisce, di pignoramento perisce». «Questa è una storia che puntualmente si ripete – conclude Manzo –. La banca, oltre a pretendere interessi e commissioni non dovuti dal proprio correntista, lo segnala anche alla Centrale rischi della Banca d’Italia, precludendogli la possibilità di rivolgersi al sistema bancario, magari anche per un piccolo prestito, perché segnalato come cattivo pagatore quando, nella realtà dei fatti, come nel caso in questione, il cliente non era debitore bensì creditore della propria banca».





