La scomparsa del Maestro Luigi Avallone - Le Cronache Salerno
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La scomparsa del Maestro Luigi Avallone

La scomparsa del Maestro Luigi Avallone

M° Fulvio Creux*

Conoscevo Luigi Avallone da moltissimi anni e, prima ancora di lui, avevo conosciuto suo padre. Il nostro rapporto risale già ai tempi in cui ero direttore della Banda della Guardia di Finanza. Successivamente ho avuto modo di incontrarlo molte altre volte, soprattutto in occasione del Concorso Nazionale di Composizione per Banda “Pellegrino Caso” di Vietri sul Mare, del quale Luigi è stato organizzatore e promotore. Si trattò, per il Sud Italia, di una delle prime iniziative realmente orientate a rinnovare e svecchiare il repertorio delle bande, offrendo ai complessi bandistici nuove composizioni e una concezione più moderna della letteratura per banda. Ho partecipato diverse volte alle commissioni del Concorso e so bene quanto, in quegli anni e in quel territorio, iniziative di questo genere fossero davvero all’avanguardia. Ho avuto inoltre il piacere di dirigere alcune composizioni vincitrici del Concorso: “Rione Monti” di Enrico Blatti (I° Premio mi pare nel 2005), diretta con la Banda dell’Esercito Italiano e, con l’Orchestra di Fiati del Conservatorio di Lecce, la “Ouverture per Banda” di Luigi Quarta (della quale è possibile ascoltare una registrazione su YouTube). Sono esperienze che mi hanno consentito di toccare con mano il valore di quelle iniziative: non concorsi fini a se stessi, ma strumenti concreti per far nascere nuove composizioni e portarle realmente all’attenzione delle bande, dei direttori e del pubblico. Un altro motivo per cui ho sempre nutrito grande stima nei confronti di Luigi riguarda la sua attività didattica. È stato insegnante di Strumentazione per Banda e ha tenuto Corsi presso il Conservatorio di Salerno, contribuendo a portarvi idee nuove, di livello e di respiro europeo. Non bisogna, infatti, dimenticare che, soprattutto fino a una quindicina di anni fa, nel territorio salernitano la banda veniva concepita quasi esclusivamente come banda da giro, oppure secondo un modello riconducibile alla tradizione di Alessandro Vessella. Un modello certamente importante e di enorme valore storico, ma non più sufficiente, da solo, a rispondere alle esigenze della moderna realtà, soprattutto nel confronto con il panorama internazionale. Luigi Avallone ha, quindi, contribuito concretamente a cambiare questa prospettiva, introducendo nel territorio una concezione più moderna della banda, della sua strumentazione e del suo repertorio. Con la sua scomparsa, dunque, il Salernitano perde una figura di grande rilievo e un autentico operatore della cultura bandistica, una persona che ha lavorato concretamente affinché la banda potesse crescere, rinnovarsi e confrontarsi con le esperienze europee e internazionali. Personalmente, perdo soprattutto un caro amico. e di enorme valore storico, ma appartenente a un’altra epoca e non più sufficiente, da solo, a rispondere alle esigenze della moderna realtà bandistica, soprattutto nel confronto con il panorama internazionale.

*Già Maestro direttore della Banda Musicale della Guardia di Finanza e dell’Esercito Italiano