Ciao Tommaso,
scrivo spinto da un paradosso quotidiano: ricevo almeno tre o quattro telefonate al giorno da parte di candidati alle prossime elezioni comunali che mendicano un voto. A tutti rispondo che il mio impegno è già preso, per un debito di stima e amicizia. Ma, al di là del singolo voto, sento il dovere di denunciare lo stato di abbandono in cui versa la nostra Salerno. Diciamoci la verità, se Salerno attira ancora qualcuno, non è certo per merito di chi la amministra, ma per la sua posizione geografica. Siamo incastonati in modo strategico tra due costiere meravigliose, un privilegio unico che non dobbiamo ai programmi elettorali, ma solo a Nostro Signore. La politica, purtroppo, non ha fatto altro che svilire questo dono naturale, trasformando una perla in una città spettrale. Ciò che più sconcerta è l’impudenza di chi ha governato finora. Si ripresentano con facce vecchie, spacciandole per nuove, dimenticando che i responsabili del declino di ieri sono gli stessi che pretendono di decidere il domani. Il centro storico, un tempo cuore pulsante della nostra identità, è stato svenduto. È diventato un “mangimificio” di serie C, un suk indistinto dove l’odore della storia salernitana è stato sostituito da quello perenne di spezie e fritture. Dove prima c’erano teatri, cinema e locali che facevano musica dal vivo, oggi proliferano kebabberie e street food. La cultura è stata sfrattata. Tranne la lodevole eccezione di Salerno Letteratura, il deserto circonda ogni iniziativa. Anche lo sport, un tempo vanto, oggi è devastato. Evito gli esempi per non tediare chi legge. E che dire della “città a misura di bambino” come qualche candidato millanta? Una menzogna che stride con la realtà. Abbiamo un lungomare lunghissimo, eppure vi sfido a trovare uno scivolo o un’altalena. L’unica eccezione è Piazza della Libertà, un fallimento urbano che sembra aver beneficiato solo chi ha venduto e comprato appartamenti, mentre da Santa Teresa alla litoranea resta priva di un solo spazio dignitoso per l’infanzia. Ma c’è un’altra assurdità che grida vendetta. Siamo una città di mare con un litorale infinito, eppure siamo incapaci di valorizzarlo. È scandaloso che non esista uno chalet sul mare, una struttura degna dove poter cenare o fare un aperitivo “stile Rimini”. Abbiamo chilometri di costa e il nulla cosmico. Nessuna offerta turistica moderna, nessun servizio che permetta di godersi il mare come accade in ogni città civile che affaccia sull’acqua. È una gestione vergognosa, che nega ai cittadini e ai turisti la bellezza stessa della nostra risorsa principale. La sera, Salerno diventa terra di nessuno, in balia di orde di scostumati. Ogni lunedì, recandomi in ufficio, il bollettino è identico: risse e aggressioni. Questa città non ha bisogno di altre promesse telefoniche. Ha bisogno di una bonifica amministrativa. Mi auguro di vedere finalmente facce fresche, ma soprattutto persone preparate, che sappiano onorare la bellezza che Dio ci ha dato e che la politica ha calpestato. Un abbraccio, caro Tommaso. LETTERA FIRMATA





