Il teatro nel quadro: Caravaggio “Per grazia ricevuta” - Le Cronache Spettacolo e Cultura
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Il teatro nel quadro: Caravaggio “Per grazia ricevuta”

Il teatro nel quadro: Caravaggio “Per grazia ricevuta”
Di Olga Chieffi
Caravaggio è considerato uno dei grandi maestri dell’arte non solo per la sua maestria tecnica, ma anche per la sua capacità di cogliere l’essenza della realtà umana in modo immediato e visceralmente autentico. La sua pittura trascende il contesto storico del Seicento e si colloca in una dimensione universale, dove l’umanità e le sue esperienze sono al centro. Questo lo rende incredibilmente attuale anche nei nostri tempi, perché riesce a comunicare emozioni e situazioni che sono sempre riconoscibili, indipendentemente dal periodo storico. La sua innovativa gestione della luce e dell’ombra, nota come chiaroscuro, contribuisce a dare vita ai suoi soggetti, rendendo le scene quasi tridimensionali e cariche di drammaticità. Caravaggio non si limitava a rappresentare la realtà come un semplice osservatore; piuttosto, cercava di catturare l’umanità dei suoi soggetti, mostrando le loro vulnerabilità e complessità emotive. La sua capacità di ritrarre momenti di intensa umanità, come la sofferenza o l’estasi, crea un forte impatto emotivo. Inoltre, l’idea che Caravaggio possa essere considerato un precursore della fotografia è affascinante. La sua attenzione per il “momento decisivo” e per i dettagli apparentemente casuali nelle sue composizioni anticipa la stessa logica che guida molte pratiche fotografiche moderne. La sua arte non richiede pose elaborate o idealizzazioni; al contrario, invita lo spettatore a entrare in un momento di vita reale, colto nella sua autenticità. Questa ricerca di un ‘realismo’ crudo e immediato, che riesce a sorprendere e a coinvolgere, è ciò che rende Caravaggio un artista senza tempo. La sua capacità di stabilire un legame profondo con lo spettatore, di farlo sentire parte della scena, continua a risuonare nei cuori e nelle menti delle persone, rendendo la sua opera sempre pertinente e toccante. Queste le ragioni dell’evento speciale domani sera alle ore 19, ospite del teatro Verdi di Salerno “Per Grazia Ricevuta” ispirato dalle opere di Michelangelo Merisi, “I Tableaux vivants” della Compagnia Teatri 35, appuntamento speciale della rassegna “I venerdì di Caravaggio” promosso ed organizzato da Fondazione Carisal, tra conversazioni, musica e teatro, un cartellone di grandissimo successo, nato intorno alla grande tela in esposizione, nella sala degli affreschi del complesso di San Michele “La presa di Cristo dalla Collezione Ruffo”, fruibile sino  al 23 marzo. “Lo spettacolo de I Tableaux vivants – ha dichiarato il Presidente Credendino – ci donerà una splendida occasione d’arte. La Fondazione Carisal sostiene attività che animano la vita culturale della città e siamo particolarmente lieti di aver promosso e organizzato la Mostra con il Ciclo de “I Venerdì di Caravaggio” che costituisce un’offerta culturale di qualità, frutto di reti e sinergie per lo sviluppo del territorio”. Il progetto “Per Grazia Ricevuta” di Teatri 35 si presenta come un’affascinante fusione tra arte visiva e performance teatrale, portando il pubblico a vivere un’esperienza unica nel suo genere. Attraverso i Tableaux Vivants, gli attori Gaetano Coccia, Francesco O. De Santis e Antonella Parrella daranno  vita ai capolavori di Caravaggio, non solo replicandoli ma incarnandoli, trasformando il palcoscenico in una galleria di emozioni e di intensità visiva. Il concetto di “modello” diventa centrale in questa rappresentazione: gli attori si pongono come soggetti pronti a posare, evocando la pratica del pittore che catturava la vita e la morte nei suoi quadri. La scelta di non utilizzare parole ma solo il linguaggio del corpo sottolinea l’importanza della comunicazione non verbale, permettendo al pubblico di immergersi pienamente nelle opere e nei loro significati più profondi. La musica, come elemento integrante della performance, accompagna i movimenti e le dinamiche in scena, creando un’atmosfera che amplifica l’impatto emotivo delle immagini. Ogni gesto è frutto di un’accurata coreografia, dove nulla è lasciato al caso; ogni movimento contribuisce a costruire l’illusione di trovarsi di fronte a quadri viventi, in un gioco di luci e ombre che rievoca il chiaroscuro tipico di Caravaggio. La ricerca di Teatri 35 va oltre la semplice rappresentazione; si tratta di un’indagine sulla corporeità e sull’essenza stessa del teatro. In questo contesto, il corpo diventa uno “strumento” che dialoga con gli elementi scenici e musicali, dando vita a un’opera collettiva che coinvolge tutti i sensi. L’impatto visivo, l’emozione uditiva e la tensione fisica si intrecciano, offrendo un’esperienza che è tanto spirituale quanto carnale. Dal Canestro di frutta, all’Adorazione dei pastori, da quel San Matteo e l’angelo che è il simbolo della nostra città, alla Crocifissione di San Pietro, passando per il Martirio di Sant’Orsola, i tre quadri dedicati al Battista, sino al ritratto di Caravaggio. I quadri si comporranno su musiche che colloquiano con i secoli a venire, a partire dall’ Adagio per Quartetto d’archi e arpa di Pëtr Il’ič Čajkovskij, un omaggio alla purezza dell’arte tutta, partitura limpida, luminosa e ardita al tempo stesso, qualche numero della Messa da Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart, un commiato dove “Morte” può per molti, siano o no credenti, essere la più dolce delle parole, quindi si passerà all’Adagio in Sol minore di Tomaso Albinoni, o meglio di Remo Giazotto, melodia che guarda alla scuola veneziana, unitamente  al Valse triste, op. 44 n. 1 di Jean Sibelius, latore di un climax espressivo di somma intensità, che poi si spegne nel nulla. “Per Grazia Ricevuta” si configura come un omaggio a Caravaggio, non solo come pittore, ma come maestro nell’arte di catturare l’esistenza umana in tutte le sue sfumature. La performance invita il pubblico a riflettere sulla condizione umana, sulle passioni e i drammi che caratterizzano la vita, rendendo omaggio a un artista che ha saputo immortalare la bellezza e il dolore in modo indelebile.

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