Iannone: riforma per una giustizia giusta - Le Cronache Attualità
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Iannone: riforma per una giustizia giusta

Iannone: riforma per una giustizia giusta

di Erika Noschese

 

 

Doppio, anzi triplo, impegno per Fratelli d’Italia, al lavoro su più fronti. Il partito guidato a livello nazionale dal premier Giorgia Meloni è attualmente impegnato nella campagna referendaria sulla giustizia. Ma non solo: per i vertici regionali del partito sono in corso anche la campagna elettorale per le elezioni comunali nel capoluogo e quella per l’elezione del nuovo presidente della Provincia, dopo le dimissioni – e la conseguente decadenza – di Vincenzo Napoli. A fare il punto della situazione e a illustrare le ragioni del sì al referendum sulla giustizia è il senatore Antonio Iannone, commissario regionale del partito e sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Senatore, riforma della giustizia e separazione delle carriere. FdI è per il sì. Cosa significa questa riforma?

«È una riforma per una Giustizia Giusta. È un dato di fatto che oggi l’autogoverno della magistratura è in mano alle correnti, che Associazione Nazionale Magistrati si muove come se fosse un partito politico, che i cittadini non hanno fiducia perché la vedono troppo spesso orientata politicamente e con troppi casi di malagiustizia. Non è vero che si porta la magistratura sotto il controllo del Governo, non è scritto da nessuna parte mentre è un dato di fatto che le carriere in magistratura sono dominate dalle correnti. Vincerà in maniera larga il sì come già dicono tutti i sondaggi perché il fronte del no fonda la sua campagna su una bugia, perché i suoi sostenitori sono essi stessi persone che in passato hanno affermato che necessitava separare le carriere, perché i partiti che lo sostengono non pensano a cosa sia meglio per i cittadini ma ne fanno solo una questione di andare contro il Governo».

Cosa manca, secondo lei, oggi alla giustizia per risolvere realmente i problemi, a partire dai processi lumaca?

«Manca la credibilità che questa riforma può restituire. In magistratura ci sono tante persone serie che fanno con coscienza un lavoro delicato e fondamentale ma proprio queste persone sanno che il sistema è nelle mani di coloro che orientano una funzione esercitandola non per il Popolo Italiano ma per il potere sotto le mentite spoglia dell’indipendenza. Insomma con le correnti la magistratura è schiava di sé stessa. Indagini sballate su fantasiosi teoremi che maciullano vite anche di familiari, per le persone oneste ingiustamente imputate la condanna è già il processo; lungaggini intollerabili che vanno a grave danno ulteriore della parte lesa; troppi scandali di cui Garlasco è solo l’ultimo emblema; i magistrati fortemente orientati a sinistra mettono in libertà extracomunitari che delinquono ed incriminano esponenti delle Forze dell’Ordine che difendono i cittadini più deboli, insomma interpretano la Legge e non la applicano; con processi politici sono certi magistrati che non rispettano la separazione dei poteri condizionando l’azione dei Governi e del Parlamento. Questa ultima è l’unica vera violazione costituzionale che concretamente oggi opera».

Dimissioni sindaco di Salerno, quale la sua opinione?

«Un fatto molto grave per molteplici motivi: c’è una persona esterna all’Amministrazione che ne determina la caduta e condizionare dall’esterno la vita delle istituzioni può configurare reato; il Sindaco Napoli diserta tradendo il voto ricevuto senza fornire nessuna decente motivazione, se non gli interessava salvare la sua dignità aveva comunque il dovere di salvare quella delle Istituzioni. Siamo tornati ai tempi di Celestino V e Bonifacio VIII».

La città tornerà al voto nella prossima primavera, come si sta organizzando Fratelli d’Italia?

«Non solo la Città ma si dovrà tornare al voto anche per la Provincia. La Legge Delrio dice che in caso di decadenza del Presidente si deve eleggere un nuovo Presidente entro 90 giorni. Questo significa che se per le comunali si voterà il 24 e 25 maggio, diventando operanti le dimissioni da Sindaco di Enzo Napoli il 5 febbraio 2026 si dovrà eleggere il nuovo Presidente della Provincia entro il 7 maggio con il Consiglio Comunale del Capoluogo che non voterà in quanto ancora sciolto. E’ un papocchio senza precedenti; ci troveremo con una campagna elettorale di secondo livello per Provincia nel mezzo di una campagna elettorale di primo livello per il Comune Capoluogo. Il PD dal livello nazionale si assume una grave responsabilità di questo scempio istituzionale».

A chi spetterà la scelta del candidato sindaco? Se dovesse toccare a FdI si punterà su un civico o su un politico?

«Ci riuniremo a livello regionale nei prossimi giorni per intraprendere le decisioni come centrodestra su capoluogo di provincia al voto. Intanto si lavora senza preclusioni per offrire un’alternativa seria.

Il sottoscritto non crede nella divisione tra società civile e società politica. Non c’è nulla di più civile di fare politica e non c’è nulla di più politico di essere civile. A Salerno c’è chi non vuole farsi trattare da ratificatore di quanto già deciso».

Cosa ne pensa del ritorno in campo di Vincenzo De Luca?

«Che la storia si ripete solo sotto forma di farsa o di tragedia».

Secondo lei, il centrodestra unito ha la possibilità di battere De Luca?

«Io penso che i salernitani hanno la possibilità di non farsi trattare da testimoni in una donazione in vita e l’unica vera alternativa è il centrodestra».

Aeroporto Salerno Costa d’Amalfi, c’è già la nuova data? Quali le richieste che avanzerà a Gesac?

«Al Ministero stiamo concertando un incontro con Gesac ed Enac per il 10 febbraio prossimo. Abbiamo la funzione di controllo da esercitare ed io intendo fare piena luce su quello che sta avvenendo. Non vorrei che fosse stato solo un miraggio elettorale con una fiammata fatta per le regionali: chi diceva di aver fatto tutto bene è da solo ora cosa dice? Perché’ non sentiamo una voce anche dal Presidente della Camera di Commercio che è anche nel Consiglio d’Amministrazione di Gesac? Su questa ritirata delle compagnie di volo dallo scalo Salerno-Costa d’Amalfi-Cilento vogliamo spiegazioni perché sono dovute agli operatori economici e cittadini del nostro territorio. Abbiamo concesso tempo ma il 10 febbraio vogliamo carte, spiegazioni e soluzioni».