di Salvatore Memoli
Le elezioni ripropongono sempre la posizione dei cattolici e l’orientamento dell’elettorato cattolico. Il paese dei credenti, in politica non ha più un riferimento, mostrando di avere sui temi etici opinioni divergenti.
Il problema della rappresentanza politica si presenta, a tutti i livelli, nei momenti elettorali, dalle elezioni nazionali ed europee alla scelta di chi deve guidare una circoscrizione. Il problema più evidente é quello della mancanza di unità politica dei Cattolici, un dato di fatto che lascia sostanzialmente la questione aperta.
Anche a Salerno, dove la Democrazia Cristiana aveva il consenso più elevato alle elezioni comunali, si stenta a riconoscere l’eredità politica di un recente passato che ha avuto molti rappresentanti che hanno meritato un seguito importante di elettori. Ho letto con piacere che nella prossima tornata elettorale potrebbe esserci una lista di Cattolici, guidata da due consiglieri del passato Consiglio Comunale. Giuseppe Zitarosa e Gaetana Falcone che sono persone conosciute e stimate in città si cimenteranno in questa impresa non facile, raccogliendo gli orientamenti di elettori che intendono sostenere i loro ideali come proposta politica per guidare la città. Ovviamente, una lista presuppone la presenza di altri candidati che si uniranno nel sostenere un programma politico caratterizzato dagli ideali cattolici.
É certamente un fatto che suscita ammirazione per il coraggio di dichiarare un’appartenenza e di professarla.
Sarà certamente un’impresa difficile che dovrà scontrarsi innanzitutto nello stesso ambito ideale e politico, per l’irrilevanza dell’unità politica dei credenti dopo la fine della Democrazia Cristiana.
Vedo, invece, che molti Cattolici si nascondono e si trasformano come camaleonti, facendo del loro ideale politico non un valore da professare ma una convenienza da piegare a tornaconto.
La presenza dei Cattolici impegnati in politica resta una testimonianza importante, carica di valori etici e civici che vengono da lontano. Non si tratta d’impegnare la Chiesa in politica bensì uomini e donne che vivono l’appartenenza non come velleità ma come servizio. In questa dimensione Zitarosa e Falcone hanno molte frecce nella loro faretra che uniscono alla loro passione civica di persone che si distinguono nel quotidiano delle loro attività, rimanendo fedeli al loro patto elettorale con Vincenzo De Luca. Questo non impedisce ai loro detrattori di condannare le loro scelte e di adombrare d’incoerenza la loro testimonianza politica.
Il problema vero dei Cattolici in politica sono le divisioni che dilaniano una possibile e qualificata esistenza di un partito cattolico. Le vere difficoltà non appartengono al sistema politico oppure alle diverse sensibilità delle persone. Un dato recente sulla presenza dei Cattolici in politica non si sofferma sulle aree di orientamento, intese come destra, sinistra o centro, dove impegnare l’azione politica. Una verità scoraggiante sottolinea la divisione drammatica dei Cattolici, come credenti, che sui grandi temi etici sono profondamente divisi e lontani dagli insegnamenti della Chiesa.
I Cattolici non ritengono l’aborto un diritto e, così, la fecondazione assistita. Non sono favorevoli al divorzio e molti sanno che l’eutanasia non sarà mai la giusta risposta al dolore. Oggi, la maggior parte dei credenti non partecipa alla messa e non ha un rapporto coerente con la Parrocchia e la Diocesi. Però tutti pretendono di parlare di valori cattolici ed anteporre un modello che non praticano. Da dove partire? Occorre trovare una casa politica evitando di seguire personalità convincenti, prive di coerenza e con l’idea che i valori politici dei cristiani siano un’ideologia da seguire.
Le grandi opzioni politiche, le alleanze, gli orientamenti non possono nascere da umori personali, perché il progetto politico rimane privo di un’anima che deve essere sorretta dalla testimonianza. Quando i valori politici dei credenti sono affidati alle persone, fuori da un disegno politico profetico, sistematico, profondamente al servizio di scelte condivise, capita che le decisioni morali diventano la misura di interessi personali.
Su questa via non ci potrà essere un futuro credibile per i cattolici che non debbono avere la vocazione a dire l’ultima parola politica bensì quella di testimoniare la vicinanza con le loro opzioni a progetti di grande vaglia morale e capaci di resistere alle mode di un laicismo senz’anima.
Quale differenza distingue i veri credenti dai professionisti del consenso per obiettivi individuali ed egoistici?
Spero che una lista Cattolica trovi il tempo per confrontarsi con la Chiesa e con chi vive l’appartenenza a Cristo ed alla Chiesa. E, soprattutto, spero che la Chiesa scenda dal trono dell’indifferenza per la politica e metta le mani nella ricostruzione e formazione di un progetto e credenti autentici che hanno bisogno del confronto con chi custodisce e insegna i valori fondanti del Cattolicesimo politico.
Soltanto un progetto collaudato evita a chi ricerca interessi personali di fare zig zag e di avere la presunzione d’insegnare agli altri quello che non praticano e quello in cui non credono.
Una lista Cattolica é un proposito d’identità dichiarata in un contesto di anonimi frequentatori di un laicismo che non é laicità e di motivazioni di appartenenza che non nascono da opzioni autentiche alla idealità politica confacente ai credenti.
La Democrazia Cristiana non esiste più da molti anni, sopravvivono democristiani più o meno credibili e legati ad una sana idea delle ragioni di un impegno in politica. Nessuno ha il
primato dell’autenticità, tutti hanno il dovere di praticare i valori cristiani che sono molto di più di un’ideologia e molto più di una testimonianza per dovere. Per questo motivo, per ricominciare, mi sembra interessante presentare una Lista di Cattolici ( che non sarà mai Democrazia Cristiana) ma più interessante sarà riconoscere gli altri credenti, parlarsi, unirsi e superare le divisioni. Conosco nel Consiglio Comunale e tra i futuri candidati persone che hanno veramente una storia personale importante, anche per il legame al laicato cattolico. Occorre provare a parlarsi e a fare il primo passo!
L’unità renderà tutti credibili e sicuramente più liberi e forti!





