Agro/Salerno. Dopo i 26 rinvii a giudizio (tra cui un volontario di Fisciano), 20 patteggiamenti della pena a un anno di reclusione a testa, arriva per 50 persone assolte, la Procura ha presentato appello contro la sentenza del gup Piero Indinnimeo per la mega inchiesta sui falsi green pass che aveva portato sul banco degli accusati 106 imputati. “Ingiusta decisione, sono responsabili di reato e vanno processati”. L’indagine era scattata tre anni fa dopo alcune denunce arrivate dagli ospedale di Scafati Nocera Inferiore. A giudizio tra i 35 imputati (con processo che partirà prima dell’estate davanti ai giudici del tribunale nocerino) anche il volontario di un centro vaccinale di Fisciano. Gli esposti erano partiti dall’Agro nocerino ed erano arrivati al capoluogo. Del centinaio di imputati che, nell’era covid, con un trucco avrebbero avuto accesso indebitamente alla piattaforma informatica “Sinfonia”, deputata al trattamento dei dati della campagna vaccinale della Regione Campania, in 55 hanno concordato la pena e sono andati a giudizio con rito ordinario. L’inchiesta partì dopo la denuncia proveniente dai centri vaccinali degli ospedali Umberto I di Nocera Inferiore e “Mauro Scarlato” Scafati, con la quale fu riferito ai carabinieri del reparto territoriale che da un controllo incrociato tra i dati forniti dal terminale e i registri cartacei, risultavano alcune anomalie numeriche. Indagine poi approdata a Salerno perchè uno dei reati contestati (telematico) è di competenza della procura del capoluogo. Secondo il pubblico ministero Giampaolo Nuzzo titolare del fascicolo d’inchiesta, gli organizzatori del sistema (uno, di Sarno, era stato prosciolto) avrebbero fatto apparire come somministrati vaccini in realtà mai inoculati. Il raggiro si articolava su delle false certificazioni sfruttando la copia di chiavi di accesso (user id e password) attribuite ad un medico vaccinale, per poi accedere indebitamente alla piattaforma informatica Sinfonia gestita, a livello regionale, da Soresa facendo apparire come somministrato ai singoli utenti richiedenti il vaccino Covid-19 che, in realtà, non era stato mai inoculato. A questo punto sarebbe stato facile generare il green pass. Ora il ricorso in Appello con una nuova richiesta di processo con accuse, a vario titolo, di falso materiale e falso commesso da privato.
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