«“Abbiamo ricevuto più di una segnalazione – si legge in una nota del presidente di Assostampa Molise, Giuseppe Di Pietro – in merito alla mancata distribuzione dei giornali nei paesi del Molise, dopo la nuova organizzazione voluta dalla Federazione degli editori. L’Associazione della stampa del Molise, due anni fa, grazie all’arrivo di una nuova agenzia di distribuzione, la Di Canto Spa, agevolò la riapertura di circa 40 edicole in tutta la regione, soprattutto nei piccoli comuni. Dal 2 gennaio u.s., la Di Canto non è più attiva nel Molise, in base ad accordi stabiliti a livello nazionale, ma la consegna dovrebbe essere assicurata a tutti dall’azienda che ha rilevato il servizio. Questo non è avvenuto. Ci auguriamo che sia solo un disguido tecnico, dovuto al subentro, anche se la Di Canto Spa ha assicurato di aver fornito ogni riferimento dei punti vendita oggetto del subentro. L’Associazione della stampa del Molise chiederà alle istituzioni molisane di monitorare gli sviluppi e, nel contempo, porterà a conoscenza della vicenda i giornali interessati e la Fieg (Federazione italiana editori giornali)”».
CI HANNO UCCISI, DI NUOVO!
Mi chiamo Martina D’Alessandro, e gestisco un’attività a Salcito, in Molise. Oggi, dopo dieci anni, mi ritrovo a scrivervi con un dolore profondo, perché, per la seconda volta, ci hanno privati del servizio edicola.
Nel 2015, l’allora distributore di riviste e quotidiani mi costrinse a chiudere la mia attività di edicola. Per farlo, mi imponeva una richiesta inaccettabile: un “pizzo” mascherato da contributi e fidejussioni per garantire il servizio di distribuzione. La stessa sorte toccò a 138 edicole in Molise, privando migliaia di cittadini dell’accesso ai giornali. E tutto questo accadeva nonostante l’editore e il distributore fossero già ben remunerati per il servizio: un diritto che dovrebbe essere garantito a ogni comune che abbia un’edicola.
Sono seguiti anni di lotte, cause e richieste senza fine, ma la nostra voce, la mia voce, è finita nel nulla.
Nel 2023, l’ingresso dell’azienda Di Canto Spa nel mercato della distribuzione molisana aveva portato un piccolo miracolo: la riapertura di 50 edicole, tra cui la mia. Queste edicole hanno dimostrato che la distribuzione è assolutamente possibile in ogni comune del Molise, smontando così l’idea, errata e infondata, che la chiusura delle edicole fosse dovuta a una presunta “crisi dei giornali” causata dai social o dalla bassa vendita. La realtà è un’altra: la morte delle edicole è stata causata esclusivamente da chi oggi ha ripreso la distribuzione, continuando a danneggiare chi, come noi, ha speso anni di impegno e risorse per mantenere viva la cultura e l’informazione sul territorio.
Ora, dal 1° gennaio 2026, siamo di nuovo al punto di partenza. Le edicole sono morte di nuovo, e con esse è morta l’informazione, la cultura e il diritto dei cittadini all’accesso alla conoscenza. Migliaia di utenti non possono più acquistare un quotidiano, non hanno più accesso alla carta stampata.
La mia edicola, come quella di molti altri, è di nuovo vuota. Gli scaffali e gli espositori, acquistati negli anni con sacrificio, tornano a essere inutili. La frustrazione, il dolore e la rabbia che proviamo in momenti come questi li conosciamo solo noi, che ci siamo sempre impegnati per mantenere viva l’informazione sul nostro territorio.
Chiedo con forza che qualcuno prenda in mano la situazione e garantisca il diritto fondamentale di ogni cittadino ad accedere all’informazione. È un diritto sacrosanto che non può essere negato!
NOI NON CI FEREMERO QUI, DOVETE AIUTARCI.
Appello urgente: il diritto all’informazione negato nelle aree interne.
Gent.mi,
vi scrivo per sottoporre alla Vostra attenzione un’anomalia distributiva che sta condannando al silenzio culturale il mio paese, Castelbottaccio, e altri piccoli comuni delle aree interne.A fine 2025, a seguito del passaggio di consegne tra il distributore storico Di Canto S.p.A. e il nuovo distributore Diffusione Terra Lavoro, ci siamo scontrati con condizioni contrattuali che definire vessatorie è un eufemismo. Oltre alla consueta fideiussione bancaria, il nuovo distributore esige un deposito cauzionale immediato di 800€. In un regime di libero mercato, un commerciante sceglierebbe un altro fornitore. Sembrerebbe, però, che nel settore editoriale questo non sia possibile: siamo di fronte a un “monopolio territoriale” che costringe l’edicolante a subire imposizioni unilaterali. Infatti, se da una parte la fideiussione garantisce già il fornitore, dall’altra il deposito cauzionale aggiuntivo rappresenta una barriera d’ingresso insostenibile per le piccole rivendite che operano in territori fragili e senza nessuna alternativa praticabile.
A Castelbottaccio, borgo molisano di sole 250 anime, l’edicola, insieme a tutte le attività commerciali in esso presenti, non sono semplici negozi, ma svolgono una funzione sociale vitale contro lo spopolamento e la desertificazione demografica. Nelle aree interne si lotta ogni giorno per la sopravvivenza. In questo contesto, l’edicola e le attività locali sono un vero presidio di civiltà e democrazia. Queste realtà garantiscono, molto spesso, l’unico accesso fisico all’informazione e ai servizi per una popolazione prevalentemente anziana o non digitalizzata. Esse rappresentano un argine fondamentale per contrastare la marginalizzazione culturale.
Chiedere 800€ di anticipo a chi gestisce una piccola rivendita in un’area interna significa, nei fatti, decretarne la chiusura coatta. Il risultato è che oggi Castelbottaccio e il territorio limitrofo sono privi di giornali.Rivolgo dunque un appello accorato a tutti Voi, affinché non permettiate che la logica del profitto e del monopolio cancelli la presenza della stampa nei territori che ne hanno più bisogno. È necessario che anche il mondo della cultura e dell’informazione si schieri al nostro fianco in questa battaglia, poiché difendere l’edicola significa proteggere l’anima stessa dei nostri paesi opponendoci ad un silenzio democratico che non possiamo permetterci.





