«Spazi contesi e ingiustizie sociali. La pratica del territorio per una geografia civica e attiva» è il titolo del talk organizzato a Salerno nell’ambito della “Notte della Geografia”. L’evento, in programma questa mattina alle 9 presso lo storico palazzo Fruscione (Vicolo Adelberga, 19), con il patrocinio del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno (DipSUm), dell’Osservatorio degli Spazi Amministrativi Italiani e Internazionali (O.S.A.I.I.), dell’Associazione Tempi Moderni e con la partnership del magazine RQ-Resistenze Quotidiane, rientra nell’ambito delle iniziative europee della X edizione di Geonight, promossa da EUGEO (European Association of Geographical Societis) e IGU (International Geographical Union). II fil rouge dell’incontro è lo spazio che attraversiamo ogni giorno, non semplicemente uno sfondo neutro, ma un riflesso vivido delle scelte politiche, economiche e sociali che plasmano la nostra convivenza. In occasione della Notte della Geografia, questo incontro invita i cittadini a svelare la «natura politica» dei nostri luoghi: perché un confine unisce o divide? Come può un quartiere favorire l’inclusione anziché la resistenza? Riflettere sull’organizzazione dello spazio oggi significa, innanzitutto, rafforzare la consapevolezza civica. Comprendere che gestire una risorsa, dare un nome a una strada o riqualificare un quartiere sono atti simbolici permette a ogni cittadino di passare dall’essere uno spettatore passivo a un protagonista consapevole nel proprio territorio. Per questo motivo, l’evento promuove un dialogo diretto e interconnesso tra i protagonisti della trasformazione territoriale: dal mondo accademico, chiamato a fornire interpretazioni e strumenti di analisi scientifica, ai decisori politici, responsabili delle scelte strategiche e della visione futura, agli attori sociali e culturali, che animano lo spazio dando voce alle questioni di identità e coesione. Dai vicoli di Salerno ai confini della terra: mettiamo a confronto storie reali e grandi sfide globali per capire come riappropriarci dello spazio in cui viviamo. Non una lezione, ma un laboratorio di cittadinanza aperto per costruire insieme una città senza barriere fisiche e socioculturali. L’obiettivo è trasformare il potenziale conflitto in un progetto condiviso, in cui la geografia diventa il linguaggio comune per costruire una comunità più equa, resiliente e partecipativa. L’intensa mattinata di confronto – moderata da Andrea Manzi, Coordinatore del magazine RQ-Resistenze Quotidiane – sarà aperta dai saluti istituzionali di Carmine Pinto, direttore del DipSUm, e proseguirà con gli interventi di Luca Trapanese, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania; Elena Dell’Agnese, docente dell’Università degli studi Milano-Bicocca; Massimiliano Amato, condirettore della rivista “Critica Sociale”; Alfonso Amendola, Pierluigi De Felice e Silvia Siniscalchi, docenti dell’Università degli Studi di Salerno; Massimo Cingotti e Barbara Ruggiero, dottorandi del DipSUm. Le conclusioni saranno affidate a Teresa Amodio, docente dell’Università degli Studi di Salerno.





