Francesco Vizioli e il suono del futuro - Le Cronache Spettacolo e Cultura
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Francesco Vizioli e il suono del futuro

Francesco Vizioli e il suono  del futuro

di Olga Chieffi

Due adagi per sintetizzare le scelte e il lavoro del Liceo Musicale “Alfano I di Salerno”, guidato da Elisabetta Barone, che ha inteso presentare la sua orchestra in occasione della ripresa del cartellone della seconda edizione di Sinfonie in Salone, la rassegna musicale ideata dalla consigliera comunale Antonia Willburger, che vede protagoniste le scuole a indirizzo musicale della città: “Chi guida la gioventù ha tra le mani il futuro” e “Cavallo giovane a cavaliere esperto”. Ed ecco che sul podio dell’Orchestra Sinfonica dell’Alfano I, abbiamo ritrovato il Maestro Francesco Vizioli, che è anche il direttore dell’orchestra regionale campana. Un bel programma ha accolto il numeroso e attento pubblico nel salone dei Marmi, a cominciare dal Concerto Grosso in Sol maggiore, Op. 6 n. 1 HWV 319 di Georg Friedrich Haendel uno dei più alti esempi di concerto grosso barocco, caratterizzati dalla contrapposizione tra un piccolo gruppo di solisti, concertino – due violini e violoncello e l’orchestra d’archi completa ripieno, supportati dal basso continuo. Lo sfarzo barocco affidato al giovanissimo KonzertMeister, Luigi Raccioppoli, il quale ha consapevolmente offerto il suo bel suono alla formazione, e che si è scoperto andrà ad assidersi insieme a Claudia Maddalena contrabbasso, Federico Lupo basso tuba e Domenico Donatantonio percussioni nell’Orchestra Nazionale dei licei musicali, che si esibirà l’11 marzo nella Fortezza da Basso a Firenze, nell’ambito di Fiera Didacta, per questa partitura interpretata con notevole caratura tecnica, perfettamente calata in un convincente e attendibile gusto barocco, in cui si sono incrociate, linee musicali suadenti e momenti di luce scintillante, in un amalgama equilibrata e levigata. Due le pagine mozartiane, la sonata da chiesa in Do Maggiore K278, “Pro festis Palii” composta da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1777, una pagina brillante, fastosa, che si avvale dell’organico orchestrale completo, e l’Allegro dalla Sinfonia n. 20 in Re maggiore K 133, scritto in forma sonata, con una notevole deviazione rispetto ai canoni di questa forma, che prevedono che la ripresa proponga lo stesso tema dell’esposizione. Qualità delle scelte interpretative per questa performance da parte del Maestro Francesco Vizioli, il quale ha sottolineato con sensibilità la peculiarità del segno mozartiano con una direzione tesa a favorire chiarezza e linearità, caratteristiche fondamentali per un’esecuzione che valorizza la bellezza intrinseca del repertorio e la capacità interpretativa dei giovani musicisti. Merito del programma e dell’approccio collettivo (con i ragazzi sedevano a leggio i Maestri Antonio Rufo all’oboe, Francesco Ausiello al fagotto, Francesco Di Costanzo e Matteo Gigantino al violino, Giuseppe Vetere alla viola, Angelo Spinelli al cello e Carmine Viscido al contrabbasso nella migliore tradizione della scuola salernitana, mentre a bordo campo tutti gli altri, a partire da Rino Barbarulo, Antonio Palmieri e Pasquale Occhinegro), che hanno contribuito a creare un ensemble di musica da camera allargato, preferendo un percorso più accessibile e fedele alla logica del “zusammen musizieren”. Abbiamo poi, ascoltato in chiusura della prima parte, l’Adagio – Allegro spiritoso della Sinfonia n. 92 in Sol maggiore “Oxford” di Franz Joseph Haydn. La qualità estetica di queste pagine, è apparsa esaltata da un’interpretazione che ha avuto nella sobrietà e nell’attento controllo espressivo uno dei suoi punti di forza, ma allo stesso tempo, ha saputo congiungervi un gusto pronunciato per la giocosità e per l’ironia, giungendo, così a definire un equilibrio ideale per la resa della scrittura haydniana. Cambio di KonzertMeister con Leonardo Nacci per una seconda parte di programma più “leggero”, con l’esecuzione della colonna sonora de’ La Bella e la Bestia di Alan Menken, l’omaggio all’ “Amico magico”, Nino Rota, con la tracklist di Romeo e Giulietta, la pellicola shakespeariana di Zeffirelli, ha saputo ripercorrere con una sensibilità estremamente raffinata e sottile la complessa struttura modale caratteristica delle canzoni a ballo rinascimentali, una festa teatrale di eleganza leggera e ironica, quindi, delle incursioni nel repertorio della musica internazionale, tra cui la celebre canzone “Can’t Help Falling in Love”, un brano scritto da George Weiss, Hugo Peretti e Luigi Creatore, per concludere il programma ufficiale, con “Yesterday”, scritta da John Lennon e Paul McCartney, che dopo la standing ovation, ha fatto anche da bis. Tra i legni ha svettato decisamente il flauto di Hector Da Silveira Santos, matrici sudamericane per un suono già, avvolgente, carico di sviluppi, che volerà attraverso la molteplicità e la varietà dell’invenzione, la suggestione dei suoi momenti lirici.