Foce Irno, la partita è appena cominciata - Le Cronache Ultimora
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Foce Irno, la partita è appena cominciata

Foce Irno, la partita è appena cominciata

C’è un elemento nuovo che rende evidente come la vicenda della vendita delle aree dell’ex Italcementi di Foce Irno sia destinata a non esaurirsi nel silenzio dopo le denunce lanciate dalle nostre pagine. L’interrogazione parlamentare presentata dall’on. Pino Bicchielli (Forza Italia) porta infatti il caso fuori dai confini del dibattito cittadino e lo trasferisce sul terreno del controllo istituzionale dello Stato. Non si tratta più soltanto di una questione urbanistica o amministrativa locale, ma di una vicenda che investe il rispetto della normativa speciale che rese possibile l’acquisizione dell’area, delle agevolazioni fiscali concesse, dei vincoli di destinazione e, più in generale, della tutela del patrimonio pubblico. La richiesta rivolta al Governo è precisa: accertare se un bene acquisito con finalità di pubblica utilità e grazie a un regime normativo e fiscale speciale possa essere stato successivamente alienato e destinato a utilizzi differenti senza che siano venuti meno i presupposti giuridici che avevano giustificato quell’operazione. È un passaggio destinato a segnare un punto di svolta. Chi riteneva che il trascorrere del tempo avrebbe inevitabilmente affievolito l’attenzione sulla vicenda dovrà probabilmente rivedere questa convinzione. L’interrogazione parlamentare aggiunge infatti un nuovo livello di controllo istituzionale, che si affianca al dibattito pubblico, all’attività di informazione svolta dalla stampa e alle verifiche demandate agli organi competenti. In questo quadro assume rilievo anche il profilo del promotore dell’iniziativa. Nel corso della legislatura, Pino Bicchielli ha spesso dimostrato di seguire con continuità le questioni oggetto delle proprie iniziative parlamentari, insistendo affinché le richieste di chiarimento trovino una risposta nelle sedi istituzionali. È un metodo di lavoro che lascia intendere come anche su Foce Irno l’attenzione difficilmente verrà meno dopo il deposito dell’interrogazione. Per questo appare difficile immaginare che la vicenda possa finire in un cassetto. Non perché sia possibile anticipare valutazioni o conclusioni che spettano esclusivamente agli organi competenti, ma perché il livello di attenzione istituzionale si è ormai elevato. Da questo momento il tema non riguarda più soltanto il futuro urbanistico di un’area strategica della città, ma investe il corretto utilizzo di un patrimonio acquisito con finalità pubblicistiche e il rispetto delle condizioni che ne hanno consentito il trasferimento. In una democrazia matura il controllo parlamentare non rappresenta un’anomalia, ma uno degli strumenti fondamentali di garanzia. Chiedere verifiche, pretendere trasparenza e sollecitare accertamenti non significa formulare sentenze anticipate: significa assicurare ai cittadini che ogni dubbio rilevante venga affrontato nelle sedi competenti. Perché il tempo può attenuare il clamore mediatico, ma non può cancellare il diritto della collettività a conoscere come siano stati amministrati beni pubblici di così rilevante valore economico, urbanistico e sociale.