Estate da record per Sistemi Salerno: sei guasti in un mese - Le Cronache Attualità

di Erika Noschese 

Un tempo doveva garantire servizi essenziali ai cittadini, a partire dall’acqua, il bene più prezioso.

Oggi, invece, Sistemi Salerno appare sempre più come il poltronificio del Partito Democratico: una partecipata del Comune trasformata nel luogo dove sistemare vinti e vincitori, fedelissimi, illusi e disillusi di una politica che, dei servizi pubblici, sembra ricordarsi soltanto quando esplode l’emergenza o, peggio, in piena campagna elettorale. E l’emergenza, ormai, è quotidiana.

Quest’estate la società ha raggiunto un record che ha poco di cui vantarsi: sei guasti alla condotta idrica in meno di un mese.

Non stiamo parlando di interruzioni programmate, comunicate per tempo, che consentano ai cittadini di organizzarsi e di mettere da parte l’acqua necessaria.

Stiamo parlando di blackout improvvisi, nel cuore della notte come in pieno giorno, senza preavviso e senza alcuna reale tutela per le famiglie. Il tutto mentre fuori il termometro supera i 40 gradi e anziani, bambini e persone fragili cercano sollievo semplicemente aprendo un rubinetto.

Non è retorica, è la realtà. Una realtà che si scontra con un muro fatto di inefficienza, disorganizzazione e scaricabarile.

L’amministrazione comunale, ad oggi, non solo non è in grado di fornire risposte convincenti, ma continua a opporre un preoccupante muro di gomma alle istanze dei cittadini.

E la partecipata, invece di affrontare la gravità della situazione con un piano straordinario di interventi, sembra non comprendere fino in fondo quanto il problema sia ormai strutturale.

Quella del 2026 non è stata soltanto l’estate delle temperature record. È stata anche l’estate dei disservizi record, soprattutto nei rioni collinari, da Rufoli a Giovi, dove i residenti stanno pagando il prezzo più alto di una rete idrica vecchia, fragile e da anni bisognosa di una sostituzione radicale.

La notte tra giovedì e venerdì è stata l’ennesimo capitolo di questo caos. Pochi minuti dopo la mezzanotte i rubinetti hanno smesso di funzionare.

Al centralino dedicato alle segnalazioni la risposta è stata sempre la stessa, tanto banale quanto sconfortante: «C’è un guasto alla condotta idrica, ci dispiace, abbiate pazienza».

Ma la domanda è: pazienza fino a quando?

Fino a quando i cittadini dovranno convivere con una rete che cede continuamente? Fino a quando si potrà giustificare tutto con le casse comunali in affanno, con la disorganizzazione e con un’incompetenza che troppo spesso si accompagna alla strafottenza? Perché quando chi gestisce un servizio essenziale smette di considerare prioritaria la sofferenza dei cittadini, quel binomio diventa pericoloso.

L’acqua pubblica non può essere gestita come una questione secondaria. E chi oggi amministra Comune e partecipata ha il dovere di spiegare non solo quando finiranno i guasti, ma soprattutto perché per anni non si è intervenuti seriamente su una rete che stava crollando pezzo dopo pezzo. Io