La firma del provvedimento della magistratura di Roma del decreto di perquisizione e di sequestro è del 24 marzo. Una bufera giudiziaria che coinvolge 26 persone tra imprenditori, funzionari pubblici e alti ufficiali della Difesa e dell’Aeronautica, e ruota attorno a presunti illeciti in materia di appalti pubblici legati ai set- tori della sicurezza e della cyber sicurezza. Le ipotesi di reato sono particolarmente gravi e si parla di cor- ruzione, riciclaggio, autoriciclaggio, traffico di influenze illecite e turbativa d’asta. E tra gli indagati per turbativa d’asta spunta il nome di Cristiano Rufini, pronto ad acquistare la Salernitana dopo il via libera di Iervolino e in attesa di completare la pratica con la fidejussione e l’atto notarile. La vicenda Il suo nome compare in relazione a una presunta turbativa d’asta riguardante una gara del valore di circa 180 milioni di euro per la fornitura di prodotti e servizi informatici legati al colosso Cisco Systems. In partico- lare, gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di accordi collusivi finalizzati a orientare l’aggiudicazione dell’appalto, alterando la concorrenza tra le imprese partecipanti. Nella ricostruzione degli inquirenti è emerso come, a seguito di una serie di incontri tra Rossi, Masala, Capomasi e Luciano, che hanno preceduto l’aggiudicazione della gara SDAPA, si fosse formato un accordo tra costoro, volto a favorire l’aggiudicazione al RTI capeggiato da Rossi, accordo che, tra l’altro, prevedeva l’inserimento di Sferanet (la società di Rufini) come richiesto all’evidenza da Masala a Rossi, (direttamente o tramite Luciano), nella catena di distribuzione del prodotto CISCO. Sebbene non vi sia prova che a tali incontri abbia partecipato anche Manghi, amministratore delegato di Cisco, costui, sia per il ruolo rivestito sia per il contenuto delle intercettazioni acquisite nel corso dell’indagine era all’evidenza coinvolto dell’accordo occulto volto a favorire Rossi e Sferanet. L’11 novembre del 2023 durante l’incontro avvenuto nei pressi del caffe Crociani di via Francesco Tumiati a Roma, tra le ore 09:37 e le ore 10:00, ROSSI Massimo e MASALA Antonio. l’imprenditore, dalla propria utenza telefonica contatta RUFINI Cristiano (A.D. OLIDATA S.p.A.-controllante di SFERANET S.r.l., successivamente fusa per incorporazione) dicendogli che devono vedersi con una certa urgenza perché c’è un’opportunità grande su CISCO e aggiunge che se devono fare una R.T.I. è meglio che si vedano nella stessa mattinata, tenuto conto che hanno poco tempo; alle ore 10:04:46 ROSSI, rimasto solo, ricontatta RUFINI per chiedergli con quale società farà il Raggruppamento Temporanco di Imprese e questi risponde con la “SFERANET”; In realtà, Rufini, sicuramente tramite Masala, è già a conoscenza da tutto da tempo, tanto è vero che l’imprenditore, tramite la sua società Sferanet. sicuro dell’esito della gara SDAPA e dell’inserimento di Sferanet nella catena di distribuzione del prodotto CISCO, il 27.10.23. (ben prima cioè della telefonata ricevuta da Rossi), effettua un ordine per oltre € 2.400.000 di imponibile verso Computer Gross (la società incaricata di distribuire il prodotto CISCO), ordine che addirittura reca l’indicazione del numero CIG della gara SDAPA. * PALUMBO Giulia (dipendente GRUPPO DIGITAL VALUE S.p.A.) alle ore 16:53 dice a TISO Massimo di prendere le due email che ha girato, “F2C polizza e coobligazione” che deve firmare, specificando che sono per la gara dell’indomani nella quale DIMIRA e SFERANET sono le mandanti coobbligate con ITALWARE. Da tale conversazione si comprende come. in quel momento, SFERANET, e quindi RUFINI Cristiano, fossero ancora coinvolti nell’operazione per la quale avevano già inoltrato un ordine di materiali il 27.10.2023. La situazione però cambia improvvisamente: CAPOMASI alle ore 17:21 chiama Luciano: l’amministratore delegato di CISCO non autorizza il deal se ci sta quelli…[verosimile riferimento a SFERANET S.r.l.. in quanto tale società viene menzionata nelle precedenti chiamate come partecipante al RTI con DIMIRA e ITALWARE, per poi non essere ricomprese nel raggruppamento aggiudicatario n.t.] . Sempre secondo gli inquirenti In origine l’accordo comprendeva anche l’inserimento di Sferanet nel RTI, inserimento sicuramente richiesto da Masala, (che ha un accordo corruttivo con Rufini). inserimento che poi salta per l’intervento di Manghi che, pena lo scioglimento del “deal”, cioè dell’accordo collusivo, impone l’esclusione di Sferanet. Se è verosimile che Rufini non facesse parte dell’accordo collusivo, sicuramente costui aveva un accordo collaterale con il solo Masala affinché Sferanet fosse inserito nel RTI, inserimento che costituiva anche una delle controprestazioni offerte da Masala per le utilità corruttive ricevute da Rufini. Si ritiene quindi che quanto meno in virtù di un accordo collaterale con Masala, partecipi anche Rufini. Le perquisizioni non hanno riguardato Rufini perché già oggetto in passato di una perquisizione, come ha precisato lo stesso imprenditore dopo le anticipazioni sul caso del quotidiano Il Domani. L’indagine rappresenta uno sviluppo di precedenti accertamenti, avviati circa due anni fa e collegati al cosiddetto caso Sogei Ora per i tifosi granata resta l’interrogativo: che fine farà la trattativa con Iervolino? Di certo l’avviso di garanzia non toccherà il suo casellario giudiziario e i carichi pendenti, documenti richiesti dalla Federazione secondo le nuove norme Noif. Il futuro però è nelle mani dell’imprenditore romano.





