Antonio Manzo
Da 26 anni l’ex fabbrica Pezzullo è lì, immobile, distrutta e dismessa sulla strada Statale 19 nove. In 26 anni quattro annunci roboanti e illusori di recupero immediato, tutte bugie al ritmo dello “stiamo per iniziare” e poi si torna indietro tra burocrazie e inerzia, Non se ne fa nulla. E’ l’archeologia industriale che conferma la realtà ultraventennale dell’inerzia amministrativa, tre sindaci (Martino Melchionda, Massimo Cariello e Mario Conte) con ben quattro annunci “storici”. Chissà quante volte si sarà pentito l’ex sindaco Gerardo Rosana di aver letteralmente buttato per aria il tavolo dell’allora prefetto Laudanna (aprile 2020) perché non cincischiasse più per prendere l’appuntamento con il notaio e definire il trasferimento dell’area ex pastificio che, invece, era stato delocalizzato con i fondi della 219 nell’area industriale di Eboli. E che, quindi, per legge l’area ex Pezzullo doveva passare, per legge, al Comune. 26 anni fa, giorni difficili. Per far rispettare la legge e acquisire al comune l’earea ora dismessa non fu facile tra le proteste dei “padroncini” dei piccoli autotrasportatori che perdevano il lavoro dell’indotto e le complicità politiche intorno all’ex senatore socialista Sossio, un galantuomo della storica della città, perchè il passaggio non avvenisse mai. Che ne facciamo? Continuiamo a tenerlo in questo stato di abbandono, in attesa di bonifica, oppure lo recuperiamo e gli diamo una nuova vita, modificando, se è il caso, la sua destinazione d’uso? “Ora appaltiamo la rimozione dell’amianto della struttura dismessa, poi avviamo la demolizione” dice Martino Melchionda nel febbraio 2013 con la cerimonia di inizio dei lavori di riqualificazione dell’area ex Pastificio Pezzullo In coro sindaco, assessori, tecnici vari impresa concessionaria Eboli 2020 gridano alla cittò ignara “una operazione di grande importanza, che restituisce alla città una zona storica del nostro territorio”. Mario Conte, 2025: “La ditta concessionaria dei lavori – che lo scorso 20 dicembre ha sottoscritto l’atto di sottomissione – è la società Eboli 2010 srl che, in tal modo, ha assunto l’impegno di portare a termine l’intervento di riqualificazione dell’area e di demolizione degli edifici esistenti al suo interno”. Una buona notizia dunque, ma da quando è stato acquisito al patrimonio comunale in realtà sono passati quasi 26 anni. Da allora questo ecomostro, situato al cento della città, ha rappresentato e rappresenta l’inefficienza dell’azione politico-amministrativa. È stato anche un pericolo costante per gli abitanti dell’area, in termini di sicurezza e igienicità con la presenza di animali di tutte le specie. Finalmente l’area è tornata al Comune. Da anni abbiamo lanciato l’idea che la riconversione dell’ex Pastificio Pezzullo rappresenta un’opportunità per il territorio, senza consumare suolo e senza cementificare Perché non lanciare un concorso internazionale d’idee per costruire un grande parco urbano così come chiede la città che, recentemente, in un questionario ha sottoposto l’idea all’amministrazione comunale la realizzazione di un Parco urbano al centro della città per evitare colate di cemento infruttuose e inutili (centri direzionali per uffici che non esistono più, tribunale, parcheggi un inutile replay con la distruzione delle aree verdi dietro le scuole elementari) Il Mulino e Pastificio Pezzullo ha rappresentato per intere generazioni un luogo di dignità e di lavoro, un opificio posto al centro della città che era l’orgoglio di tutti permettendo cosi a tanti giovani di allora di potersi realizzare e crearsi una famiglia. Nel periodo del suo massimo splendore intorno agli anni ’50, ’60 e ’70, dava lavoro tra operai e impiegati a oltre 450 persone. Un posto di lavoro alla Pezzullo era più ambito di un posto di lavoro statale, era un esempio di gestione imprenditoriale di tipo familiare, tanto che nonostante le turbolenze rivendicative legate alle lotte sindacali che investirono l’Italia, il Pastificio Pezzullo si distingueva facendo registrare “0” ore di sciopero. Sicuramente merito di una gestione illuminata di Luigi Pezzullo che rilevó lo Stabilimento dalla famiglia ebolitana Polito e successivamente di suo figlio Sossio. Oggi siamo ai rendering e ai classici plastici realizzzati da Eboli 2010 che organizza sogni con gli amministratori inerti pronti per nuove campagne elettorali a suon di promesse e bugie. .Aspettando naturalmente il tanto reclamizzato PUA (Piano Urbanistico di Attuazione) e poi il PUC ( quel Piano Urbanistico Comunale da decenni nelle mani di un docente universitario di Salerno che prende giustamente danaro senza alcuno sbocco operativo del piano che sta redigendo. Recentemente l’assemblea “Il Futuro prende forma” dedicata alla strategia del PRIUS, organizzata dal sindaco Mario Conte e dall’assessore all’urbanistica Salvatore Marisei ha fornito nuove idee. Al centro dell’incontro la presentazione dei risultati dei questionari somministrati alla cittadinanza, uno strumento pensato per raccogliere idee, priorità e visioni sul futuro di Eboli. Dai dati emersi – si legge un comunicato del Comune – si delineano alcune funzioni considerate strategiche per rafforzare il ruolo di Eboli come Città Polo, da tenere presenti per delineare un nuovo ecosistema urbano: ambiente e sostenibilità, sport e aggregazione, cura e servizi alla persona, cultura, innovazione e formazione, insieme al miglioramento della mobilità e delle connessioni. Indicazioni che rappresentano un contributo prezioso per orientare le scelte del programma. In pratica, il lancio di una nuova avveniristica formula elettorale: dalla Città del Sele alla Città Polo. Dall’illusione del fare tutto per continuare a passare al fare niente Tra le indicazioni anche il recupero di alcune aree dismesse tra cui spicca la ex Pezzullo intorno alla quale si è discusso di opportunità di sviluppo futuro, dopo ben 26 anni di inerzia amministrativa. “Tra rigenerazione urbana e sviluppo economico, attirando investimenti che siano a loro volta generativi di altri investimenti – dice l’assessore Salvatore Marisi -. Questo a partire dalle funzioni che la città ci ha indicato, integrandole tra loro e creando un polo di interesse sovra-locale che duri nel tempo». «Ascoltare le indicazioni, le proposte che sono venute attraverso i questionari e le due assemblee – ha sottolineato il Sindaco Mario Conte – ci conforta perché vanno tutte nella direzione strategica di sviluppo e rigenerazione della nostra città che già avevamo indicato nel primo Dup all’atto del nostro insediamento. Il Prius si inserirà in quella visione che sarà anche a fondamento del Puc, del Pad e del Masterplan”. Sigle, parole, progetti mentre i pieni urbanistici volano nel nulla e il litorale dovrebbe andare nelle gare di concessione a privati volenterosi e non realizzati piani “cuciti” per l’esistente.





