DISTRUGGERE IL CANOTTIERI - Le Cronache Ultimora
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DISTRUGGERE IL CANOTTIERI

DISTRUGGERE IL CANOTTIERI

Alberto Cuomo

Non so se assassinare una città sia reato, ma è assurdo che alla distruzione di Salerno, della sua storia, dei suoi luoghi più belli, della sua costa e delle sue colline, dei suoi monumenti, dei suoi servizi sportivi e sanitari, tutti assistiamo increduli senza che nessuno sembra possa intervenire per farla terminare. Certo noi salernitani non siamo i soli cittadini ad essere sottoposti a rapide e invasive trasformazioni del proprio ambiente di vita. A Milano, allorchè si è voluto porre fine alla alla costruzione di grattacieli, i cui progetti venivano acconsentiti mediante Segnalazione Certificata di Inizio Attività vidimata dal progettista e non in ragione del Piano Urbanistico Attuativo del Consiglio Comunale, si è giunti alla sentenza di assoluzione dei partecipanti alla illegittima (per la legge nazionale) facilitazione approvativa, che segna la fine di ogni speranza di salvaguardia dei territori, della stessa urbanistica e della giurisdizione in materia. Avevo previsto su queste colonne una tale assoluzione non dovuta a norme quanto al conflitto tra la legislazione statale e quella regionale che ha indotto la necessità di una loro “interpretazione autentica” da parte dei responsabili comunali (in relazione con progettisti e costruttori) utile a far riconoscere, da parte dei giudici “la buona fede” e, dal momento la “buona fede” non è regolabile da nessuna legge, la fine anche della giustizia in campo urbanistico. A Salerno però Milano non insegna niente, dal momento da noi c’è una lunga tradizione sui modi di dribblare la norma urbanistica. Cominciò Gaspare Russo il quale, in presenza del DDL 1444 del ‘68 che introduceva l’obbligo di redigere Piani con standard per servizi, non si adeguò al dettato e continuò a far approvare progetti di edilizia residenziale, intorno al fiume Irno, oltre la Carnale, dal Carmine a Fratte, privi di attrezzature. Il cinismo era tale che veniva applicata la disposizione precedente alla nuova norma, ovvero il calcolo di parcheggi pertinenziali in ragione di 1 mq. ogni 20 mc. i quali venivano previsti al piano terra degli edifici, comprendendo le superfici di scale, androni e acensori, salvo poi, a costruzione avvenuta, la loro illecita destinazione, da parte dei costruttori, a negozi privati, per ulteriori guadagni. Dopo Russo fu difficile proseguire in tale logica, ma l’assessore all’Urbanistica nei governi a vertice democristiano, Alfonso De Felice, escogitò, sempre in assenza di Piano, un nuovo sistema: i costruttori potevano presentare progetti residenziali privi di standard per farli prontamente bocciare. Di qui i ricorsi al Tar contro l’inadempienza del Comune nella redazione del Piano con detti standard. E di qui ancora la nomina da parte del Tribunale Amministrativo di Commissari ad Acta i quali, verificata l’inosservanza della legge da parte dell’ente, approvavano i progetti con buona pace dei magistrati. Anche se solo per poco furono ancora vacche grasse per costruttori, progettisti e avvocati. Solo con Giordano sindaco si ebbe il blocco delle costruzioni onde definire un nuovo Piano nel rispetto delle norme e, probabilmente, fu proprio il suo atteggiamento rigoroso a perderlo politicamente. Caduto Giordano, a Salerno è ritornata la pacchia per i costruttori… da arricchire! E infatti, Bohigas, un paravento, quali sono tutti i cosiddetti archistar, ha redatto un Piano che, a fronte di un evidente decremento demografico, ha ipotizzato un impossibile aumento di abitanti tale da giungere a 160mila unità/vani. Sarebbe già qui la premeditazione del delitto, ma la Procura, essendosi forse già esercitata sull’innocente Giordano, ha preferito glissare, tanto più che la nostra norma penale non prevede omicidi di città. Realizzato il sacco delle aree libere ecco quindi gli interventi per Salerno-futura-Montecarlo e, quindi, il previsto allargamento del porto commerciale esaltato da Rai1 con la trasmissione “Linea blu” di sabato 28, senza cenni ai danni provocati ai salernitani dagli inquinamenti di ogni tipo da parte delle molte migliaia di camion, delle navi di trasporto e da crociera. Sorprendentemente il vicepresidente del Circolo Canottieri Irno, responsabile delle attività sportive, il dottore Pietro De Luca, intervistato dalla conduttrice, facendo cenno al rapporto con l’altro sodalizio che, a Salerno, si occupa delle attività nautiche, la Lega Navale Italiana insediata sul porto turistico, ha lasciato comprendere di essere rassegnato alla distruzione del Circolo “sperando” in una sua ricollocazione. E in questo senso ha messo in luce come il protocollo di intesa tra le due strutture sia stato determinato anche dalla necessità di far praticare gli sport marini, non consentiti all’interno del porto commerciale, nel più libero mare presente in vicinanza del Masuccio. Per contro c’è da dire non vi sia nessuna legge che vieti l’uso dei bacini portuali per lo sport. La Legge della Navigazione infatti offre alla Guardia Costiera il potere di definire, ai fini della sicurezza, l’uso delle aree portuali marine, mentre l’Autorità Portuale ha solo il compito di redigere il Piano del Porto e, quindi, assegnare gli spazi a terra, ma non di stabilire il destino delle acque. Il previsto abbattimento del Circolo Canottieri è, di fatto, il segnale di come si voglia umiliare Salerno, mortificarne persino il passato, cancellarne ogni ricordo del suo essere una città marinara ad uso dei cittadini, ancora insediati nel porto con cianciole, navigli da diporto, impianti sportivi e non degli armatori di navi commerciali e crocieriste o dei concessionari. Rompere del tutto l’antico rapporto, che fa di Salerno… Salerno, tra città storica, monte Bonadies e mare in nome dell’arricchimento di pochi è da incivili, imbroglioni del tempo che qualcuno dovrebbe fermare. Ma la nostra tradizione è anche questa: nessuno, neppure la magistratura, ha mai fermato le sozzerie compiute sulla pelle della città e dei cittadini creduloni.