Diabete, sfida si vince con prevenzione. IL VIDEO - Le Cronache Salerno
sanità Salerno

Diabete, sfida si vince con prevenzione. IL VIDEO

Diabete, sfida si vince con prevenzione. IL VIDEO

di Erika Noschese

Si sono spenti ieri i riflettori sull’importante convegno scientifico “Vivere il diabete oggi: sfide e soluzioni”, ospitato nella cornice della sede dell’Ordine dei Medici di Salerno. Un evento che ha riunito i massimi esperti del settore per fare il punto su una patologia che, negli ultimi vent’anni, ha visto raddoppiare la sua prevalenza in Italia, passando dal 3,8% al 6,7% della popolazione. Non si è trattato solo di un aggiornamento clinico, ma di una vera e propria chiamata alle armi per costruire uno “scudo protettivo” attorno al paziente, integrando innovazione farmacologica, tecnologia d’avanguardia e un supporto umano e psicologico multidisciplinare. Ad aprire i lavori è stata la Dott.ssa Pasqualina Memoli, direttrice del centro diabetologico del poliambulatorio di Pastena (ASL Salerno) e responsabile scientifico del corso. Con fermezza, la dottoressa ha delineato lo scenario attuale: “Il diabete è una tematica diffusa in tutto il mondo e i numeri delle diagnosi sono in costante aumento, anche nella nostra provincia. I dati non sono confortevoli: ogni giorno ci confrontiamo con nuove diagnosi di diabete di tipo 2, spesso legate a doppio filo all’epidemia di obesità”. La sfida del futuro, secondo la Memoli, risiede nel superamento del vecchio concetto di cura focalizzato solo sulla glicemia. “Oggi puntiamo alla gestione della sindrome cardio-renale metabolica. Grazie a farmaci innovativi come le glifozine e gli analoghi del GLP-1 – utilizzati con successo anche nel contrasto all’obesità – possiamo finalmente intervenire sulla dislipidemia e sull’ipertensione, proteggendo il cuore e i reni dei nostri pazienti. L’obiettivo fondamentale resta il mantenimento dello stato di salute fisica, psichica e sociale della persona”. La dottoressa ha poi lanciato un monito sulla prevenzione: “Se riduciamo l’obesità attraverso la prevenzione, riduciamo drasticamente le diagnosi di diabete”. Un tassello fondamentale di questa nuova strategia è il ruolo del Medico di Medicina Generale (MMG), rappresentato ieri dal Dott. Elio Giusto, segretario generale provinciale FIMMG Salerno e co-responsabile scientifico dell’evento. “Il MMG è la prima linea di difesa”, ha spiegato Giusto. “Il diabete è una patologia cronica complessa che si associa spesso a complicanze gravi come la nefropatia o lo scompenso cardiaco. Il nostro ruolo è individuare i primi segnali d’allarme e intervenire tempestivamente”. Il Dott. Giusto ha sottolineato un importante cambiamento burocratico e clinico: “Oggi noi medici di famiglia non siamo più limitati alla sola prescrizione della metformina. Possiamo prescrivere direttamente farmaci moderni come le incretine e le glifozine. Questo approccio diretto permette di prevenire complicanze invalidanti come la retinopatia diabetica o il piede diabetico, migliorando sensibilmente la qualità della vita del paziente sin dalle prime fasi della malattia”. Per quanto riguarda il diabete di tipo 1, la rivoluzione viaggia sui binari della tecnologia. La Dott.ssa Rossella D’Urso, diabetologa presso il centro di Pastena, ha illustrato i progressi straordinari compiuti negli ultimi anni. “Siamo passati dalle semplici pompe insuliniche a sistemi integrati e intelligenti”, ha dichiarato la D’Urso. “Oggi disponiamo di microinfusori che comunicano costantemente con i sensori glicemici interstiziali. Questi dispositivi non si limitano a monitorare, ma correggono automaticamente le iperglicemie e avvisano il paziente con allarmi predittivi prima che si verifichi una crisi ipoglicemica”. Secondo la dottoressa, il futuro è già qui: “Salerno è un centro di riferimento per queste tecnologie. Puntiamo all’automazione completa per permettere ai pazienti di vivere una vita normale, libera dal pensiero costante del monitoraggio manuale”. Uno dei momenti più toccanti del convegno ha riguardato l’impatto psicologico della malattia. La Dott.ssa Luciana Guerriero, psicologa psicoterapeuta del centro di Pastena, ha scosso l’uditorio con un dato impressionante: “Un paziente con diabete pensa alla gestione della propria patologia circa ogni 13 minuti. Questo genera quello che definiamo diabetes distress, un carico emotivo fatto di ansia, frustrazione e sensi di colpa”. La diagnosi di diabete, specialmente se accompagnata da complicanze, è vissuta come un vero e proprio trauma. “Il ruolo dello psicologo è fondamentale per elaborare questo trauma e garantire l’aderenza alle cure”, ha proseguito la Guerriero. “Nonostante manchi ancora una legge nazionale che regoli la nostra figura come professionisti sanitari stabili nel settore, la Regione Campania è all’avanguardia: una legge regionale del 2009 ribadisce con chiarezza l’importanza dello psicologo all’interno dei centri diabetologici. Non possiamo curare il corpo ignorando la mente”. Infine, il focus si è spostato sulla gestione quotidiana e pratica, dove la figura dell’infermiere emerge come punto di riferimento insostituibile. Vittoria Manzo, infermiera specializzata del centro di Pastena, ha descritto l’ambulatorio infermieristico come il luogo dove la terapia diventa vita quotidiana. “L’infermiere non è un semplice esecutore tecnico”, ha spiegato la Manzo. “Noi siamo educatori. Insegniamo al paziente come monitorare la glicemia, come iniettare correttamente l’insulina e come riconoscere tempestivamente i sintomi dell’ipoglicemia per prevenire complicanze a lungo termine”. Ma c’è di più: “Tra infermiere e paziente si instaura, sin dal momento della diagnosi, una profonda relazione di fiducia. Siamo il ponte tra le prescrizioni mediche e la realtà di ogni giorno, seguendo la persona non solo dal punto di vista terapeutico, ma soprattutto relazionale”. Il convegno si è concluso con la consapevolezza che il diabete non è più una condanna a una vita di restrizioni, ma una sfida che può essere vinta attraverso l’integrazione di competenze diverse. I “take home messages” dei responsabili scientifici hanno ribadito la necessità di una formazione continua per i professionisti e di un modello organizzativo territoriale sempre più efficiente. Salerno, con il suo centro di eccellenza a Pastena e la sinergia con l’ASL e l’Ordine dei Medici, si conferma un laboratorio di innovazione dove la tecnologia più avanzata e il calore del supporto umano camminano di pari passo. La strada è tracciata: meno burocrazia, più prevenzione e una cura che guardi alla persona nella sua interezza.