Di Benedetto: "Sanità, serve qualcuno che si dedichi del tutto al settore" - Le Cronache Ultimora
Ultimora

Di Benedetto: “Sanità, serve qualcuno che si dedichi del tutto al settore”

Di Benedetto: “Sanità, serve qualcuno che si dedichi del tutto al settore”

Il futuro della sanità salernitana, il nuovo Ruggi, la vicenda del dottor Severino Iesu, l’intitolazione della Torre Cardiologica a Bruno Ravera e, più in generale, il ruolo della politica nella gestione della sanità regionale. Sono stati questi alcuni dei temi affrontati da Giuseppe Di Benedetto, fondatore della Torre Cardiologica di Salerno, ospite di SuperSalerno, il podcast dei Figli delle Chiancarelle, condotto da Edy Piro, Mimmo Florio e Davide Gatto. Nel corso della trasmissione, Di Benedetto ha affrontato diversi dei nodi che riguardano il sistema sanitario campano e, in particolare, l’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona. A partire dal nuovo vertice dell’azienda, sul quale il medico invita comunque alla prudenza, considerando che il nuovo management si è insediato da poco.  «In realtà è ancora presto per giudicare – ha spiegato Di Benedetto a SuperSalerno – Si è insediato da poco e deve conoscere la struttura, capire e muoversi adeguatamente». Le prime impressioni, tuttavia, sembrano essere positive. «Dalle battute iniziali sembra essere ben intenzionato, con le idee abbastanza chiare su quello che bisogna fare rapidamente e su quello che invece può essere la strutturazione di qualcosa che può richiedere tempi un po’ più lunghi». Un giudizio ancora necessariamente interlocutorio, dunque, ma accompagnato dalla considerazione che il nuovo vertice conosca già, almeno in parte, la realtà salernitana. «Mi sembra orientato – ha aggiunto Di Benedetto – Conosceva già il Ruggi, pur essendoci stato per poco tempo».

IL NUOVO RUGGI E I TEMPI DELLA SANITÀ PUBBLICA

Proprio il futuro del nuovo Ruggi è stato uno dei passaggi centrali dell’intervento a SuperSalerno. Un progetto destinato a modificare profondamente l’assetto della sanità ospedaliera salernitana, ma che si confronta con procedure e tempi particolarmente complessi quando si parla di opere pubbliche.

«Quando parliamo di strutture pubbliche è sempre un problema – ha osservato Di Benedetto – perché per eventi che non sono previsti né prevedibili i tempi si dilatano». Da qui l’auspicio che le problematiche ancora presenti possano essere affrontate e risolte rapidamente. Una considerazione che Di Benedetto lega anche alla sua esperienza diretta. Quando arrivò a Salerno, nel settembre del 1991, la Torre Cardiologica era ancora un cantiere alle fondamenta. «Stavano mettendo le fondamenta della Torre ed era già una cosa abbastanza complessa per la normativa antisismica. Era già un’operazione complessa», ha ricordato nel corso del podcast. La struttura sarebbe stata inaugurata soltanto nel 2007, dopo una lunga vicenda caratterizzata da rinvii e difficoltà. «Furono aboliti e cancellati due appalti perché le ditte non svolgevano i lavori secondo cronoprogramma», ha raccontato Di Benedetto. Poi, circa due anni prima dell’inaugurazione, i lavori furono affidati alla ditta Rainone di Salerno, che completò l’intervento consentendo finalmente l’apertura della struttura.

Un parallelo con il presente che emerge nel racconto fatto a SuperSalerno, dove il tema dei tempi delle grandi opere sanitarie torna inevitabilmente al centro del confronto.

IL CASO IESU

Altro capitolo affrontato durante la trasmissione dei Figli delle Chiancarelle è quello relativo al dottor Severino Iesu e al suo possibile ritorno al Ruggi. Una vicenda sulla quale, secondo quanto riferito da Di Benedetto, ci sarebbe un’indicazione temporale emersa dalle parole del direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona di Salerno, Nicola Cantone. «L’anno scorso avevamo accennato a un evento del genero», ha ricordato Di Benedetto, riferendosi alla vicenda. «Cantone ha ribadito formalmente che, secondo lui, verso ottobre dovrebbe essere in grado di far tornare il dottor Iesu. Come non lo so, però ha detto che c’era questo obiettivo».

Un passaggio che Di Benedetto ha riportato nel corso di SuperSalerno, senza entrare nel merito delle modalità attraverso le quali questo eventuale rientro dovrebbe concretizzarsi.

LA TORRE E L’INTITOLAZIONE A BRUNO RAVERA

Particolarmente netto, invece, il giudizio espresso da Di Benedetto sull’intitolazione della Torre Cardiologica a Bruno Ravera. Una scelta che il fondatore della struttura considera poco appropriata rispetto alla figura dell’ex esponente della sanità salernitana. «Secondo me è sbagliato», ha detto a SuperSalerno. Una posizione motivata innanzitutto dalla natura stessa della struttura: «La Torre è una struttura destinata a non esserci più». Ma c’è anche un’altra ragione legata, secondo Di Benedetto, al rapporto tra Ravera e quella specifica struttura. «Quando sono riuscito a farla inaugurare, Ravera era andato in pensione già da dieci anni. Non si configura come identità», ha spiegato. Il punto, dunque, non riguarda il valore della figura alla quale la struttura è stata intitolata, ma proprio il rapporto tra quella figura e il presidio. Di Benedetto, infatti, non mette in discussione il ruolo avuto da Ravera nella sanità salernitana. Al contrario, ne sottolinea il peso: «Ravera è stato un grosso personaggio, un gigante della sanità salernitana». Proprio per questo, secondo il medico, avrebbe meritato un riconoscimento diverso: «Io gli avrei intitolato un ospedale, ma questa scelta di nicchia mi è sembrata poco appropriata alla figura di Bruno Ravera».

LA DELEGA ALLA SANITÀ NELLE MANI DI FICO

Nella parte finale dell’intervento a SuperSalerno, il ragionamento si è spostato dal livello ospedaliero a quello regionale, con un passaggio sulla scelta del presidente della Regione Campania Roberto Fico di mantenere per sé la delega alla Sanità. Di Benedetto ha interpretato la decisione come una scelta che riprende, in qualche modo, quella già compiuta da Vincenzo De Luca. «A Fico deve essere piaciuta l’idea che aveva avuto De Luca, per cui anche lui ha preferito tenere la delega alla Sanità», ha affermato.

Una scelta che, secondo il fondatore della Torre Cardiologica, presenta però delle criticità legate soprattutto alla complessità del settore. «Non va bene perché la sanità assorbe il 65% del bilancio regionale», ha sottolineato Di Benedetto, evidenziando il peso economico e organizzativo del comparto. Ma, al di là delle risorse, secondo il medico il problema è soprattutto nella complessità della materia. «Il discorso sanità è molto complicato, complesso, per cui c’è bisogno di una persona che si dedichi totalmente e completamente a questo settore», ha spiegato. Una figura che, nella sua visione, dovrebbe essere affiancata da competenze specifiche: «Magari supportata da altre figure specializzate, specialistiche, che facciano da supporto all’assessorato e con la supervisione del presidente della Regione». È anche su questo terreno che si è sviluppato il confronto all’interno di SuperSalerno, il podcast dei Figli delle Chiancarelle che, con Edy Piro, Mimmo Florio e Davide Gatto, ha raccolto le riflessioni di uno dei protagonisti della storia della sanità salernitana. Dal nuovo Ruggi alla programmazione regionale, passando per la Torre Cardiologica, il possibile ritorno di Iesu e il ricordo di Bruno Ravera, l’intervento di Di Benedetto ha attraversato alcuni dei temi più delicati del presente e del futuro della sanità campana.