Coppola conferma gli incontri con Alfieri, ira Fdi - Le Cronache Provincia
Provincia Agropoli

Coppola conferma gli incontri con Alfieri, ira Fdi

Coppola conferma gli incontri con Alfieri, ira Fdi

di Erika Noschese

Dire tutto per non dire niente. Provare a smentire per poi ritrovarsi, quasi inconsapevolmente, a confermare. E soprattutto cercare di smontare una ricostruzione giornalistica senza riuscire a individuare un solo elemento concretamente falso. A distanza di quasi dieci giorni dall’articolo pubblicato su queste colonne, nel quale si raccontavano i numerosi e frequenti incontri con Franco Alfieri, l’ex sindaco di Agropoli Adamo Coppola decide finalmente di rompere il silenzio. Lo fa attraverso un video, sorriso smagliante, vestito di tutto punto e con l’aria di chi si prepara a ristabilire una verità che, evidentemente, ritiene sia stata compromessa. Peccato che, ascoltando le sue parole, la tanto annunciata smentita finisca per trasformarsi nella più puntuale delle conferme. Coppola, infatti, non soltanto ammette di aver incontrato l’ex presidente della Provincia, ma riconosce che gli incontri sono stati frequenti e che, inevitabilmente, si è parlato anche di politica. Esattamente quanto raccontato da questo giornale. Tutto confermato, dunque. E allora viene spontaneo chiedersi: quale sarebbe l’errore? Quale passaggio dell’articolo non corrisponderebbe alla realtà? Quale circostanza sarebbe stata travisata? Domande destinate, almeno per il momento, a rimanere senza risposta. Perché dall’ex primo cittadino arrivano spiegazioni, precisazioni, considerazioni sull’amicizia e perfino riflessioni sul significato più autentico della politica. Ma una smentita, quella vera, continua a non esserci. «Questo articolo parla di frequenti incontri con Franco Alfieri. Sì, e certo, mi sembra abbastanza normale. Due amici che non si vedono da tempo, uno dei due ha avuto una difficoltà, è chiaro che l’altro va a incontrarlo per dare solidarietà. Tra l’altro è stata pure una bella occasione per chiarirci», ha dichiarato Coppola, ammettendo dunque la ripresa dei rapporti con Alfieri dopo una fase di distanza personale e politica. «Diciamo che non ci eravamo lasciati bene l’ultima volta, mettiamola così, ma è questo il bello dell’amicizia, che poi si chiarisce e si torna un’altra volta a stare insieme ed essere amici», ha aggiunto l’ex sindaco. Fin qui, nulla da eccepire. Le amicizie possono interrompersi, ricomporsi e attraversare stagioni differenti. Nessuno ha mai sostenuto il contrario, né tantomeno contestato a Coppola il diritto di incontrare chi preferisce. Il punto, evidentemente, è un altro. Perché quando a incontrarsi con una certa frequenza sono due protagonisti della politica locale, entrambi con un passato amministrativo di primo piano, diventa quantomeno legittimo interrogarsi sul significato di quei confronti, soprattutto in una fase in cui ad Agropoli si cominciano già a delineare gli scenari delle prossime elezioni comunali. Ed è proprio Coppola, nel tentativo di ridimensionare la portata politica degli incontri, a riconoscerne esplicitamente il contenuto. «Ma qual è il problema di incontrarsi per parlare? La politica non è questo, non è incontro, non è parlare, non è discussione? È normale che due politici quando si incontrano parlino anche di politica, mi sembra abbastanza normale», sostiene. Appunto. È normale. Talmente normale che era stato scritto anche su queste colonne. E allora perché attendere quasi dieci giorni per intervenire con un video che, anziché smentire, finisce per certificare quanto già raccontato? L’ex sindaco prova poi a tracciare una distinzione tra la politica delle trattative e quella dei progetti. «Ma non di quella politica in cui si accenna metto questo, tolgo quello, questa politica non mi appartiene. Noi dobbiamo parlare di progetti, di percorsi virtuosi. È questo che noi dobbiamo riuscire a ottenere, mettere insieme il maggior numero di persone capaci per costruire un progetto comune e continuare a far crescere la nostra città. È quello che ci serve ed è questo che voglio fare». Parole certamente condivisibili nelle intenzioni, ma che aprono ulteriori interrogativi anziché chiudere quelli già esistenti. Perché se gli incontri con Alfieri sono frequenti, se i rapporti personali sono stati ricuciti e se il confronto riguarda anche progetti e percorsi politici, appare difficile liquidare tutto come una semplice visita di cortesia. Non significa necessariamente che esista già un accordo elettorale, circostanza che Coppola non conferma, ma neppure che il confronto sia privo di possibili sviluppi politici. C’è poi un’altra questione, tutt’altro che secondaria, sulla quale l’ex primo cittadino continua a mantenere un silenzio che comincia a diventare politicamente ingombrante: il suo rapporto con Fratelli d’Italia. Nonostante le sollecitazioni arrivate dal partito, Coppola non ha ancora chiarito la propria posizione all’interno della formazione politica. Un passaggio che assume un peso ancora maggiore alla luce dei rapporti riallacciati con Alfieri e delle prospettive amministrative che si stanno delineando in città. Perché parlare di progetti comuni, di persone capaci da mettere insieme e di futuro di Agropoli è certamente legittimo. Ma sarebbe altrettanto opportuno spiegare da quale collocazione politica si intenda partire per costruire quel futuro. Coppola si riconosce ancora nel percorso di Fratelli d’Italia? Intende proseguire nell’area del centrodestra oppure immagina una strada diversa? E soprattutto, quale ruolo potrebbe avere Franco Alfieri in questo eventuale progetto? Interrogativi politici, non personali, ai quali sarebbe utile fornire risposte altrettanto politiche. Anche perché il centrodestra provinciale ha già avviato un percorso di confronto in vista delle amministrative del 2027, ribadendo la volontà di presentarsi unito nei Comuni chiamati al voto. In questo quadro, l’indeterminatezza dell’ex sindaco non può essere considerata un dettaglio irrilevante. Naturalmente, Coppola è libero di incontrare Alfieri, di confrontarsi con lui e persino di immaginare un futuro percorso politico condiviso. Nessuno mette in discussione questa libertà. Ma la libertà delle scelte non elimina la necessità di renderle comprensibili, soprattutto quando si rivendica pubblicamente la volontà di costruire un progetto per la città. Resta dunque il paradosso di una vicenda nella quale l’ex sindaco ha impiegato quasi dieci giorni per spiegare che gli incontri raccontati da Le Cronache ci sono stati, che sono stati frequenti e che si è parlato anche di politica. Tre circostanze che rappresentavano esattamente il cuore della ricostruzione giornalistica. Il resto, almeno per ora, è affidato alle dichiarazioni di principio, ai richiami all’amicizia e alle buone intenzioni. Tutto legittimo, naturalmente. Ma la politica, quella che Coppola stesso definisce fatta di confronto, progetti e percorsi, richiede prima o poi anche scelte chiare. E mentre l’ex sindaco si prepara a immaginare il futuro di Agropoli, restano sospese due questioni piuttosto semplici: quale sia realmente il percorso politico che intende intraprendere e perché abbia sentito il bisogno di smentire una notizia che, alla fine, ha confermato personalmente. Perché una smentita dovrebbe servire a correggere una notizia falsa, non a ribadire, davanti a una telecamera, che era vera.