
Concessi gli arresti domiciliari perché le confessioni e le ammissioni rese dai tre indagati «avevano il sapore di una resa incondizionata agli organi inquirenti». Il gip Alfonso Scermino concede ai fratelli Giovanni e Christian Citarella e il cognato Alfonso Faiella di lasciare il carcere di Sala Consilina e di trascorrere a casa il periodo cautelare.