Cava. Canora; Miei elettori liberi di scegliere - Le Cronache Provincia
Cava dè Tirreni Provincia

Cava. Canora; Miei elettori liberi di scegliere

Cava. Canora; Miei elettori liberi di scegliere

di Mario Rinaldi

 

 

Pur presentandosi con una lista a sostegno della sua candidatura a sindaco, Eugenio Canora ha ben figurato. La sua civica “Cava Sia” ha ottenuto 3108 preferenza giungendo ai piedi del podio, con una quarta piazza di tutto rispetto, visto e considerato che i suoi principali avversari, in primis Raffaele Giordano e Giancarlo Accarino, hanno potuto godere rispettivamente del supporto dei partiti del centrodestra e centrosinistra. Anche se, alla fine, a raggiungere il ballottaggio è stato l’ex frate francescano Luigi Petrone, che sarà il competitor di Giordano. Tuttavia i voti di Canora potrebbero essere un vero e proprio ago della bilancia nella corsa a due per decidere il prossimo sindaco di Cava dè Tirreno.

Mancano pochi giorni al ballottaggio. La sua coalizione ha fatto degli accordi con uno dei due competitor?

“Lasceremo piena e totale libertà di voto ai nostri elettori. Abbiamo ottenuto il 10,5% dei consensi guardando le persone negli occhi, strada per strada, quartiere per quartiere. Quel voto è un atto di fiducia costruito sulla credibilità, sul lavoro e sulla dignità. Per questo non si vende e non si trasferisce. Restiamo autonomi, coerenti e con la schiena dritta. Chi vuole conquistare la fiducia dei cittadini che ci hanno sostenuto deve farlo parlando ai loro bisogni, alle loro speranze e alle loro preoccupazioni, non cercando accordi con noi”.

Tornando all’analisi della competizione al primo turno, c’è stato qualcosa che non è andato. Cosa? Lei è giunto quarto.

“Se qualcuno pensa che ottenere una percentuale significativa alla prima candidatura a sindaco, con una sola lista civica e contro coalizioni radicate da anni sul territorio, sia un risultato marginale, probabilmente non sta leggendo correttamente la realtà politica di questa città. Per noi è un risultato straordinario. Abbiamo dimostrato che esiste una parte importante di Cava de’ Tirreni che chiede un modo diverso di fare politica, lontano dalle logiche di apparato e vicino ai problemi concreti delle persone. Il primo turno ha restituito una città articolata, nella quale il voto disgiunto ha evidenziato una crescente autonomia di giudizio degli elettori rispetto ai tradizionali schieramenti. “Cava SIA” rappresenta una novità politica reale e duratura. Da qui comincia il nostro percorso”.

Rifarebbe tutto quello che ha fatto nel corso della campagna elettorale o cambierebbe qualcosa?

“Rifarei ogni singolo passo, ogni singolo incontro, ogni singola scelta. E soprattutto rifarei la scelta delle persone che hanno composto la nostra lista. Sono orgoglioso della squadra che abbiamo costruito: ventiquattro donne e uomini che hanno messo a disposizione tempo, energie, competenze e credibilità senza chiedere nulla in cambio. Abbiamo camminato insieme e siamo rimasti uniti fino all’ultimo giorno. Se devo indicare un piccolo rammarico, è quello di non aver avuto abbastanza tempo per raggiungere ogni angolo della città e ogni periferia. Ma ovunque siamo arrivati abbiamo trovato ascolto, partecipazione e fiducia. Abbiamo affrontato temi concreti che troppo spesso vengono evitati e lo abbiamo fatto sempre con trasparenza. E questa è una cosa che non cambierei mai”.

Il suo, ora, sarà un ruolo di oppositore in Consiglio. In che modo pensa di assolverlo?

“Il mio seggio in Consiglio Comunale non sarà la voce di una singola persona. Sarà il punto di riferimento istituzionale di una comunità politica che ha già iniziato a lavorare al futuro della città. Non faremo un’opposizione ideologica né un’opposizione del “no a prescindere”. Saremo rigorosi, preparati e presenti. Affiderò ai nostri candidati compiti specifici di monitoraggio e approfondimento sui principali temi cittadini, valorizzando il consenso e il radicamento che hanno dimostrato sul territorio. Avremo una particolare attenzione alla gestione del bilancio comunale e delle risorse pubbliche, alla valorizzazione del patrimonio immobiliare della città, al rilancio dello sport come strumento educativo e sociale, alla tutela e allo sviluppo delle frazioni, alla manutenzione urbana e alle opportunità di crescita economica e occupazionale per i giovani e le imprese cavesi. Controlleremo con attenzione ogni scelta dell’amministrazione e presenteremo proposte concrete ogni volta che riterremo di poter contribuire a migliorare la città. Chi governerà Cava de’ Tirreni dovrà sapere che troverà di fronte un’opposizione seria, competente e determinata, sempre nell’interesse esclusivo dei cittadini cavesi”.

Secondo lei chi vincerà al ballottaggio? Giordano o Petrone? Ha qualche preferenza?

“I numeri del primo turno attribuiscono certamente un vantaggio iniziale a Giordano, mentre Petrone ha dimostrato di possedere una significativa capacità di attrazione personale. Tuttavia i ballottaggi hanno spesso dinamiche proprie e molto dipenderà dalla capacità di mobilitare gli elettori che al primo turno hanno scelto altre strade o hanno deciso di non votare. Quanto alle preferenze, la nostra unica preferenza si chiama Cava de’ Tirreni. Abbiamo differenze profonde rispetto a entrambi i progetti politici rimasti in campo e per questo abbiamo scelto di non dare indicazioni di voto. I cittadini cavesi sono persone mature, consapevoli e perfettamente in grado di decidere autonomamente. L’8 giugno sceglieranno il sindaco. Dal giorno successivo, chiunque sarà eletto, noi saremo in Consiglio Comunale a vigilare, proporre e controllare. Senza padroni, senza condizionamenti e senza compromessi”. Un pensiero molto chiaro quello di Canora, che ha manifestato la sua completa autonomia e indipendenza da qualsivoglia schieramento.