Caso Cagnazzo: Italo Cirielli, garantismo e rispetto delle persone - Le Cronache Cronaca
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Caso Cagnazzo: Italo Cirielli, garantismo e rispetto delle persone

Caso Cagnazzo: Italo Cirielli, garantismo e rispetto delle persone

La decisione di proscioglimento del colonnello Fabio Cagnazzo nell’ambito della vicenda legata all’omicidio di Angelo Vassallo rappresenta un passaggio importante che impone una riflessione seria sul funzionamento del nostro sistema giudiziario e, soprattutto, sul rapporto tra giustizia e opinione pubblica. Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e nella consapevolezza che il processo dovrà proseguire per accertare tutte le responsabilità, non si può ignorare quanto accaduto in questi anni: l’utilizzo della custodia cautelare e la forte esposizione mediatica hanno prodotto effetti profondi sulla dignità delle persone coinvolte, spesso ben prima di una verità processuale definitiva. La carcerazione preventiva, strumento eccezionale previsto dall’ordinamento, non può trasformarsi in una anticipazione della pena né, tantomeno, in una forma di pressione mediatica indiretta. Quando a ciò si aggiunge una narrazione pubblica che tende a costruire colpevoli prima ancora dei giudici, il rischio è quello di compromettere irreversibilmente la reputazione e la vita di un individuo. Lo dico anche sul piano personale: la mia famiglia è legata da rapporti di amicizia alla famiglia Cagnazzo. Questo mi consente di comprendere, oltre le carte processuali, il peso umano di anni vissuti sotto il giudizio pubblico, tra sofferenza privata e esposizione mediatica. Ribadiamo con forza un principio che deve restare cardine di ogni Stato di diritto: la presunzione di innocenza non è un dettaglio formale, ma una garanzia sostanziale. E vale per tutti, senza eccezioni. Auspichiamo che questa vicenda contribuisca ad aprire un dibattito serio e non ideologico sulla necessità di limitare gli abusi della custodia cautelare e di ridurre la spettacolarizzazione delle fasi processuali, restituendo centralità alla dignità della persona e all’equilibrio del sistema. La giustizia deve fare il suo corso. Ma deve farlo nel rispetto dei diritti, sempre. Lo scrive in una nota Italo Cirielli, capogruppo consiliare Fratelli d’Italia di Cava de’ Tirreni