Capaccio Paestum, la commissione chiude le indagini - Le Cronache Attualità

Di Erika Noschese

Era il 16 maggio 2025 quando il Prefetto di Salerno Francesco Esposito, su delega del Ministro dell’Interno, nomina la commissione di indagine presso il Comune di Capaccio Paestum, composta da Savina Macchiarella Viceprefetto, dal Maggiore dei Carabinieri Vincenzo Izzo e da Franca Maietta, funzionario dell’Amministrazione dell’Interno attualmente collocata a riposo. Oggi, a distanza di sei mesi, la commissione termina le indagini. Nel tardo pomeriggio di mercoledì, i componenti della commissione hanno comunicato al Prefetto di aver terminato la loro attività.
L’iter successivo. Entro il termine di quarantacinque giorni dal deposito delle conclusioni della commissione d’indagine il prefetto, sentito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica integrato con la partecipazione del procuratore della Repubblica competente per territorio, invia al Ministro dell’interno una relazione nella quale si dà conto della eventuale sussistenza degli elementi anche con riferimento al segretario comunale o provinciale, al direttore generale, ai dirigenti e ai dipendenti dell’ente locale. La relazione dovrà indicare anche gli appalti, i contratti e i servizi interessati dai fenomeni di compromissione o interferenza con la criminalità organizzata o comunque connotati da condizionamenti o da una condotta antigiuridica. L’eventuale scioglimento è disposto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri entro tre mesi dalla trasmissione della relazione ed è immediatamente trasmesso alle Camere. Stando a quanto chiarisce l’articolo 143 del Tuel, anche nei casi in cui non sia disposto lo scioglimento, qualora la relazione prefettizia rilevi la sussistenza degli elementi con riferimento al segretario comunale o provinciale, al direttore generale, ai dirigenti o ai dipendenti a qualunque titolo dell’ente locale, con decreto del Ministro dell’interno, su proposta del prefetto, è adottato ogni provvedimento utile a far cessare immediatamente il pregiudizio in atto e ricondurre alla normalità la vita amministrativa dell’ente, ivi inclusa la sospensione dall’impiego del dipendente, ovvero la sua destinazione ad altro ufficio o altra mansione con obbligo di avvio del procedimento disciplinare da parte dell’autorità competente. Se non dovessero sussistere i presupposti per lo scioglimento o l’adozione di altri provvedimenti, il Ministro dell’interno, entro tre mesi dalla trasmissione della relazione emana comunque un decreto di conclusione del procedimento in cui dà conto degli esiti dell’attività di accertamento. Sotto accusa potrebbero finire solo uno o più settori amministrativi e a quel punto il Prefetto dovrà individuare gli interventi di risanamento da adottare entro 20 giorni per evitare la nomina di un commissario ad acta. Il provvedimento della commissione potrebbe colpira anche singoli amministratori o dirigenti e a quel punto sarà necessario mettere in atto ogni iniziativa utile, come il trasferimento dei dirigenti da un settore all’altro.
La nomina della commissione. A richiedere la commissione d’accesso al Comune di Capaccio Paestum il senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone e il deputato di Forza Italia Pino Bicchielli, poi nominato coordinatore del comitato Sistema Cilento con particolare riferimento all’omicidio del sindaco Angelo Vassallo. Le audizioni del comitato di inchiesta dovrebbero riprendere nei prossimi giorni, al termine della tornata elettorale per il rinnovo del consiglio regionale della Campania.
La crisi interna alla maggioranza. La conclusione delle indagini da parte della commissione d’accesso arriva nel pieno di una crisi interna alla maggioranza Paolino. Sette consiglieri, con a capo il presidente del Consiglio Angelo Quaglia, sono pronti a portare in consiglio comunale una mozione di sfiducia. Firmatari della sfiducia sono: Angelo Quaglia, Antonio Agresti, Igor Ciliberti, Maria Rosaria Giuliano, Antonio Mastrandrea, Gianmarco Scairati ed Eustachio Voza che hanno avanzato delle richieste ben precise al primo cittadino: l’azzeramento immediato della Giunta Comunale, da rinominarsi previo confronto e condivisione, individuando le migliori espressioni e professionalità del territorio per poter rilanciare l’azione amministrativa a favore di Capaccio Paestum e garantire costante presenza dell’organo esecutivo comunale sul territorio; riorganizzazione totale degli Uffici e dei Servizi previa condivisione delle modalità di scelta in funzione degli obiettivi di crescita e più corretto funzionamento nell’interesse dei cittadini, previa immediata sospensione di ogni modifica di attribuzione di responsabilità effettuata negli ultimi mesi; revisione delle nomine effettuate in società partecipate e/o controllate, al fine di previa condivisione di chiari indirizzi politici prodromici al successivo rinnovo delle medesime, a garanzia delle migliori istanze di corretta amministrazione dell’Ente e delle società; definitiva risoluzione della questione dei dipendenti Paistom, previa sospensione della procedura in corso, anche in considerazione dell’eccessiva complessità della medesima, rimodulandola con maggiore chiarezza e senza necessità di procedure che richiedano obbligo di SPID e accesso a piattaforme informatiche dedicate. Il faccia a faccia tra i dissidenti e il sindaco potrebbe tenersi subito dopo le elezioni amministrative e non si esclude che l’amministrazione Paolino possa terminare ancor prima della decisione del Ministro ma ciò, a dispetto di quanto avvenuto a Giugliano in Campania, non impedirebbe al consiglio dei Ministri di sciogliere una amministrazione già caduta. Se il provvedimento del Ministro dovesse colpire singoli amministratori, per loro scatta il divieto di ricandidarsi per due tornate elettorali a tutte le competizioni, nazionali e locali.