Caos Ps Ruggi, la denuncia del sindacalista Stella - Le Cronache Attualità
Attualità Salerno

Caos Ps Ruggi, la denuncia del sindacalista Stella

Caos Ps Ruggi, la denuncia del sindacalista Stella

di Erika Noschese

Resta in affanno il pronto soccorso del “Ruggi d’Aragona” di Salerno. Anche ieri, a causa del sovraffollamento, dinanzi al presidio dell’Azienda ospedaliera universitaria si sono formate file chilometriche di ambulanze, in attesa di trasferire i pazienti in pronto soccorso e fare ritorno in sede. Una situazione che mette seriamente a rischio un intero territorio, costretto, in caso di emergenza, a fare i conti con la possibile assenza di assistenza. Nel frattempo, il personale medico e infermieristico è sottoposto a un notevole sforzo fisico e a un forte stress psicologico, come denuncia Gianluca Stella, dirigente sindacale Fisi, che in più occasioni ha evidenziato le criticità vissute da gran parte del personale in servizio nei pronto soccorso. Lo scorso 9 dicembre Stella ha denunciato alla Direzione generale del Ruggi la presenza di un solo operatore socio-sanitario presso la Tac del pronto soccorso. «A malincuore bisogna constatare che i pazienti provenienti dal pronto soccorso continuano ad arrivare in condizioni igienico-sanitarie scadenti e che chi dovrebbe vigilare non lo fa. La dignità dei malati viene violata ancora una volta e, con essa, la salute, dal momento che mantenere un paziente con piaghe da decubito impregnate di feci non fa altro che peggiorare e aggravare il suo stato di salute, esponendolo a ulteriori infezioni», ha dichiarato Stella. Intanto, proprio nel corso dell’audit disposto dall’allora direttore generale Ciro Verdoliva, oggi dimissionario, è emersa una totale disorganizzazione del punto di primo intervento. Il dirigente Fisi, in più occasioni, avrebbe richiesto un incontro con Verdoliva, il quale sembra aver scelto la strada del silenzio fin dall’inizio del suo insediamento, rispondendo unicamente con una richiesta di relazione sui singoli episodi. «Mi sento mortificato sia come professionista sia come essere umano di fronte a tutto ciò», ha concluso Stella. Un altro episodio contestato da Stella risale allo scorso 22 dicembre: infermieri del pronto soccorso avrebbero inviato pazienti presso la diagnostica utilizzando barelle del 118 e avvalendosi di personale estraneo all’ospedale, in violazione di quanto previsto dalla normativa interna. «Ma non solo: ancor più grave è il fatto che i pazienti arrivino in pronto soccorso sprovvisti di bracciale di riconoscimento. Una situazione che rischia di generare confusione, soprattutto quando, come già accaduto, giunge un paziente disorientato, impossibilitato a fornire le proprie generalità. Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico: non si può giocare così con la salute delle persone, persone fragili e indifese», ha dichiarato ancora il dirigente sindacale. La lista dei disservizi che si registrano al Ruggi è purtroppo lunga. Il 29 dicembre è giunta in pronto soccorso una paziente, portatrice di ossigeno, in codice arancione: la donna è arrivata al Ruggi senza personale infermieristico, accompagnata unicamente da un operatore socio-sanitario. La paziente, stando a quanto emerso, è deceduta dopo pochi minuti. «La dignità di un malato, e soprattutto di chi versa in gravi condizioni, deve essere salvaguardata. Non si può continuare a lavorare come se si fosse in una fabbrica di mattoni. Vorrei poter conoscere i protocolli e le linee guida che dovrebbero guidare il personale del pronto soccorso e non solo, ma continuo soprattutto a chiedermi chi sia il vero responsabile se, dopo tante denunce e segnalazioni, si continua a lavorare “a cottimo”», ha aggiunto Stella. Infine, il dirigente sindacale ha riferito che solo lo scorso 4 gennaio sono giunti in pronto soccorso pazienti con accessi venosi privi di tappini. In questi casi, il rischio di infezioni risulta particolarmente elevato. Tra le altre segnalazioni giunte la presunta incompatibilità della caposala che oggi gestisce sia il pronto soccorso che il trapianto reni. Proprio su questa vicenda sarebbero state sollecitate invano risposte. «Urge un cambio di rotta, persone preparate, che sappiano riorganizzare, il pronto soccorso. E soprattutto la domanda che faccio al direttore Verdoliva gli audit fatti facendo venire persone da fuori per valutare il ruggine soprattutto quale soluzione vi è stata dopo l’audit», ha aggiunto il sindacalisti Fisi, Gianluca Stella.