di Erika Noschese
«Di Salerno discuteranno i salernitani e le salernitane, insieme ai nostri gruppi dirigenti. Non mi esprimo». A dirlo Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, ospite ieri a Salerno per partecipare – presso la sala congressi del Polo Nautico – all’incontro dal titolo “Salvare il mondo. Cambiare l’Italia”. Fratoianni ha scelto di mantenere le distanze dalla città, affrontando temi nazionali e ribadendo la necessità di ripartire «da tutta Italia per costruire un’alternativa alla destra di Giorgia Meloni, vincere le prossime elezioni politiche e dare una prospettiva all’Italia e all’Europa». Il leader di Sinistra Italiana si pone dunque come alternativa all’attuale governo nazionale, grazie ad una «coalizione capace di costruire un futuro diverso per questo Paese e di contribuire a un esito differente di questa fase di riassetto dei poteri a livello globale». Fratoianni ha però acceso i riflettori sul Referendum Giustizia: «Se vince il sì, accadrà che la magistratura sarà meno libera e meno indipendente, e chi teme di essere controllato non lo sarà. Se invece vince il no, come ci auguriamo, l’assetto costituzionale fondato sulla separazione dei poteri sarà salvaguardato, così come l’indipendenza della magistratura. In entrambi i casi, però, molti dei problemi della giustizia resteranno irrisolti, perché questa controriforma non li affronta: non interviene sulla lentezza dei processi, sulla carenza di organico nella magistratura, né sulla digitalizzazione del sistema giudiziario. Tutti elementi fondamentali per rendere la giustizia uno strumento più efficace per cittadine e cittadini, per le imprese e per chiunque si confronti con il sistema giudiziario». Ad accendere i riflettori sulla necessità di replicare il campo largo a Salerno, ma senza Vincenzo De Luca candidato sindaco, Tonino Scala, segretario regionale del partito: «Sinistra Italiana farà quello che ha sempre fatto: politica. Tutto ciò che sta accadendo in questo momento ha ben poco a che vedere con la politica. Attualmente siamo all’opposizione nel Comune di Salerno. La prima cosa che faremo, come Sinistra Italiana, sarà dialogare con le forze con cui ci siamo presentati alle ultime elezioni amministrative. Chiederemo, così come abbiamo già fatto in Regione Campania, di costruire il campo largo; pertanto dialogheremo anche con il Partito Democratico – ha detto Scala – Successivamente valuteremo il da farsi, nel momento in cui capiremo quali siano le loro intenzioni, perché in questo momento mi sembra che abbiano poco a che fare con la politica. Se questa operazione serve solo a garantire una “poltroncina” a chi si sentiva il padrone della Regione e che, non avendo avuto la possibilità di fare il terzo mandato, torna a Salerno pensando di essere il padrone del Comune, al punto da voler tornare a fare il sindaco, allora siamo di fronte a tutt’altra cosa. Il campo largo ha tutte le carte in regola per non spaccarsi; a rischiare l’isolamento — ed è quello che mi auguro — è chi pensa di essere il padrone del vapore e di poter decidere per sé e per gli altri. Questa impostazione ricorda molto una politica di stampo trumpiano». Sulla stessa linea il deputato salernitano Franco Mari: «Ritengo che dovrebbe essere riproposta la maggioranza che governa la Regione, se ci fosse la possibilità di discutere di tutto con le altre forze politiche, senza candidature predeterminate. Tuttavia, quella di Salerno è un’anomalia e sappiamo bene come andrà a finire». Il deputato ha poi precisato che «la forza politica è all’opposizione da 33 anni; io stesso mi sono candidato per la prima volta nel 1993. Esiste un ostacolo che oggi appare quasi insormontabile. Per quanto ci riguarda, siamo assolutamente disponibili ad aprire in qualsiasi momento una discussione che parta da una candidatura a sindaco diversa e in discontinuità con il modello di governo della città portato avanti fino ad oggi». Dunque, lo scenario che si presenta è quello di un campo largo che andrebbe a spaccare il centrosinistra con la «stragrande maggioranza della coalizione politica che ha vinto le elezioni regionali, e che oggi governa la Regione» che oggi sembra pronta a ragionare «su un’ipotesi alternativa. Non è vero che a Salerno non esista il campo largo: a Salerno il campo largo c’è, ed è la componente prevalente. È già in corso una discussione su un’idea di città e su una candidatura a sindaco espressione del campo largo».





