Ampliamento porto commerciale, smentito Cuccaro - Le Cronache Ultimora
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Ampliamento porto commerciale, smentito Cuccaro

Ampliamento porto commerciale,  smentito Cuccaro

di Erika Noschese

La nuova configurazione proposta dal PRP 2024 per il Molo di sottoflutto prevede un allungamento di circa 440 metri del fronte di ormeggio della banchina, con un ampliamento lato mare fino a un massimo di 250 metri. È quanto emerge dal progetto di ampliamento del porto di Salerno, che di fatto smentisce quanto dichiarato dal presidente dell’Autorità Portuale, Eliseo Cuccaro. Le associazioni ambientaliste tornano dunque alla carica, a tutela di quei tratti di spiaggia libera che oggi rischiano di scomparire con la realizzazione dell’intervento. Inoltre, all’estremità del molo di sottoflutto, delimitata da un andamento curvilineo, è prevista la realizzazione di una darsena di servizio – completamente assente nell’attuale configurazione del porto – di dimensioni adeguate ad accogliere rimorchiatori, pilotine del Corpo Piloti, i mezzi delle diverse autorità pubbliche operanti nello scalo, nonché quelli degli operatori ecologici. L’intervento di rifacimento del molo di sottoflutto consentirebbe anche il possibile ripristino del collegamento ferroviario del porto, attraverso la realizzazione di un fascio di binari lungo il margine orientale del nuovo molo. In particolare, la nuova rete ferroviaria sarebbe sviluppata mediante un tracciato rettilineo interamente in galleria, lungo circa 4 chilometri, che dal radicamento a terra del sottoflutto si raccorderebbe alla linea ferroviaria principale. Dal progetto del nuovo PRP del porto di Salerno emerge nel dettaglio il contenuto del Piano Regolatore Portuale presentato dall’Autorità Portuale al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Stando al Piano regolatore, il Circolo Canottieri Irno rischia di scomparire, così come i pontili per la nautica da diporto attualmente collocati nella cosiddetta “vecchia darsena”, destinati a essere sostituiti da una vasta colmata di cemento. È infatti prevista la realizzazione di una nuova banchina di riva, con un’ampia colmata retrostante, finalizzata anche a garantire una viabilità di collegamento con il resto del porto commerciale, concentrando in un unico varco di ingresso e uscita il transito di tutti gli autoveicoli diretti allo scalo: mezzi pesanti, pullman e veicoli privati. L’ampliamento delle banchine potrà inoltre essere destinato alle imbarcazioni operanti lungo la Costiera Amalfitana, in sostituzione dei mezzi terrestri penalizzati dalla ridotta larghezza della carreggiata stradale, oltre a risultare funzionale allo sviluppo di una nuova viabilità portuale, utile a fluidificare i flussi di traffico indotti dalle attività crocieristiche. La nuova configurazione della Darsena storica prevede, inoltre, il posizionamento di una delle due navi da crociera in posizione baricentrica rispetto alla nuova stazione marittima, recentemente completata e concepita come vero e proprio biglietto da visita del porto per i viaggiatori in arrivo. Il lato est del molo “Tre Gennaio”, opportunamente allungato e razionalizzato, sarà destinato all’ormeggio di navi traghetto, in alcuni casi di dimensioni paragonabili a quelle delle attuali navi ro-ro, in altri casi consentendo l’ormeggio contemporaneo di due unità navali. Dal progetto emerge infine che, nell’ottica dell’efficientamento dell’organizzazione portuale e del superamento della promiscuità tra le diverse funzioni del porto commerciale, la Darsena cittadina diventerà il nuovo polo crocieristico. Di conseguenza, le attuali attività di pesca, cantieristica e diporto nautico saranno trasferite nella Darsena Santa Teresa e nel Porto Masuccio Salernitano. Al fine di eliminare la convivenza tra attività nautiche e pescherecce attualmente presente nella Darsena storica, una parte delle attività di pesca e del diporto sarà quindi ricollocata nel porto turistico di Santa Teresa e in parte nel Porto Masuccio Salernitano. A schierarsi contro il progetto è il consigliere comunale del PSI, Rino Avella: «Ovviamente si tratta di un’ipotesi progettuale che vedrà la mia ferma opposizione, insieme a quella dell’intera comunità salernitana. Il ragionamento è tanto semplice quanto non negoziabile: Salerno non è in vendita e non intende subire nessun altro sopruso – ha dichiarato il socialista –. Le istituzioni devono ricordare che sono chiamate a tutelare e garantire l’interesse pubblico, che in questo caso viene invece compromesso definitivamente. Il futuro di Salerno lo deve decidere Salerno. Mi aspetto, dunque, che si compatti un fronte bipartisan dei salernitani che, a ogni livello, ricoprono ruoli istituzionali: viceministri, senatori, deputati, assessori regionali, sindaci, ma anche Provincia e Comune di Salerno, tutti colpevolmente silenti quando invece bisognerebbe urlare il proprio dissenso a tutela della comunità che li ha espressi. Ripongo infine particolare fiducia nell’auspicata opposizione dell’assessore regionale all’Ambiente, Claudia Pecoraro, alla quale chiedo di dichiarare pubblicamente la propria posizione».