Aeroporto: scontro tra Gesac e gli albergatori - Le Cronache Salerno
Salerno Campania

Aeroporto: scontro tra Gesac e gli albergatori

Aeroporto: scontro tra Gesac e gli albergatori

di Erika Noschese

La tregua istituzionale intorno al futuro dell’aeroporto “Salerno-Costa d’Amalfi” è ufficialmente terminata, lasciando spazio a un durissimo scontro frontale che vede contrapposti la società di gestione dello scalo, Gesac, e i rappresentanti del settore alberghiero locale. Quello che doveva essere il volano dello sviluppo turistico per l’intera provincia si trova oggi al centro di una tempesta di polemiche, scatenata da una serie di dichiarazioni incrociate che mettono a nudo le criticità profonde vissute dall’infrastruttura a poco più di un anno dalla sua riapertura ufficiale. La miccia è stata accesa ieri dalle esternazioni dell’amministratore delegato della Gesac che, in un’intervista rilasciata a una nota testata giornalistica, ha cercato di giustificare l’attuale fase di stallo dello scalo salernitano. Secondo la società di gestione, le difficoltà sarebbero da imputare principalmente a due fattori esterni: da un lato l’assenza di collegamenti ferroviari diretti tra l’aeroporto e le aree limitrofe, e dall’altro una presunta inadeguatezza del sistema ricettivo salernitano, accusato di non avere una consistenza di posti letto sufficiente e di non essere propenso a stringere accordi commerciali con i tour operator partner delle compagnie aeree. La reazione del comparto produttivo non si è fatta attendere. Antonio Ilardi, Presidente di Federalberghi Salerno, è intervenuto ieri con una nota ufficiale dai toni estremamente netti, definendo le posizioni della Gesac come un insieme di pretesti inverosimili volti a distogliere l’attenzione dalle vere problematiche che stanno portando alla cancellazione di numerose rotte e a una sensibile riduzione del traffico passeggeri. Ilardi ha espresso una profonda sorpresa per le parole dei vertici Gesac, sottolineando come le motivazioni addotte appaiano del tutto pretestuose e prive di fondamento logico, specialmente se contestualizzate nel tempo. Secondo il leader degli albergatori salernitani, è inaccettabile che si parli oggi della mancanza di un collegamento su ferro come di una “sorpresa” o di un ostacolo imprevisto. L’indisponibilità della linea metropolitana che dovrà unire la città di Salerno allo scalo è infatti un dato noto da anni, ben precedente all’attivazione dei voli. Ilardi ha ribadito ieri che tali circostanze non rappresentano affatto elementi sopravvenuti, né segreti o novità dell’ultima ora, ma erano condizioni totalmente evidenti e conosciute da tutti gli attori in campo fin dal primo giorno della ripresa delle attività aeroportuali. Risulta quindi irragionevole, secondo Federalberghi, attribuire a questi fattori strutturali, già ampiamente ponderati, la causa dell’improvvisa insorgenza delle attuali difficoltà dello scalo. Ma il punto di rottura più evidente riguarda la difesa della dignità e della capacità operativa delle strutture ricettive del territorio. Ilardi ha smentito categoricamente le accuse riguardanti una presunta scarsità di posti letto o una mancanza di standard qualitativi richiesti dal mercato internazionale. Il Presidente ha ricordato come la provincia di Salerno sia una destinazione capace di ospitare ogni anno milioni di turisti, dimostrando nei fatti di possedere un’offerta ricettiva solida e competitiva, che opera con successo da decenni su scala globale. Non esisterebbe, dunque, alcun “vulnus” o carenza strutturale tale da scoraggiare i tour operator, i quali, al contrario, continuano a lavorare proficuamente con le aziende locali. Ilardi è andato oltre, ribaltando le accuse di scarsa collaborazione mosse dalla Gesac. Ha infatti rivelato ieri che, contrariamente a quanto sostenuto dalla società di gestione, sono stati sottoscritti numerosi contratti con soggetti che hanno promosso voli presso l’aeroporto di Salerno, ma che molti di questi accordi sono stati successivamente disattesi non per colpa degli albergatori. Addirittura, diverse proposte di co-marketing avanzate dal settore alberghiero per sostenere le rotte aeree sarebbero state rispedite al mittente senza adeguate motivazioni. Il cuore del problema, secondo l’analisi di Federalberghi, risiederebbe in un approccio gestionale poco realistico da parte di taluni attori coinvolti e, soprattutto, nella totale assenza di un piano di marketing strategico a supporto dei voli. Ilardi ha lamentato come tale piano fosse stato richiesto con forza e per tempo dall’associazione di categoria, che si era persino offerta di concorrere attivamente alla sua attuazione, senza però ricevere riscontri concreti. La mancanza di una strategia di promozione del territorio coordinata con le operazioni di volo avrebbe creato un vuoto che oggi penalizza pesantemente lo scalo. In questo clima di tensione, il futuro dell’aeroporto Costa d’Amalfi appare incerto, nonostante le potenzialità enormi di un’infrastruttura che dovrebbe servire mete iconiche come la Divina Costiera e il Cilento. Federalberghi ha dunque rinnovato ieri l’invito pressante alla Gesac a cambiare rotta, chiedendo di abbandonare la ricerca di capri espiatori e di concentrarsi sul rilancio immediato dell’aeroporto attraverso strategie concrete. Ilardi ha sottolineato che esistono proposte inviate da tempo dall’associazione che attendono ancora di essere prese in considerazione. Nonostante la fermezza della critica, la nota di Ilardi si è chiusa con un’apertura al dialogo, purché basata su basi diverse da quelle attuali. Il Presidente ha confermato la totale disponibilità di Federalberghi a cooperare con la società di gestione dello scalo, nell’interesse supremo del territorio, delle imprese e dello sviluppo economico locale. Tuttavia, tale collaborazione dovrà fondarsi su criteri di ragionevolezza e su progetti realistici, lontani da quello che è stato definito come un atteggiamento fatto di giustificazioni inverosimili. La sfida ora passa nelle mani della Gesac e delle istituzioni locali, chiamate a ricucire uno strappo che rischia di compromettere seriamente una delle infrastrutture più strategiche per il Sud Italia. Senza una sinergia vera tra chi gestisce lo scalo e chi deve accogliere i viaggiatori, l’aeroporto di Salerno rischia di rimanere una grande incompiuta, incapace di decollare definitivamente nonostante la pista appena rifatta e le ambizioni di crescita internazionale. Ieri è stata la giornata dello scontro, oggi quella della riflessione: il territorio attende risposte che non siano solo comunicati stampa, ma voli che arrivano e turisti che restano.