di Andrea De Simone
Ci sono storie che appartengono al calcio, ma finiscono per andare ben oltre i confini di uno stadio, i colori di una maglia e le rivalità tra tifoserie. La storia di Salvatore Carmando è una di queste. Storico massaggiatore del Napoli e della Nazionale italiana, ma soprattutto uomo di fiducia e amico di Diego Armando Maradona, Carmando ha attraversato da protagonista una delle stagioni più affascinanti del calcio italiano e internazionale. Accanto a grandi campioni, dentro gli spogliatoi, nei momenti di gioia e in quelli più difficili, ha costruito una reputazione fatta di professionalità, competenza, discrezione e rapporti umani autentici. In questi giorni il suo nome è tornato alla ribalta sui giornali argentini e italiani. Salvatore è stato a Buenos Aires, dove ha voluto ripercorrere i luoghi più cari al Pibe de Oro, ritrovando atmosfere, persone e ricordi di una storia che il tempo non è riuscito a cancellare. Ha assistito a una partita del Boca Juniors, ha incontrato amici e familiari di Diego e ha vissuto momenti di grande emozione. Tra questi, anche lo scambio della maglia appartenuta a Maradona con quella del goleador del Boca. Ma c’è un’immagine che forse più di tutte racconta il significato di questo viaggio: il bacio ricevuto da Dalma, la figlia di Diego, ripetendo quel gesto affettuoso che per anni aveva unito Maradona e Carmando. Un rito familiare, un segno di amicizia e di riconoscenza che continua a vivere anche dopo la scomparsa del campione argentino. Non è soltanto nostalgia. È la testimonianza di un legame umano profondo, che neppure il tempo e la distanza possono spezzare. E c’è un motivo in più per cui questa storia ci riguarda da vicino. Salvatore Carmando è salernitano. È nato e cresciuto all’ombra del Vestuti, in una città e in una comunità che hanno accompagnato i suoi primi passi. È fratello di Bruno, altro storico massaggiatore, legato indissolubilmente alla storia della Salernitana. Due fratelli, due professionisti, due percorsi che hanno portato il nome della famiglia Carmando negli ambienti più importanti del calcio, senza mai perdere il legame con le proprie radici. Per questo la presenza di Salvatore a Buenos Aires è motivo di particolare soddisfazione per noi amici e per quanti conoscono e apprezzano la famiglia Carmando. Il suo prestigio supera le appartenenze calcistiche e le antiche contrapposizioni tra Salerno e Napoli. Le rivalità sportive fanno parte della passione e della storia del calcio, ma non possono diventare un limite quando si tratta di riconoscere il valore di una persona. Salvatore ha lavorato per un grande club, ha servito i colori della Nazionale, ha condiviso esperienze straordinarie con campioni di livello mondiale e ha conquistato la fiducia di uno dei calciatori più amati e discussi della storia. Ma, al di là dei trofei e dei nomi illustri incontrati lungo il suo cammino, resta soprattutto la storia di un professionista serio e qualificato, di un uomo capace di costruire amicizie vere e di conservare, anche lontano da casa, il senso delle proprie origini. Da Salerno a Napoli, fino a Buenos Aires, il suo viaggio racconta una bella storia italiana: quella di un uomo che ha saputo farsi apprezzare nel mondo senza dimenticare da dove è partito. E oggi, davanti all’affetto che l’Argentina continua a riservargli, possiamo dirlo con particolare orgoglio: Salvatore Carmando è uno di quei salernitani che rendono onore alla propria città. Perché ci sono valori che non hanno colori di maglia. E l’amicizia, il rispetto e la professionalità appartengono a tutti. Complimenti, Salvatore! Ci vediamo nella nostra Piazza Casalbore, per il solito caffè, e all’Arechi per la prossima partita della squadra del cuore della famiglia Carmando. Perché, al di là delle strade percorse e dei campioni incontrati, ci sono luoghi, amicizie e passioni che restano sempre casa.





