Leonida Primicerio: la sua giornata particolare - Le Cronache Cronaca
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Leonida Primicerio: la sua giornata particolare

Leonida Primicerio: la sua giornata particolare
Aldo Bianchini
 SALERNO – La morte di un uomo che è stato anche un magistrato di alto profilo colpisce sempre e comunque, innanzitutto per l’uomo e poi per il giudice.
Il 23 ottobre scorso il mondo della giustizia salernitana, e non solo perchè il de cuius era stato anche procuratore generale a Salerno e membro elevato del Consiglio Superiore della Magistratura, ma soprattutto perché si chiamava Leonida Primicerio (nocerino di nascita) e per decenni temuto (non fosse altro che per la sua imponenza fisica) uomo-ovunque presso i Tribunali di Salerno e di Sala Consilina, nei quali ha lasciato una traccia sicuramente indelebile del suo assennato passaggio professionale.
Mi fanno sorridere tutti quelli che all’indomani della dipartita (nella fattispecie anche prematura) si lasciano andare a commenti del tipo amarcord affermando di aver conosciuto a fondo il personaggio, di averne apprezzato le qualità e di giudicarlo sempre in maniera assolutamente positiva, anche se in tanti casi i difetti e le pecche sono evidenti anche agli occhi dei non addetti ai lavori.
Nel caso specifico del dr. Primicerio sembra, dai commenti che ho letto, che fosse l’amicone di tutti, la persona buona e comprensiva, il professionista integerrimo, il magistrato ideale; io, in verità, l’ho conosciuto pochissimo in via personale ma l’ho conosciuto molto di più leggendo i suoi scritti di magistrato e rianalizzando ad incastro tutti i tasselli della sua lunghissima carriera in magistratura (dove sicuramente lascia un vuoto molto marcato per l’assenza futura delle sue geniali intuizioni ed interpretazioni legittime dei “momenti giudiziari” in cui infilarsi a testa bassa e senza guardare in faccia a nessuno) ho scoperto, forse, la cosiddetta “giornata particolare” vissuta dal magistrato nelle aule di giustizia del Tribunale di Salerno in piena tangentopoli; una giornata che segnò profondamente, indelebilmente e definitivamente la fine della politica costruttiva per la città capoluogo e per la provincia; alludo ai parlamentari Paolo Del Mese (allora sottosegretario di stato) e Carmelo Conte (allora ministro della repubblica).
LA GORNATA PARTICOLARE – Di Lui ricordo l’azione politico-giudiziaria che compì il giorno 3 luglio 1993; quell’azione fu decisiva per le sorti di tangentopoli in cui tanti suoi colleghi erano palesemente in affanno, sebbene avessero arrestato l’ex sindaco Vincenzo Giordano. Primicerio era PM-DDA in un processo contro Giovanni Maiale (capo camorra ebolitana) che per l’ultima udienza andava avanti sonnacchiosamente; il criminale ebolitano aveva detto e non detto cose molto brutte su Paolo Del Mese e Carmelo Conte; cose che, comunque, non avevano inciso più di tanto sul piano dell’economia strategica della Procura contro i due big politici.  All’improvviso il PM Primicerio chiese una breve sospensione dell’udienza (03.07.93) e si allontanò dall’aula; poco dopo ritornò nell’aula con in mano la copia dell’interrogatorio di Pasquale Galasso (boss dei boss) che l’allora PM Ennio Bonadies aveva concluso nella notte tra il 2 e 3 luglio nel carcere di Udine, interrogatorio nel corso del quale Galasso aveva raccontato di tutto e di più contro Del Mese e Conte dichiarando che gli stessi erano in stretta connessione con il capo clan Maiale che, vistosi alle strette, in aula confermò l’assunto di Galasso ed aggiunse diverse altre cose. Immediatamente Primicerio chiese ed ottenne che l’interrogatorio di Galasso e la deposizione di Maiale fossero immediatamente trasmessi alla procura della Repubblica dove i pm Vito Di Nicola e Luigi D’Alessio stavano concludendo le loro indagini contro i due politici. Due giorni prima, cioè il 1° luglio, si era improvvisamente dimesso da sindaco Vincenzo De Luca (pressato anche dalla sfiducia della quasi finita DC) con una dichiarazione scioccante contro i due parlamentari salernitani e non solo. La mattina del 5 luglio 1993 la Procura della Repubblica di Salerno convoca una conferenza stampa ed annuncia di aver inviato alla Commissione bicamerale per le autorizzazioni a procedere ed al tribunale dei Ministri la richiesta di procedere e di avere nel contempo notificato ai due politici i previsti avvisi di garanzia. Nella stessa tarda mattina di quel giorno seguirono le rispettive drammatiche conferenze stampa di Conte e Del Mese, ma ormai la loro caduta era cosa fatta e il processo California era alle porte.
Quella del 5 luglio 1993 fu un’altra delle tante giornate particolari della tangentopoli salernitana.