Gallozzi (Rari Nantes): Servono strutture adeguate - Le Cronache Salerno
Salerno

Gallozzi (Rari Nantes): Servono strutture adeguate

Gallozzi (Rari Nantes): Servono strutture adeguate

di Angelo Parisi

 

 

Il nuoto e la pallanuoto rappresentano storicamente due fiori all’occhiello dello sport salernitano, una fucina di talenti e un importante punto di riferimento sociale per centinaia di giovani. Eppure, da anni, il settore è costretto a fare i conti con una problematica che rischia di comprometterne il futuro: la carenza di impianti sportivi adeguati e le criticità strutturali delle piscine cittadine. Garantire la continuità degli allenamenti, organizzare competizioni ufficiali di alto livello e assicurare spazi adeguati ai settori giovanili è diventata una sfida quotidiana, che mette a dura prova le società sportive del territorio. Per fare il punto sulla situazione e comprendere quali prospettive si aprano per il futuro degli sport acquatici a Salerno, abbiamo intervistato il presidente della Rari Nantes Salerno, Enrico Gallozzi.

Presidente Gallozzi, la Rari Nantes porta avanti da anni una tradizione prestigiosa nello sport cittadino. Oggi però la sfida più grande sembra giocarsi fuori dall’acqua, sul terreno delle infrastrutture. Qual è la reale situazione degli impianti sportivi a Salerno?

«E’ noto che la piscina Simone Vitale, l’unica idonea per fare attività di pallanuoto, è chiusa dallo scorso mese di dicembre per manutenzioni straordinarie che non erano più differibili. Questo impianto penso sia una delle più belle piscine d’Italia per la sua posizione sul mare. Molti rimpiangono quando era scoperta e gli atleti riuscivano ad allenarsi tutto l’anno all’aperto. In realtà oltre ai bellissimi ricordi che queste gesta ci riportano alla mente bisogna essere consapevoli che il movimento pallanuotisti ha avuto uno slancio nelle sue attività sia a livello di prime squadre che a livello giovanile da quando l’impianto fu coperto. Siamo in fiduciosa attesa che i lavori vengano completati e che potremmo tornare ad allenarci ed a disputare le partite di campionato a Salerno».

Quali sono le ripercussioni concrete che questa carenza di strutture ha sulle società sportive e sulle famiglie salernitane?

«Un campo regolare di pallanuoto è 33metri per 20metri. Non esistono in provincia altre piscine di questa grandezza. Per allenarci per bene dobbiamo prendere spazi acqua a Santa Maria Capua Vetere o a Napoli. Questo comporta un dispendio di energie, perdite di tempo e uscite economiche importanti. Ci stiamo allenando in vasche da 25metri per 10. Insomma come se una squadra di calcio si allenasse in un campo di calcetto oppure lontano da casa. I disagi sono obiettivi ma la passione dei nostri atleti vince queste difficoltà e saremo in grado di ben figurare con la prima squassar in serie A2 e con le rappresentative giovanili».

Guardando avanti, di cosa ha bisogno concretamente la città per far fare un salto di qualità agli sport acquatici e tornare a essere un punto di riferimento regionale e nazionale?

«Innanzi tutto bisogna sperare che la piscina Vitale riapra secondo i tempi previsti prima dell’inizio della prossima a stagione sportiva perché risulterebbe davvero pesante immaginare anche la staglio 27/28 lontano da casa. Idealmente ci vorrebbe un’altra piscina coperta per poter offrire un servizio a tutti coloro, e ne sono tanti, che sono appassionati degli sport acquatici».

Presidente, consentimi una battuta: la Rari Nantes continua a fare miracoli sportivi e a portare in alto il nome di Salerno in tutta Italia, quasi superando la realtà delle strutture cittadine. Ma quanto si può andare avanti a forza di “miracoli” e passione, prima che la mancanza di risposte concrete da parte della politica locale costringa una storica realtà come la vostra a ridimensionare le proprie ambizioni?

«Ma le risposte le abbiamo ed il dialogo con le istituzioni non manca. Come detto prima siamo in fiduciosa attesa che vengano completati i lavori di ristrutturazione. Nel frattempo ci prepariamo per superare queste difficoltà in attesa di riprendere a macinare risultati appena le condizioni impiantistiche ce lo consentiranno. Abbiamo disputato 5 campionati nella massima serie negli ultimi 6 anni. Siamo certi che sia la serie A1 la nostra dimensione e vogliamo tornarci prima possibile».