Un'alluvione sul Consorzio di bonifica Destra Sele - Le Cronache Ultimora
Ultimora Battipaglia

Un’alluvione sul Consorzio di bonifica Destra Sele

Un’alluvione sul Consorzio di bonifica Destra Sele

di Antonio Manzo

Non avrebbe mai immaginato Raffaele Cantone, procuratore della Repubblica di Salerno, un giorno di tanti anni fa quando era presidente nazionale dell’attività di anticorruzione, di ritrovarsi a Salerno, sulla sua scrivania un dossier scottante con precise denunce per il presidente Vito Busillo da trent’anni presidente di uno dei più importanti consorzi di bonifica d’Italia che genera un fatturato annuo di 700 milioni di euro. Il fatturato che coincide con il Consorzio di Bonifica coincide con le stesse attività imprenditoriali del presidente. Salerno non una provincia della Corea del sud dove i revisori dei conti e i vertici amministrativi coincidono con i provvedimenti sottoscritti dalla stesso Busillo che è presidente del Consorzio di tutela della Rucola avvalendosi nei vertici dell’Ente delle sue facoltà di indirizzo e gestione della stessa. Il dossier di quindici pagine che descrive l’attività di vigilanza sui terreni e la gestione di milionari appalti Pnrr pongono al trentennale presidente del Consorzio numerosi interrogativi contenuti nel dossier e che dovranno essere verificati in Procura. Lui, Vito Busillo è un imprenditore serricolo del comprensorio Destra Sele e dunque in presunto conflitto di interessi in un comparto da 700 milioni di euro all’anno che passano attraverso gl’organi e che personalmente dà le autorizzazioni e i dinieghi idraulici, con una concentrazione della funzione di indirizzi e della gestione amministrativa della stessa persona . Un recente sentenza della Cassazione ha riconfermato la natura dei Consorzi di bonifica, considerati enti di diritto pubblico con delle funzioni di indirizzi e della gestione amministrativa nella medesima persona che è tenuta ad osservare gli obblighi i dell’obbligo di adozione del Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC), del Codice di comportamento e del Programma triennale per la trasparenza. Un presidente da trent’anni è davvero un caso clamoroso. Di qui, la natura del consorzio obbliga all’eventuale reato di peculato. Dall’altra parte, con la nomina di Cantone, posto alla guida di un’istituzione così delicata con un magistrato noto per il suo curriculum anticamorra: a prima vista, un certificato di garanzia. Il dossier inviato a Cantone è fondato su atti pubblici, riprese aeree datate e dai dati ufficiali. Il dossier si apre con la descrizione delle dimissioni volontarie del diretto generale e riassunto dal consiglio nello stesso giorno e con l’amichettismo di genere con un figlio assunto senza concorso. Ma l’episodio che scatena la reazione della società in house Destra Sele enginneering sulle terre di scavo di un appalto finanziato con risorse europee destinate per progetto al recupero ambientale di una cava di Battipaglia furono dirottate verso il fondo dello stesso Presidente . L’appalto. Quattro anni fa il consorzio indisse una procedura aperta per i lavori di funzionalizzazione del collettore “Acque Alte della Lignara” in Eboli, un importo di 15 milioni di eutri interamente finanziati con fondi PNRR con in costo del progetto che lievita a 23 milioni di euro, affidato in subappalto Ma la vicenda paradossale è il conferimento sul fondo del presidente Busillo con il trasporto di 144.000 metri cubi di terreno. L’ente, per mano del responsabile unico del procedimento aveva formalizzato la destinazione delle terre di un appalto pubblico al patrimonio privato del proprio vertice con un innalzamento del suo terreno di ben quattro metri. “La deviazione delle terre –è scritto nella denuncia – non è un incidente esecutivo ma il risultato di una sequenza di atti dell’ente e dell’impresa per il trasferimento di un’utilità pubblica al patrimonio privato del vertice dell’ente e la copertura di tale trasferimento dinanzi all’autorità di controllo. Di qui la presunta frode nelle pubbliche forniture e la truffa aggravata, peculato e indebita destinazione di cose mobili, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, il conflitto di interessi del presidente e l’autorizzazione serricola. La prima attività da fare per il magistrato inquirente, secondo la denuncia, è quella di acquisire il fascicolo integrale dell’appalto