La vicenda dei cambi societari nelle società di distribuzione e vendita del gas metano a Nocera Superiore pochi mesi dopo l’insediamento del sindaco Gennaro D’Acunzi, sollevarono un polverone con esposti e denunce alla Procura della Repubblica e sulle quali sembra ci siano ancora indagini in corso considerate top-secret. Licenze edilizie concesse ai limiti del rispetto delle norme urbanistiche e alcune addirittura favorendo l’ingresso sul territorio di gruppi legati a noti clan di paesi vicini. Le dimissioni inspiegabili a pochi mesi dalle elezioni di Teo Galante Oliva il presidente del Consiglio comunale giovane tra i più votati e ragazzo sopra ogni sospetto sostenuto da numerosi gruppi clericali del paese. L’acquisto di terreni per affari legati ai parcheggi da parte di qualcuno molto vicino al sindaco. Le dichiarazioni di un vecchio volpone della politica, che senza alcuna “precauzione” parla di rimettere mano al Puc quando il piano regolatore del paese è stato approvato nuovo di zecca neanche dieci anni fa. Generalmente quando si mette le mani sul Puc equivale alla frase camorristica de “Le mani sulla città” nel senso di fare affari con colate e colate di cemento. Tutte queste cose, e anche altro, potrebbero aver costretto il sindaco alle dimissioni, e Gennaro D’Acunzi che è persona perbene, probabilmente ha salvato capra e cavoli parlando di un ritorno a tempo pieno alla professione inconciliabile con il ruolo di sindaco. Certo, avrebbe potuto andare in Procura a denunciare fatti, cose e persone, ma poi avrebbe anche dovuto spiegare che certi assessori li aveva scelti lui e che certi consiglieri avevano contribuito alla sua elezione due anni e mezzo fa. E allora, in maniera indolore ha scelto la strada delle dimissioni e con una motivazione plausibile sulla quale nessuno può proferire parola. Resta però l’amarezza per quanti lo avevano scelto come giovane che garantiva il rinnovamento come il cambio dopo dieci anni di un sindaco forte e forse a tratti autoritario, ma che comunque aveva dimostrato che in dieci anni era possibile amministrare senza far aprire una sola inchiesta giudiziaria e senza che nessuno si alzasse dalla sua maggioranza per voler “mettere le mani sulla città” e dichiararlo pure in tv. Insomma D’Acunzi ha guidato il paese per due anni e mezzo, ma il suo essere perbene forse troppo spesso ha fatto da paravento a chi tale forse non lo era. E così ora Nocera Superiore si ritrova a fare i conti con un’altra scelta senza che al momento ci sia una figura forte, che abbia il consenso unanime del paese, e che sappia continuare sul perbenismo degli ultimi due sindaci.E’ ancora troppo presto però per parlare di veri nomi che hanno qualche carta da giocare. Al momento il paese si interroga su quali cose e quali pressioni possano veramente aver portato allo stallo attuale.







