Parcheggiatori abusivi, minacce ai Figli delle Chiancarelle - Le Cronache Salerno
Salerno

Parcheggiatori abusivi, minacce ai Figli delle Chiancarelle

Parcheggiatori abusivi,  minacce  ai Figli delle Chiancarelle

di Erika Noschese

Il Nucleo operativo sicurezza, meglio conosciuto come Nos, alla fine rischia di rivelarsi un grande bluff. La lotta ai parcheggiatori abusivi, annunciata in grande stile tra proclami, dichiarazioni d’intenti e sorrisi a favore di telecamera, sembra essersi esaurita nel giro di poche settimane. Almeno a giudicare da quanto continua ad accadere nelle strade di Salerno, dove il fenomeno dei parcheggiatori abusivi appare tutt’altro che debellato. Anzi, in alcune zone della città la loro presenza sembra ormai essere diventata una consuetudine, quasi una presenza istituzionalizzata, davanti alla quale i cittadini sono costretti a scegliere tra pagare, discutere o rischiare di diventare bersaglio di intimidazioni. Una situazione inaccettabile, soprattutto perché si consuma in spazi pubblici che dovrebbero essere liberamente accessibili e nei quali nessuno può arrogarsi il diritto di imporre una sorta di pedaggio per lasciare in sosta la propria automobile. Eppure, tra parcheggi a pagamento e aree di sosta gratuite, la presenza degli abusivi continua a essere segnalata in diversi punti della città. Emblematico quanto sta accadendo a piazza Casalbore, nell’area antistante lo stadio Vestuti, dove la presenza di un parcheggiatore abusivo sarebbe ormai abituale. Qui la vicenda ha assunto contorni che vanno ben oltre la semplice richiesta di denaro agli automobilisti. L’uomo, infatti, ha trasformato la propria attività abusiva in una sorta di spettacolo social, arrivando a utilizzare anche la scritta «Un caffè non si nega a nessuno». Una frase apparentemente innocua che, nel contesto di una richiesta di denaro per la sosta, assume tutt’altro significato. Perché il punto è proprio questo: il caffè può essere un gesto di cortesia, non certo una pretesa nei confronti di chi esercita il proprio diritto di parcheggiare in uno spazio pubblico. Ma a rendere ancora più grave la situazione è quanto accaduto nelle ultime ore ai Figli delle Chiancarelle, noto gruppo social salernitano da tempo impegnato nella segnalazione di criticità, disservizi e situazioni di degrado cittadino. Gli amministratori della pagina sono finiti nel mirino dell’uomo dopo aver pubblicato alcuni filmati relativi alla sua presenza nell’area di sosta. In un video diffuso sui propri canali social, il parcheggiatore ha rivolto parole dal tono apertamente intimidatorio nei confronti di chi gestisce la pagina. «Chi è questo amministratore dei Figli delle Chiancarelle che ha pubblicato un mio secondo video?», domanda l’uomo, lamentando il fatto che nelle immagini siano riconoscibili il suo volto e la sua voce. Poi il passaggio più inquietante: «Sono stato al centro storico, ti cercavo ma nessuno mi ha detto niente. Ora cosa fai, metti un altro video? La terza volta non la passerai liscia». Parole pesanti, che non possono essere liquidate come una semplice reazione stizzita alla pubblicazione di un filmato. Il riferimento alla ricerca dell’amministratore e l’avvertimento sulle conseguenze di un’eventuale terza pubblicazione assumono un evidente carattere intimidatorio, la cui eventuale rilevanza penale spetterà alle autorità competenti valutare. Nel corso del video, l’uomo sostiene inoltre di aver difeso il quartiere dalla presenza di cittadini extracomunitari, quasi a voler attribuire alla propria attività una funzione di controllo del territorio. Una giustificazione che non può trovare alcuna legittimazione: la sicurezza pubblica è competenza delle istituzioni e delle forze dell’ordine, non di chi occupa abusivamente uno spazio pretendendo denaro dagli automobilisti. Il filmato è stato rilanciato anche sui canali social del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli. Circostanza che ha provocato ulteriori dichiarazioni da parte del parcheggiatore, che ha chiesto la rimozione delle immagini. «A me non interessa di lui né di Borrelli, ma porto rispetto», ha affermato l’uomo. Una rivendicazione che stride con il tenore delle parole rivolte agli amministratori della pagina. I Figli delle Chiancarelle, dal canto loro, hanno annunciato di aver già provveduto a sporgere regolare denuncia per le minacce ricevute. Una decisione che merita attenzione e rispetto, perché nessuno dovrebbe essere costretto a temere conseguenze personali per aver documentato e segnalato una situazione di presunta illegalità. Naturalmente, sarà compito delle autorità accertare ogni responsabilità e valutare anche le modalità di diffusione dei filmati. Resta però un principio fondamentale: chi denuncia pubblicamente situazioni di degrado o comportamenti illeciti non può diventare bersaglio di intimidazioni nel tentativo di ottenerne il silenzio. Ed è proprio questo l’aspetto più preoccupante della vicenda. Non soltanto la presenza di un parcheggiatore abusivo in una delle aree più conosciute della città, ma la disinvoltura con la quale chi esercita un’attività non autorizzata arriva a rivolgersi pubblicamente, con toni minacciosi, a chi ne documenta la presenza. A questo punto, la domanda è inevitabile: dove sono i controlli? E soprattutto, quali risultati concreti ha prodotto il Nos, presentato come uno strumento per rafforzare la sicurezza urbana? Gli annunci dell’amministrazione comunale e le operazioni di contrasto, per quanto importanti, non possono rappresentare interventi episodici. Se dopo i controlli gli abusivi tornano a occupare le stesse aree, significa che il problema resta irrisolto e che occorre interrogarsi sull’efficacia delle misure adottate. La città non può continuare a convivere con una forma di abusivismo che, nei casi più gravi, rischia di trasformarsi in un sistema di pressione nei confronti degli automobilisti. Né può essere accettabile che siano i cittadini e le pagine social a dover documentare situazioni che richiederebbero un presidio costante da parte delle istituzioni. La vicenda potrebbe approdare anche in Consiglio comunale, convocato per il prossimo 21 ottobre, sebbene la questione dei parcheggiatori abusivi non figuri tra gli argomenti formalmente inseriti all’ordine del giorno. L’assise sarà chiamata a discutere diversi provvedimenti amministrativi, a cominciare dalla ratifica della variazione al bilancio di previsione 2026-2028, approvata dalla Giunta comunale con deliberazione numero 195 del 12 ottobre. Tra i punti più rilevanti figura anche l’approvazione del regolamento comunale relativo ai trasporti in condizioni di eccezionalità sul viadotto Gatto, con il sistema di classificazione delle istruttorie e lo schema di protocollo d’intesa con la Provincia di Salerno. All’attenzione dei consiglieri arriverà inoltre la proposta di acquisizione gratuita del diritto di superficie sull’area denominata ATSU_1, di proprietà del Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Salerno, destinata ad attrezzature sportive, aree di sosta con punti di approvvigionamento elettrico e impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Previsto anche l’esame dell’affidamento in house providing della gestione dei servizi cimiteriali integrativi alla società Salerno Sistemi – Servizi Utility Srl, oltre alla nomina dei componenti della commissione per l’aggiornamento degli albi dei giudici popolari. Slitta, invece, la discussione relativa al Piano urbanistico comunale, che potrebbe essere inserita nell’ordine del giorno della successiva seduta consiliare, attesa nel mese di novembre. Ma al di là degli adempimenti amministrativi, resta aperta la questione della sicurezza urbana. Una questione che non può essere affrontata soltanto attraverso comunicati stampa, annunci e operazioni destinate a esaurirsi nel giro di pochi giorni. Il caso di piazza Casalbore dimostra quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione. Perché se un parcheggiatore abusivo arriva a minacciare pubblicamente chi ne segnala la presenza, il problema non riguarda più soltanto la sosta irregolare, ma anche la libertà dei cittadini di denunciare ciò che non funziona. E mentre i Figli delle Chiancarelle si rivolgono alle autorità per tutelarsi, dall’amministrazione comunale sarebbe opportuno arrivasse una presa di posizione chiara, accompagnata da controlli continuativi e risultati verificabili. Salerno non può diventare una città nella quale chi segnala un abuso deve guardarsi le spalle, mentre chi occupa illegalmente gli spazi pubblici continua ad agire indisturbato. La sicurezza non si misura con il numero degli annunci, ma con la capacità di restituire ai cittadini il pieno diritto di vivere la propria città senza imposizioni, pressioni e intimidazioni.