Battipaglia, l'ultima mossa della Francese - Le Cronache Attualità
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Battipaglia, l’ultima mossa della Francese

Battipaglia, l’ultima mossa della Francese

Mancano meno di ventiquattro per conoscere il destino amministrativo di Battipaglia. La sindaca Cecilia Francese ha firmato nel pomeriggio di ieri il decreto di revoca delle deleghe a tutti gli assessori. Di fatto, l’amministrazione comunale è rimasta senza giunta, in attesa di una possibile nuova squadra che, nelle intenzioni della prima cittadina, dovrebbe avere carattere tecnico. Una scelta definita dalla stessa Francese «necessaria e urgente» per rafforzare l’azione politico-amministrativa e procedere a una verifica del quadro politico all’interno del Consiglio comunale. Il provvedimento sarà comunicato ai consiglieri nella prossima seduta del Consiglio comunale, la stessa nella quale sarà discussa la mozione di sfiducia presentata nelle scorse settimane da dodici consiglieri. A sette mesi dalla conclusione del mandato, dunque, la sindaca prova a giocare l’ultima partita per evitare la fine anticipata dell’esperienza amministrativa e soprattutto l’arrivo di un commissario prefettizio. Il nodo è politico e il tempo è ormai ridotto. Per approvare la mozione di sfiducia serve infatti un tredicesimo voto. La maggioranza dovrà quindi verificare se esistano ancora le condizioni per garantire la tenuta dell’amministrazione. Per ieri sera la Francese ha convocato i consiglieri per un confronto e per ridisegnare gli equilibri interni alla coalizione. Un incontro che, secondo quanto sottolineato dalla sindaca, non sarebbe finalizzato a misere negoziazioni, ma alla ricerca di un’intesa politica per tutelare la città dagli effetti della crisi. Il documento politico diffuso a sostegno dell’amministrazione entra nel merito delle motivazioni alla base della mozione di sfiducia, contestandole punto per punto. I firmatari sostengono che sarebbe venuta meno la maggioranza politica, determinando una situazione di immobilismo. La replica è che la giunta ha continuato a riunirsi e deliberare. Viene contestata anche l’assenza dei numeri necessari per approvare le variazioni di bilancio, mentre l’amministrazione rivendica l’approvazione degli strumenti di programmazione, dal DUP al bilancio 2026-2028. Altro capitolo è quello della Polizia municipale. La mozione evidenzia la situazione di sottorganico, mentre la sindaca ricorda le assunzioni effettuate negli ultimi anni e quelle ulteriormente previste dal PIAO 2026-2028, regolarmente approvato. Sul fronte del degrado urbano, della sicurezza, della depurazione e dei rifiuti, l’amministrazione rivendica gli interventi realizzati. Tra questi l’asfaltatura di numerose strade, l’estensione dell’illuminazione pubblica anche in zone rimaste per anni al buio, le convocazioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, l’installazione della videosorveglianza dove possibile e il potenziamento del depuratore di Tavernola, la cui capacità sarebbe stata più che triplicata. Restano, viene evidenziato, le criticità legate al collettore destinato a ricevere gli ulteriori reflui, opera che avrebbe dovuto essere realizzata dalla Provincia e che attualmente ricade sulla Regione. Per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti, l’amministrazione rivendica inoltre i lavori di ristrutturazione ottenuti per il CDR e le denunce che, secondo quanto sostenuto nel documento, avrebbero contribuito alla chiusura e alla ristrutturazione dell’impianto di compostaggio di Eboli, al confine con Battipaglia, con conseguente eliminazione degli odori molesti. Sono inoltre in fase di avvio i lavori di bonifica della discarica di Castelluccia. La sindaca respinge anche le accuse relative alla gestione dei lavori pubblici. Il riferimento è innanzitutto ai fondi PNRR, che l’amministrazione sostiene di avere utilizzato «al massimo» per le opere realizzate in città. Sul Più Europa, invece, viene evidenziato che il progetto è fermo per responsabilità del concessionario e che è stato aperto un tavolo per verificare la possibilità che Ferrovie dello Stato si faccia carico degli interventi. Altra partita è quella del Tabacchificio, per il quale sarebbe in fase di definizione un accordo con un partner pubblico finalizzato al recupero della struttura e alla sua riconsegna alla città. Nel documento viene affrontato anche il tema dello spopolamento e della situazione economica. La posizione dell’amministrazione è che i dati statistici ufficiali relativi al periodo 2016-2025 mostrerebbero una riduzione della popolazione in linea con quella degli undici comuni della Piana del Sele e inferiore al decremento registrato nell’intera provincia di Salerno. Per occupazione e reddito medio pro capite, invece, vengono rivendicati dati ritenuti migliori rispetto a quelli provinciali. Da qui la conclusione politica della sindaca, che considera «pretestuose» le ragioni poste alla base della mozione e richiama i consiglieri alla responsabilità istituzionale. L’invito è a mettere al centro gli interessi della città e non le contrapposizioni politiche. Ma la posta in gioco, secondo Francese, non riguarda soltanto la sopravvivenza dell’attuale amministrazione. Sono numerose le questioni che restano sul tavolo e che potrebbero essere condizionate da una crisi. Tra queste le variazioni di bilancio bocciate, con una previsione di entrate nelle casse comunali di circa 25 milioni di euro, legate al PRIUS e alla bonifica della discarica, oltre a 60mila euro destinati al disagio abitativo. C’è poi il milione e 400mila euro previsto per il Polo della Legalità, nel capannone confiscato di via Inghilterra, destinato ad accogliere Polizia municipale, società Alba e Archivio della Prefettura. Particolarmente delicati sono anche i dossier relativi all’apertura dell’ospedale e alla tutela della salute pubblica, oltre ai ristori collegati alla realizzazione dell’Alta Velocità. Proprio l’Alta Velocità rappresenta uno degli interventi indicati dalla sindaca come prioritari per il futuro della città. Nei prossimi giorni è previsto un sopralluogo di RFI per procedere con l’iter. Ma sono numerosi i progetti e gli interventi già programmati che l’amministrazione intende portare avanti e che, secondo la posizione della Francese, potrebbero subire rallentamenti in caso di commissariamento. La sindaca ha quindi scelto di convocare anche la minoranza per cercare una soluzione politica alla crisi, con l’obiettivo dichiarato di proteggere Battipaglia dalle conseguenze di una paralisi amministrativa. La mozione di sfiducia, però, resta all’ordine del giorno e il passaggio decisivo sarà rappresentato dalla seduta del Consiglio comunale. Uno degli elementi sui quali l’amministrazione insiste riguarda proprio la durata dell’eventuale fase commissariale. L’approvazione della mozione, viene sottolineato, non comporterebbe automaticamente elezioni anticipate: il commissario prefettizio resterebbe alla guida dell’ente fino alla scadenza naturale della legislatura, indicata nel maggio 2027. Si aprirebbe dunque una fase di transizione destinata a protrarsi per circa otto mesi. È questo lo scenario che la sindaca vuole scongiurare, mentre i consiglieri che hanno sottoscritto la mozione sostengono invece che le criticità amministrative e politiche siano ormai tali da rendere necessario il cambio di fase. La partita si gioca dunque sul filo delle ore. Da una parte la mozione di sfiducia e la ricerca del tredicesimo voto; dall’altra il tentativo della sindaca di ricostruire una maggioranza, azzerare la giunta e ripartire con un nuovo esecutivo. A decidere saranno i numeri del Consiglio comunale. E, soprattutto, la capacità delle forze politiche di trovare un punto di sintesi prima che la crisi diventi irreversibile. Per Battipaglia, intanto, restano sul tavolo cantieri, finanziamenti, opere pubbliche, Alta Velocità, ospedale, bonifiche e interventi già programmati. È su queste partite che si misura, nelle prossime ore, il futuro dell’amministrazione e dell’intera città.