Scuola, l'augurio di Mons Bellandi - Le Cronache Attualità
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Scuola, l’augurio di Mons Bellandi

Scuola, l’augurio di Mons Bellandi

Non abbiate paura del nuovo anno scolastico che inizia». È questo il cuore del messaggio che l’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, monsignor Andrea Bellandi, ha rivolto a studenti e insegnanti in occasione dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027. Un augurio che guarda soprattutto ai ragazzi, alle loro paure, alle aspettative e alle domande che accompagnano ogni nuovo inizio, ma che si rivolge anche agli adulti chiamati quotidianamente ad accompagnarli nel loro percorso di crescita. Bellandi parte proprio dalla quotidianità del ritorno tra i banchi: le sveglie presto, gli zaini, i libri, le aule, i compiti, le interrogazioni, ma anche le amicizie e le risate nei corridoi. Un nuovo anno che può essere vissuto con entusiasmo oppure con qualche timore. «Come andrà? Sarò all’altezza? Riuscirò nelle cose che mi aspettano?», sono alcune delle domande che, secondo l’arcivescovo, possono attraversare i pensieri degli studenti. Per affrontare l’incertezza, Bellandi sceglie una metafora antica: quella dell’Odissea. Ulisse lascia Itaca, affronta tempeste, mostri, paure, tentazioni e nostalgia, ma continua a navigare perché sa che da qualche parte esiste una meta verso cui tornare. «Anche voi avete bisogno di una Itaca», scrive l’arcivescovo, precisando che non deve necessariamente essere un lavoro già scelto o un progetto definito. È piuttosto «un desiderio grande, qualcosa per cui valga la pena spendersi, una ragione per alzarsi ogni mattina e mettersi in viaggio». Un richiamo al valore del desiderio che Bellandi collega anche alla riflessione dello scrittore Alessandro D’Avenia. In una società nella quale, osserva l’arcivescovo, è facile confondere il desiderio con il consumo, la libertà con la possibilità di scegliere qualsiasi cosa e la felicità con la ricerca continua dell’approvazione degli altri, diventa fondamentale interrogarsi su ciò che si vuole davvero essere. E proprio questa, secondo Bellandi, dovrebbe essere una delle domande centrali per chi entra in una nuova classe: non soltanto «Che voti prenderò?», ma soprattutto «Chi voglio diventare?». La scuola, dunque, non come semplice luogo nel quale acquisire conoscenze e prepararsi al futuro, ma come spazio nel quale scoprire progressivamente sé stessi. L’arcivescovo invita inoltre gli studenti a non avere paura degli errori. Un brutto voto, una difficoltà o persino una bocciatura possono trasformarsi in occasioni di crescita se non si decide di arrendersi. «Non abbiate paura di sbagliare. Abbiate paura soltanto di smettere di cercare», è il monito rivolto ai ragazzi. Perché, proprio come Ulisse, non è l’assenza di ostacoli a condurre alla meta, ma la capacità di continuare il viaggio. Nel messaggio trova spazio anche il tema delle relazioni. Bellandi augura agli studenti non soltanto «buoni voti», ma soprattutto «buoni incontri» e invita chi si sente solo ad avere il coraggio di cercare qualcuno. «Nessuno diventa grande da solo», sottolinea, richiamando anche l’importanza di saper riconoscere gli adulti di cui potersi fidare. Una parte significativa della lettera è infine dedicata agli insegnanti. «Voi non trasmettete soltanto nozioni», scrive Bellandi, ricordando il ruolo educativo dei professori, capaci di vedere una possibilità laddove un ragazzo vede soltanto un limite, di offrire una parola di fiducia e di accompagnare gli studenti verso la libertà. Agli insegnanti l’arcivescovo affida così una responsabilità che va oltre la didattica: aiutare i ragazzi a non rinunciare ai propri sogni, ma anche ad accettare che possano cambiare e che non tutti si realizzino. «L’importante è non fallire nel compito di diventare pienamente umani», scrive. «Buon viaggio» è dunque l’augurio finale di Bellandi agli studenti e ai docenti. Un viaggio nel quale la scuola non rappresenta soltanto una tappa obbligata, ma un percorso capace di trasformare chi lo compie. E con una benedizione «di cuore» rivolta a tutti, l’arcivescovo affida al nuovo anno scolastico un messaggio di fiducia, coraggio e crescita.