di Olga Chieffi
Dal 24 ottobre al 1° gennaio, il Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno ospiterà una nuova edizione di Musica d’Artista, la rassegna pensata per la festa, quale colonna sonora delle Luci d’Artista e arricchire la stagione culturale del periodo natalizio. Il programma spazierà, come d’abitudine, dalla musica leggera al blues, dal jazz all’opera, fino alla sinfonia e al musical, componendo un cartellone ampio e variegato, che ha firmato personalmente Antonio Marzullo. Ieri mattina la presentazione a Palazzo di Città, dove il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, ha inteso presenziare, offrendo qualche anticipazione sulle inaugurazioni delle opere, su tutte la fontana delle Sirene, vicino al Grand Hotel, le cui vicende occupano da giorni le colonne dei quotidiani, che sostituirà quella di Bohigas e che auspichiamo possa essere inaugurata con uno dei numeri forti della Vedova Allegra, in cartellone ai primi di novembre, “Venite orsù sirene della danza”. “un po’ per celia, un po’ per non morire”, pronuncia Butterfly, nella sua visione, e anche noi piace scherzare, come la Norina del Don Pasquale, ma al di là della kermesse delle Luci d’artista, che pare faccia impennare il picco turistico in città, Antonio Marzullo è riuscito a trovare la giusta quadra tra i progetti da presentare al teatro Verdi, in quel periodo, che inaugurerà il 24 ottobre con il concerto del trionfatore di Sanremo, Sal da Vinci, tra quel retrogusto reale dell’ immagine della tazza segnata dall’impronta di rossetto e quell’indice che indica il suo anello di brillanti, in una serata ove “Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole”, scrive Verga ne’ “I Malavoglia, i cui suoni hanno da sempre accompagnato la vita quotidiana di Sal, da quando è salito da bambino sul palcoscenico, al fianco di papà Mario, di accettare l’ansia, di essere posizionati al limite, in una zona di confine tra passato, presente e futuro, tra l’immaginato e il possibile, che a febbraio ha realizzato in toto. Legato indelebilmente al nome di Sal da Vinci è “C’era una volta…..Scugnizzi”, firmato da Claudio Mattone ed Enrico Vaime, la cui prima fu vissuta nel 2002, qui a Salerno e riproposto con successo in diverse stagioni, sia al massimo cittadino che al Teatro Delle Arti, che rivedremo in teatro dal 10 all’11 novembre, per il quale non si può non pensare alla figura di Raffaele Viviani e del suo teatro musicale errante, nel musical teatrale abbiamo letto lo spirito della sua musica en plain air, il timbro degli spazi aperti, lo spazio sonoro dei luoghi non ufficialmente deputati alla musica, così come la sua coralità rafforzata dai diversi sguardi dei personaggi e il suo strizzare l’occhio a qualche blu note, a quel mood “jazzy”, che sposa perfettamente la scala napoletana, come quelle di ogni minoranza, spagnoli, ebrei, argentini, creoli, zingari, che hanno sempre “cantato” la loro condizione, che con il linguaggio verbale il padrone di turno non avrebbe mai permesso loro di esprimere, e che solo attraverso la loro musica, disprezzata in mille modi, sono riusciti a spiegare e difendere la propria esistenza. Si proseguirà il 16 novembre con un progetto originale ideato, diretto e arrangiato da Igor Caiazza, che abbiamo avuto la fortuna di “battezzare” alla XLII edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate, in Tagliacozzo, commissionato dal direttore artistico Jacopo Sipari di Pescasseroli. Un vero e proprio viaggio nella Musica del Cinema, un racconto sonoro che valorizza il lavoro di compositori celebri e di autori meno conosciuti, ma non per questo meno significativi, che hanno contribuito in modo determinante alla costruzione dell’immaginario cinematografico. Le colonne sonore dei film firmati dai più grandi registi della storia del cinema diventano così protagoniste, restituendo atmosfere, emozioni e visioni che hanno segnato intere generazioni di spettatori in tutto il mondo. Da Nino Rota a Ennio Morricone, da John Williams a Michel Legrand, da Armando Trovajoli a Piero Piccioni fino ai grandi maestri contemporanei, emerge un patrimonio musicale straordinario, capace di dialogare con le immagini e di vivere anche oltre lo schermo, come opera autonoma, universale e senza tempo. Con l’orchestra Filarmonica Salernitana dialogheranno la dea del violino Laura Marzadori, Danilo Rea al pianoforte, Tommaso Scannapieco al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria. Teatro Musicale sarà “Blue & Rose” con Serra Yilmaz voce recitante un viaggio dentro la memoria, dentro il fuoco dell’amore e della guerra, dentro la trasformazione che il dolore impone e l’arte sublima. Il racconto vuole trasmettere l’idea che nulla accade per caso, che ogni perdita si inscrive in un disegno più ampio, che l’incontro giusto può salvare una vita. È una storia di amicizia assoluta, di resilienza femminile, di identità che si ricostruisce attraverso la musica. Al fianco dell’attrice il mezzosoprano Eufemia Tufano, la “voce” incantevole del flauto di Ylenia Cimino, il pianoforte di Elisabetta Sepe, con le scene e i costumi di Alfredo Troisi. Torna la Mannoia il 28 novembre con lo spettacolo “Anime salve”, interamente dedicato a Faber ed Ivano Fossati, un viaggio musicale attraverso le parole e le musiche di due giganti della canzone d’autore italiana che hanno segnato profondamente il percorso umano e musicale dell’artista romana, un atto d’amore, un tributo sentito, un racconto in musica che intreccia memoria, poesia e vita. Il 29 novembre salirà un quintetto jazz d’eccezione sul palco del Teatro Verdi, capitanato da Fabrizio Bosso con Nico Gori al sax e al clarinetto, Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Tommaso Scannapieco al contrabbasso e l’ideatore di questo progetto “All’Opera” alla batteria, ancora il vulcanico Igor Caiazza, supportati da un quartetto d’archi, simbolo di una fusione di generi, per una musica senza barriere. Il cartellone allestito da Antonio Marzullo, sembra voler sottolineare l’era del musicista totale. Teatro, tempo, totalità, ove il termine tempo vuole indicare l’attualità di quella presa di distanza dalla concezione elitaria di quest’arte e la totalità sta per rifiuto di considerare la musica un Olimpo chiuso e circondato da paratie che limitano un campo dall’altro, per rivendicare invece un’idea unitaria del comporre e interpretare, mettendo a confronto stili e linguaggi diversi, capaci di produrre suoni e sensi, inauditi per un pubblico eterogeneo. Musica per la pace, musica salvifica ha sottolineato nel suo intervento Vincenzo de Luca e il primo dicembre a salire sul palco del massimo cittadino, sarà Patti Smith che si porrà sulle tracce di San Francesco per celebrarne gli ottocento anni della morte, con “Words and Music – Where Francis Walked”, un racconto tra musica, poesia e memoria, ove Patti Smith alternerà alcuni dei suoi brani più celebri a letture, testi poetici e ricordi personali, ripercorrendo il proprio itinerario artistico e spirituale. Il 7 dicembre ritorna Massimo Ranieri con “Tutti i sogni ancora in volo…..” un dialogo con il pubblico e tante gemme del nostro cantautorato tra i quali pagine di Pino Donnaggio, Ivano Fossati, Bruno Lauzi, Giuliano Sangiorgi, oltre il suo abituale e vastissimo repertorio. La principessa di gelo imperversa da due anni in giro per il mondo e per i teatri “Non dorme mai!”. Lunedì 21 dicembre aggiungerà una replica della Turandot di Giacomo Puccini, fuori abbonamento per Musica D’Artista, a quelle della stagione lirica del 23 e del 26. Sul podio ci sarà Daniel Oren e i protagonisti saranno Eva Plonka e Jorge de Leon, che dovrà lanciare il Vincerò. La regia per le note collaborazioni bulgare sarà di Plamen Kartaloff e le masse corali di Francesco Aliberti e Silvana Noschese. I due concerti di Natale, per le voci bianche di Silvana Noschese e il concerto di Capodanno con direttore a sorpresa chiuderanno l’interessante cartellone, dando il la alla musica del nuovo anno, che saluterà Ludwig van Beethoven in ogni dove.







