Ospedale di Battipaglia, entro il 10 ottobre riapertura parziale - Le Cronache Provincia
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Ospedale di Battipaglia, entro il 10 ottobre riapertura parziale

Ospedale di Battipaglia, entro il 10  ottobre riapertura parziale

di Erika Noschese

Entro il 10 ottobre l’ospedale di Battipaglia sarà riaperto, seppur parzialmente. È quanto emerso dal consiglio comunale monotematico tenutosi ieri sera, convocato per affrontare il futuro del presidio ospedaliero e le ricadute della chiusura sui cittadini e sull’intero comprensorio. Alla seduta hanno partecipato i sindaci Cecilia Francese, per Battipaglia, Mimmo Volpe, per Bellizzi, e Michele Ciliberti, per Olevano sul Tusciano; il consigliere regionale Franco Picarone, il segretario generale della Fp Cgil Salerno Antonio Capezzuto e Andrea Pastore per la Cisl Fp. Assente, invece, l’Asl di Salerno, che ha scelto di non presenziare al confronto istituzionale. Il cronoprogramma illustrato nel corso del consiglio prevede entro il 10 ottobre la riattivazione di un blocco operatorio e la riapertura di una prima tranche di servizi e reparti ritenuti fondamentali: pronto soccorso, chirurgia, medicina, ortopedia, laboratorio analisi e radiologia. Un primo passo verso il progressivo ritorno alla normalità, con l’obiettivo di arrivare entro novembre 2026 al ripristino complessivo di tutte le funzioni dell’ospedale e, dunque, alla piena operatività della struttura. Parallelamente, prosegue il percorso per la realizzazione del nuovo ospedale di Battipaglia, la cui realizzazione è prevista entro la fine di settembre 2027. Tra i passaggi amministrativi necessari figura la formalizzazione del trasferimento dei suoli dalla Provincia di Salerno all’Asl, un atto propedeutico e indispensabile per avviare l’iter della gara d’appalto per la costruzione della nuova struttura, che sorgerà alle spalle dell’attuale Santa Maria della Speranza. Ad aprire i lavori è stato il consigliere regionale Franco Picarone, che ha ribadito la necessità di procedere con nuove assunzioni per fronteggiare la grave carenza di personale. La riapertura dei reparti, infatti, dovrà necessariamente fare i conti con la disponibilità di medici, infermieri e operatori sanitari, una delle questioni centrali emerse nel corso del confronto. «Abbiamo mostrato senso di responsabilità nei confronti della cittadinanza e dell’amministrazione perché abbiamo compreso le difficoltà nella decisione di chiudere il presidio ospedaliero. A stretto giro, si dovrebbe aprire il presidio e noi stiamo vigilando perché occorre garantire risposte agli utenti», ha dichiarato Andrea Pastore, evidenziando la volontà di tutelare lavoratori e operatori, ma anche la cittadinanza che da mesi deve fare i conti con una riduzione dei servizi sanitari e con gli spostamenti verso altri presidi. A sostenere la battaglia della sindaca Cecilia Francese è stato anche il primo cittadino di Bellizzi, Mimmo Volpe, che non ha risparmiato critiche sulla gestione della vicenda: «La vicenda dell’ospedale di Battipaglia ha aperto una riflessione lacerante per questo territorio. La chiusura del presidio è stata una vergogna, bastava avere un po’ di coraggio – ha detto il sindaco Volpe – Il direttore sanitario dell’Asl non ha aperto al contraddittorio e hanno scelto di fermare la macchina, ma in questo contesto ci voleva responsabilità. Devo dare merito ai nostri operatori sanitari che, per non far perdere la possibilità agli utenti di effettuare le visite, hanno scelto di trasferirsi altrove». Un passaggio particolarmente significativo è arrivato dalla Fp Cgil Salerno, che ha voluto ringraziare il personale rimasto in servizio e quello temporaneamente trasferito in altre strutture. «Come Organizzazione sindacale desideriamo rivolgere un sentito e profondo ringraziamento a tutto il personale, dai medici agli operatori sanitari dei servizi attivi che tra mille difficoltà garantiscono l’assistenza, tra cui il pronto soccorso, che nel solo mese di agosto ha registrato ben 2.150 accessi, la radiologia h24 che ha garantito le Tac total body ai pazienti oncologici, e a tutti i lavoratori temporaneamente trasferiti presso le strutture di Polla, Eboli, Oliveto e Roccadaspide, i quali stanno affrontando notevoli disagi sia logistici che economici legati agli spostamenti e alle spese quotidiane», ha dichiarato il segretario generale della Fp Cgil, Antonio Capezzuto. Il sindacalista ha quindi evidenziato le conseguenze della chiusura del presidio sull’intera rete ospedaliera provinciale. «La chiusura di Battipaglia ha messo in fortissima sofferenza tutti gli altri ospedali della provincia, compreso il pronto soccorso di Salerno: una sofferenza diffusa che dimostra chiaramente come Battipaglia sia un vero e proprio fulcro dell’offerta sanitaria provinciale, al servizio di un bacino di ben 250.000 abitanti», ha aggiunto Capezzuto. Per la Fp Cgil, dunque, la riapertura non può limitarsi a un ripristino formale delle attività, ma deve rappresentare l’occasione per rilanciare l’intero presidio, intervenendo innanzitutto sugli organici e sui servizi. «Come organizzazione sindacale abbiamo ribadito la necessità di una riapertura a strettissimo giro, sottolineando l’assoluta priorità di restituire alle donne il diritto di partorire a Battipaglia, considerando il punto nascita attualmente spostato a Polla, di potenziare gli organici di medici e operatori e di approfittare di questa crisi per rilanciare tutti i servizi in attesa della nuova struttura». «Continueremo a vigilare con determinazione affinché gli impegni presi vengano rispettati in tempi rapidi e certi, a tutela dei cittadini e di tutti i lavoratori», ha concluso Capezzuto. Il consiglio comunale ha quindi fissato una serie di scadenze precise: 10 ottobre per la prima riapertura, novembre 2026 per il ritorno alla piena operatività e settembre 2027 per il nuovo ospedale. Ora la partita si sposta sull’attuazione concreta del cronoprogramma e, soprattutto, sulla capacità di garantire personale e servizi adeguati a un presidio che rappresenta un punto di riferimento per un vasto bacino dell’area a sud di Salerno.