di Erika Noschese
Solo qualche giorno fa la convocazione del Consiglio comunale monotematico era «un esercizio di democrazia». Oggi, invece, si parla di una «Conferenza dei capigruppo molto positiva». Ancora una volta, Vincenzo De Luca la spunta e si impone senza particolari difficoltà sull’opposizione. La stessa opposizione che, appena qualche giorno fa, lanciava la sfida al primo cittadino, invitandolo ad andare in Consiglio comunale e a riferire pubblicamente sulla vicenda del Grand Hotel Salerno e sulla vendita dell’ex Foce Irno. Finisce così, a tarallucci e vino, verrebbe da dire, la grande battaglia annunciata dai consiglieri di opposizione che avevano chiesto la convocazione di un Consiglio comunale monotematico per fare chiarezza sulla situazione debitoria del Grand Hotel Salerno e sull’operazione relativa all’area dell’ex Foce Irno. Una richiesta presentata in pompa magna, accompagnata da dichiarazioni di fuoco e da una evidente volontà di trasformare la seduta in un momento di confronto politico con l’amministrazione. Il più combattivo, almeno sulla carta, sembrava essere Franco Massimo Lanocita, intenzionato a non cedere. E invece anche il consigliere di sinistra ha accolto la richiesta di rinvio avanzata dal sindaco. Una scelta che sembra dimenticare lo show organizzato sotto Palazzo di Città per protocollare l’istanza: una vera e propria camminata trionfale, quasi una versione salernitana dell’intro di Le Iene, pur di evitare una semplice Pec e arrivare addirittura a convocare una conferenza stampa sul tema. Alla fine, però, il risultato è ben diverso da quello annunciato. L’8 settembre non ci sarà alcun Consiglio comunale. Entro quella data dovrebbe essere indicata la convocazione dell’assise, che dovrebbe tenersi tra il 23 e il 25 settembre. Una scelta che, di fatto, sposta in avanti il confronto e consente all’amministrazione di superare senza particolari scossoni l’appuntamento con San Matteo. L’unico a non allinearsi, dimostrando una coerenza politica che evidentemente non appartiene ai suoi colleghi di opposizione, è Sarel Malan, espressione di Forza Italia. Il consigliere ha preso nettamente le distanze dalla decisione assunta in Conferenza dei capigruppo. «Prendo nettamente le distanze dalla decisione assunta oggi in Conferenza dei capigruppo dai rappresentanti delle forze di opposizione, che hanno accolto all’unanimità la richiesta del sindaco Vincenzo De Luca di rinviare a dopo San Matteo il Consiglio comunale straordinario richiesto da undici consiglieri sul Grand Hotel Salerno e sull’area di Foce Irno», ha dichiarato Malan, che già nei giorni scorsi aveva sostenuto pubblicamente la necessità che la seduta si tenesse entro l’8 settembre. «La mia posizione non cambia. Il Consiglio straordinario è stato richiesto nell’esercizio di una precisa prerogativa riconosciuta ai consiglieri comunali e doveva essere tenuto entro l’8 settembre, così come previsto dalla normativa vigente. Non comprendo per quale ragione l’opposizione debba farsi carico delle esigenze politiche o di calendario del sindaco, rinunciando di fatto a far valere una propria iniziativa istituzionale», ha aggiunto. Malan solleva inoltre una questione politica interna a Forza Italia: «Ho chiesto un incontro urgente al segretario provinciale di Forza Italia, Roberto Celano, e al segretario cittadino, professor Giuseppe Fauceglia, perché ritengo necessario chiarire quale sia la linea politica che Forza Italia intende seguire nei rapporti con l’amministrazione De Luca e, soprattutto, quale debba essere il nostro ruolo di opposizione in Consiglio comunale». A provare a giustificare il dietrofront è invece Lanocita, che rivendica la positività della Conferenza dei capigruppo e spiega che la futura seduta sarà allargata ad altri argomenti. «Abbiamo avuto una Conferenza dei capigruppo che considero positiva, se non fosse per la questione relativa allo streaming. Nonostante la maggioranza dei capigruppo si sia espressa a favore, infatti, il sindaco si è dichiarato contrario. Per il resto, credo che possiamo dare un giudizio positivo sulla Conferenza dei capigruppo, perché abbiamo smussato e approfondito anche le questioni concernenti il Grand Hotel Salerno». Tradotto: la seduta monotematica non ci sarà e la diretta streaming, nonostante il parere favorevole della maggioranza dei capigruppo, neppure. Perché? Perché il sindaco si è dichiarato contrario. E l’opposizione, invece di trasformare quel dissenso in un punto politico, sembra averlo semplicemente incassato. «È emerso, come doveva emergere, che la nostra richiesta di Consiglio comunale era finalizzata a far conoscere alla cittadinanza tutte le questioni che sono alla base della vicenda del Grand Hotel Salerno. Siamo comunque tutti orientati, da un lato, a far pagare fino in fondo i tributi dovuti e, dall’altro, qualora emergano mancanze o manchevolezze, a procedere alla risoluzione del contratto con il Grand Hotel Salerno e con la Panoramica Srl», ha spiegato Lanocita. E ancora: «Da questo punto di vista, credo che si sia anche risolta una questione di incomprensione che si era determinata inizialmente. Il Consiglio comunale sarà convocato entro il 23-24, anche alla luce dell’assenza annunciata di alcuni consiglieri che hanno rappresentato la possibilità di non essere presenti. Per questo abbiamo aderito alla proposta di convocarlo entro l’8, con l’indicazione precisa della data». Ma gli assist a De Luca non finiscono qui. Lanocita apre infatti anche alla proposta avanzata dal sindaco sul consumo di suolo: «Questo significa anche che il Consiglio comunale sarà allargato ad altre questioni. Una di queste ci interessa particolarmente e sicuramente vi aderiremo con vigore: è la proposta avanzata dal sindaco De Luca di approvare una delibera di indirizzo con la quale bloccare qualsiasi rilascio di permesso di costruire e, quindi, fermare il consumo di suolo a Salerno». Una battaglia che, secondo l’ex candidato sindaco, «abbiamo fatto del contrasto al consumo di suolo un punto importante della nostra campagna elettorale» e alla quale, dunque, l’opposizione è pronta ad aderire. Insomma, il Consiglio comunale si farà, prima o poi. Si parlerà di Grand Hotel Salerno, di Foce Irno e, probabilmente, anche di consumo di suolo. Ma quello che doveva essere un confronto straordinario, richiesto con forza da undici consiglieri, è stato rinviato. E quello che doveva essere un momento di pressione politica sull’amministrazione si è trasformato, almeno per ora, in una Conferenza dei capigruppo definita «positiva» dagli stessi esponenti dell’opposizione. Anche Gherardo Maria Marenghi conferma il nuovo scenario: «Noi colleghi dell’opposizione abbiamo condiviso con la maggioranza l’idea di aggiungere altri punti all’ordine del giorno. Sicuramente, però, le questioni relative a Foce Irno e al Grand Hotel Salerno saranno entrambe inserite nell’ordine del giorno». La domanda, a questo punto, è inevitabile: che fine ha fatto la battaglia annunciata appena pochi giorni fa? Perché se l’obiettivo era ottenere un confronto pubblico e immediato con l’amministrazione, il primo risultato è certamente un altro: De Luca ha chiesto di rinviare e l’opposizione ha accettato. Con buona pace dello «straordinario esercizio di democrazia» sbandierato soltanto qualche giorno fa.







