di Erika Noschese
Mentre l’opposizione prova a mostrarsi (quasi) compatta, nella maggioranza iniziano a emergere i primi segnali di malumore. Piccoli scricchiolii, almeno per ora, che sembrano ruotare attorno a incarichi attesi, riconoscimenti rimasti in stand-by e rapporti interni che, dopo l’avvio della nuova consiliatura, sono tutt’altro che definiti. A stravolgere la prima giornata di votazioni per la nomina dei presidenti e dei vicepresidenti delle commissioni consiliari è stato Antonio Fiore, che ha scelto di rinunciare alla vicepresidenza della commissione Mobilità, poi assegnata alla collega Alessandra Francese, presidente della commissione Annona e Turismo. Una scelta che, di per sé, potrebbe apparire di poco conto, ma che sul piano politico potrebbe rappresentare un segnale. Antonio Fiore, da anni presente in Consiglio comunale, sarebbe infatti in attesa di un riconoscimento per il lavoro svolto in questi anni. E sullo sfondo c’è anche la posizione del padre, Nello Fiore, storico esponente dell’area vicina a Vincenzo De Luca, che nei giorni scorsi ha visto sfumare l’incarico a Sistemi Salerno Utility dopo le dimissioni di Mariano Mucio. L’amministrazione comunale ha infatti scelto una diversa soluzione organizzativa, affidando la gestione del cimitero a Sistemi Salerno Servizi Utility, consentendo alla società di occuparsi anche delle attività amministrative, autorizzative e di controllo. Una scelta che punta, nelle intenzioni dell’amministrazione, ad accorpare gestione operativa e amministrativa sotto un’unica struttura. Per Nello Fiore, dunque, il riconoscimento atteso resta per il momento in sospeso. E la decisione del figlio Antonio di rinunciare alla vicepresidenza potrebbe essere letta proprio come un segnale indirizzato ai vertici dell’amministrazione. Un gesto che, al di là delle motivazioni formali, arriva in un momento nel quale gli equilibri interni alla maggioranza sono ancora in fase di assestamento. Sul fronte delle commissioni, intanto, arriva una scelta destinata a far discutere. Come anticipato, la presidenza della commissione Trasparenza è stata affidata a Gherardo Maria Marenghi, leader dell’opposizione, su proposta del consigliere di maggioranza Angelo Caramanno. Una scelta che non è stata condivisa da una parte dell’opposizione. Franco Massimo Lanocita, Giso Amendola e Claudio Russolillo hanno infatti scelto di astenersi, manifestando il proprio dissenso e denunciando, di fatto, un’intesa tra la maggioranza e una parte dell’opposizione. Marenghi, dal canto suo, rivendica la legittimità della scelta e guarda al nuovo incarico con spirito istituzionale. «Un incarico prestigioso che intendo onorare, tenendo in considerazione l’eredità importante lasciata dall’avvocato Camarota, che è stato per dieci anni un presidente brillante, competente ed equilibrato. La trasparenza è un elemento cardine dell’azione amministrativa e quindi intendo esercitare questo ruolo assicurando a questo valore il confronto continuo e il rispetto delle istituzioni e dei colleghi che fanno parte della commissione», ha dichiarato. Quanto alle accuse di un presunto accordo con la maggioranza, il consigliere di opposizione taglia corto: «Non c’è nessuna distonia rispetto alla norma regolamentare, che non sottrae affatto questo potere alla maggioranza. Credo che sia tutto assolutamente legittimo e rispettoso delle disposizioni regolamentari vigenti». La prima giornata dedicata alla composizione delle commissioni consiliari consegna dunque una fotografia tutt’altro che scontata. Da una parte una maggioranza che, almeno ufficialmente, mantiene i propri numeri ma comincia a mostrare qualche segnale di insofferenza; dall’altra un’opposizione che, proprio sulla scelta della presidenza della Trasparenza, si divide. E mentre gli incarichi nelle commissioni prendono forma, resta da capire se i malumori destinati per ora a rimanere sottotraccia si trasformeranno in vere fratture politiche o resteranno semplicemente segnali da registrare nei primi mesi della consiliatura.







