“Per il gip sono reticenti e non attendibili”. Restano in carcere Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, considerati tra gli esecutori materiali dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. Il giudice delle indagini preliminari di Roma ha infatti respinto la richiesta degli avvocati, Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, che avevano depositato nei giorni scorsi un’istanza di attenuazione della pena per i loro due assistiti, confidando nei domiciliari. A fornire un parere negativo alla richiesta era stata anche la procura di Roma. In particolare – viene riferito dalla difesa – nella sua ordinanza il gip non ritiene attendibili due passaggi dell’interrogatorio reso dagli arrestati, ascoltati giovedì scorso nel carcere di Rebibbia. Il primo riguarda le modalità di approvvigionamento dell’ordigno: gli stessi attentatori avrebbero detto che l’ordigno era stato fornito da Gomes Tavares, factotum del mandante Valter Lavitola, mentre le indagini avrebbero invece appurato che l’esplosivo utilizzato non era di tipo plastico, ma di materiale prelevato da una cava e reperito da D’Avino. Inoltre, non è ritenuto credibile il fatto che i due non fossero a conoscenza della composizione interna dell’ordigno. Dunque allo stato restano le esigenze cautelari anche alla luce dell’aggravante del metodo mafioso, di cui i due indagati sono accusati. Gli avvocati dei due arrestati presenteranno ora il ricorso al Riesame e l’udienza potrebbe svolgersi a fine mese. Durante l’interrogatorio, D’Avino e Passariello avevano risposto – come assicurato dai loro legali – a tutte le domande dei pm. Ribadendo di non conoscere “né Lavitola né Ranucci e di aver avuto rapporti solo con Gomes Tavares”, il factotum di Lavitola, anche lui indagato, attualmente in Africa. I due hanno riferito che fu lui a dirgli di mettere la bomba davanti alla villetta del giornalista ed hanno sostenuto che “non volevano far del male a nessuno”. Dichiarazioni che Sergio Cola, legale dell’ex editore, chiederà ai pm di poter acquisire anche in vista del riesame per Lavitola, fissato per il prossimo 7 settembre. Secondo il legale, infatti, durante il lungo interrogatorio, gli indagati hanno confermato quanto detto dal suo assistito. “La versione di Lavitola non è smentita – aveva precisato – anzi sembrerebbe essere riscontrata parzialmente o totalmente”. Restano intanto ancora da chiarire gli sviluppi sugli altri componenti del gruppo di arrestati: Saverio Mutone, anche lui in carcere, e Marika De Filippis, compagna di D’Avino, la quale è attualmente ai domiciliari. Il primo, anche lui tra gli esecutori materiali dell’attentato, sarà probabilmente anche lui ascoltato nei prossimi giorni su richiesta dei suoi legali mentre per la donna tutto dipenderà anche dalle sue condizioni di salute, visto che sarebbe in procinto di partorire.








